Cure e potature
CURE E POTATURE
Pur se curate con amore le vostre piante, anche i rosai invecchiano e dopo dieci anni circa terreno e pianta sono esauriti. La cura migliore è quella radicale: sostituire le piante. Ma se siete affezionati al vostro alberello, che magari ha raggiunto una notevole dimensione, o la siepe che è ormai una giungla, potateli vigorosamente, concimateli con maggiore intensità e… incrociate le dita.
Come si potano le rose per conservare al meglio il vigore e l’estetica della pianta? Tenendo presente che la potatura, riducendo la grandezza della pianta, stimola l’emissione di nuovi rami e una maggiore fioritura, bisogna innanzi tutto eliminare i rami deboli e contorti. Inoltre, si riducono i rami a metà dell’altezza raggiunta. Il periodo migliore per potare le rose rifiorenti è alla fine dell’inverno, prima che compaia il fogliame nuovo. Se potate più rose, ricordate di disinfettare le cesoie mentre passate da una pianta all’altra, per evitare di propagare eventuali malattie. I rami tagliati andrebbero bruciati per evitare che sopravvivano eventuali larve d’insetti o spore fungine.
La cosiddetta potatura estiva consiste nel tagliare i fiori appassiti per evitare la maturazione delle bacche che toglierebbero vigore alla pianta e alla conseguente nuova fioritura. Tagliate il ramo che ha portato il fiore appena al di sopra di una gemma esterna: dopo una quarantina di giorni ci saranno nuovi fiori.
Solo le rose antiche e arbustive, le cui bacche possono avere valore ornamentale, vanno potate per ultime.
Vanno decisamente eliminati subito i polloni o succhioni, senza lasciare tronconi. Se non ce la fate con le cesoie, usate un seghetto.
Per avere una fioritura abbondante, le piante vanno irrigate e concimate regolarmente.
Al piede della pianta, è sempre bene che ci sia la cosiddetta pacciamatura, composta da corteccia triturata, pula di riso ecc., che permette al terreno di mantenersi fresco anche durante il calore estivo.
La scarsa irrigazione rende i rosai deboli e con pochi fiori, a partire dalla primavera è necessaria un’abbondante, ma non esagerata, irrigazione regolare, che bagni almeno i primi 20 cm di terra. Se le irrigazioni sono frequenti, ma poco profonde, le rendono sensibili alla siccità. Attenzione: non bisogna mai bagnare le foglie per evitare l’insorgere di malattie fungine. L’acqua deve arrivare solo all’apparato radicale e deve essere data al mattino.
ORIGINI
CHE ROSA SCELGO
LA MESSA A DIMORA
MALATTIE DELLA ROSA
ROSA NON SOLO DA AMMIRARE












