Che cos’è l’Astrologia e a cosa serve?

risponde Antonia Bonomi

Personalmente non m’importa se è una scienza o no, per me può essere una disciplina umanistica, può essere una filosofia, anzi la cosa mi fa più piacere, poiché la scienza non sempre è vicina all’uomo, mentre l’astrologia può essere un aiuto per l’uomo.
In che senso? È molto bella l’immagine usata da Plotino, vissuto dal 205 al 270, massimo esponente della scuola neoplatonica, il quale diceva: “Gli astri sono lettere che annunciano avvenimenti, non ne sono la causa, chi è avvertito può prendere le giuste misure”.
E questi astri-avvenimenti al momento della nascita scrivono la personalità del soggetto, nel corso della vita segnalano i momenti favorevoli e quelli nei quali è meglio prestare attenzione.
Altro particolare: quelle astrologiche non sono predizioni, ma previsioni, ipotesi che, poi, la persona, con il suo grado d’intelligenza, il suo libero arbitrio potrà accettare o no.
Le previsioni personali sono una cosa, essendo centrate su quella persona, su quella vita, le previsioni generali sono… generali ma, attenzione, non è il caso di prenderle sottogamba quando parlano di stati d’animo, di qualità che vanno usate, di difetti che andrebbero controllati perché, per quanto ognuno sia se stesso, qualcosa del segno c’è sempre in noi e se all’Ariete si consiglia di essere più calmo, ad altri meno bastian contrario o occupati al particolare è bene comunque prestare orecchio.
Naturalmente, per l’astrologo come per ogni altro tipo di professionista, scegliere quello giusto o sbagliare è… questione di fortuna. Ma se l’astrologo vi dice che vincerete al gioco, scappate perché può essere un cartomante, non un astrologo serio. E, personalmente, ai cartomanti non credo.
Altro punto importante per capire se avete a che fare con una persona seria o un orecchiante: se sentite o leggete previsioni che contengono termini come “nella vostra prima, o sesta o dodicesima, casa solare”, oppure “nel vostro settore del lavoro” e non si tratta di un oroscopo personale, avete a che fare con qualcuno che copia un altro qualcuno che non se ne intendeva. Infatti, con queste indicazioni si presume che tutti si abbia l’ascendente nel segno di nascita perciò si tratta di ipotesi campate su un errore di fondo. Ci sono altri elementi per indicare lavoro, soldi ecc. nelle previsioni generali, senza scomodare inesistenti case solari o settori che prendono il via dall’ascendente che è personale, non ipotetico e uguale per tutti.
E veniamo ai due tormentoni che, puntualmente ogni anno, sono riproposti dagli astronomi e dai giornali. Premessa: io non faccio l’astronoma, mi piacerebbe che questi scienziati facessero il loro lavoro senza impicciarsi di quello degli altri.
Primo tormentone: le costellazioni sono tredici e non dodici. A parte il fatto che le costellazioni sono molte di più, quelle riconosciute ufficialmente dal 1930 sono 88, con l’astrologia e i segni zodiacali non hanno niente a che vedere.
Le costellazioni sono gruppi di stelle, i segni zodiacali sono segmenti di 30° dell’eclittica che, nella notte dei tempi, hanno preso il nome delle costellazioni più vicine a quel segmento, punto e basta. Che ci sia anche Ofiuco detto Serpentario, non interessa assolutamente l’astrologia e la compilazione di temi natali e previsioni.
Tenete presente tra l’altro, per fare un esempio, che l’Ariete e la Bilancia sono aggeggini piccoli piccoli, mentre la Vergine se ne sta placidamente sdraiata, occupando quasi tutto lo spazio tra Leone e Bilancia.
Per concludere: segni e costellazioni non sono la stessa cosa, la misura dell’eclittica è di 360° divisi in dodici segni e questo è quello che serve all’astrologia.
Secondo tormentone: i segni sono retrocessi per la precessione degli equinozi. È vero, ma l’astrologia è stagionale, con la primavera inizia l’Ariete, che fa parte dei segni Cardinali, cioè che danno inizio ad una stagione, poi vengono i segni Fissi, quando una stagione è nel suo culmine, seguono i segni Doppi, termine che non ha niente a che vedere con la personalità, ma che indica segni a cavallo tra due stagioni.
Una delle domande che più spesso mi viene posta è se si può stabilire la data della morte, propria e altrui. A parte che lo trovo di pessimo gusto, più che la data della definitiva dipartita è possibile stabilire periodi nei quali la salute può dare preoccupazioni e possono verificarsi incidenti ma, attenzione, non basta un aspetto, per quanto importante sia, a determinare una morte o un incidente. Debbono subentrare altre cause concomitanti, esserci altri elementi. Un esempio semplice: tutti ricordate Diana d’Inghilterra, morta in un incidente automobilistico. Ora, alla nascita Diana aveva aspetti particolari che la predisponevano ad incidenti un giorno alla settimana per tutte le settimane della sua vita. Era arrivata a trentasei anni, un alto numero di settimane, senza niente di drammatico finché quella notte, presente quell’aspetto, c’è stato l’incidente e la fatale conseguenza. La concausa è da ricercare negli aspetti complessivi, degli altri personaggi che erano con lei.
Secondo l’astrologia indiana è possibile individuare esattamente l’anno della propria morte ma, attenzione, secondo l’astrologia indiana io, mi cito perché mi conosco, dovrei essere bassa, con le gambe storte e non avere figli… Non sono bassa, anzi per la mia generazione sono alta, ho un bel paio di gambe lunghe e diritte, quanto ai figli, ne ho quattro!
Perciò, penso che se qualcuno muore alla data indicata dai calcoli, sia per lo spavento, in parole povere la previsione che ha avverato se stessa.
Altra domanda che spesso mi viene rivolta: sono del tal segno, posso andare d’accordo con il tal altro?
Risposta: non sono i segni ad andare più o meno d’accordo, ma sono le posizioni planetarie e gli aspetti che creano nei due temi ad indicare se l’accordo può esserci o meno, se eventuali divergenze possono essere superate, se il rapporto può essere amichevole, sentimentale, solo sessuale, professionale. Dire che un segno non va d’accordo con un altro è un vezzo salottiero, non ha niente a che vedere con la realtà astrologica.
Altra domanda: qual è il segno migliore, il peggiore, il più sensuale, il più lavoratore, il più ambizioso: tutti i segni hanno lati positivi e negativi, fare una graduatoria non è possibile poiché tutti sono ambiziosi, anche se in modo diverso, intelligenti, carognette anche quando sono santi. Sono sempre le posizioni dei pianeti alla nascita a far prevalere questo o quel lato, a far cambiare indirizzo ad un tipo d’intelligenza, d’ambizione.
Ci sono Ariete, che di solito sono lavoratori indefessi, che sono fior di scansafatiche e pigri Cancro che sono dei gran lavoratori, sensualissimi Scorpione che hanno tutt’altro che il sesso per la testa e freddi e distaccati Aquario o Bilancia che… non pensano ad altro.
Di gran moda è parlare di astrologia karmica e mi capita spesso di sentir affermare: non ci posso fare niente, ho questo karma. Non voglio disquisire sull’al di là, non è questo il luogo, però l’affermazione, questo è il mio karma, contrasta con l’utilità dell’astrologia.
Infatti, rifacendoci a Plotino e a San Tommaso d’Aquino, abbiamo l’indicazione che gli astri inclinino, non determinino, dovrebbe esistere il libero arbitrio che ci fa intervenire sui lati meno costruttivi della nostra personalità, che dovrebbe aiutarci nelle scelte. Dire: questo è il mio karma, è una sorta di resa, significa non voler lavorare su se stessi, per lo meno non provarci.

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