PLUTONE

PLUTONE forse pianeta, forse asteroide… diciamo pianetino

Antonia Bonomi

Plutone è il nono pianeta del nostro sistema solare, scoperto “definitivamente” il 5 marzo del 1930 dall’astronomo Clyde Tombaugh. Perché “definitivamente”? Per le stranezze riscontrate nelle orbite di Urano e Nettuno, gli astronomi avevano sempre supposto l’esistenza di un alto pianeta.

Percival Lowell, famoso per l’ipotesi dei canali su Marte, per risolvere i dubbi iniziò ad approfondire i calcoli per stabilire la posizione di questo ipotetico pianeta esterno a Nettuno. Iniziò la ricerca in Arizona, dall’osservatorio da lui fondato, ma alla sua morte avvenuta nel 1916 del possibile pianeta non s’era trovata traccia. Calcoli analoghi compiuti da W. H. Pickering risultarono infruttuosi e non ebbero risultato alcuno le ricerche fotografiche eseguite da M. Humason a Mount Wilson. Per alcuni anni le indagini furono sospese finché Clyde Tombaugh le riprese proprio dall’Osservatorio Lowell. Il 2 marzo 1930 il pianeta venne fotografato una prima volta, la seconda e definitiva il 5 che registrava lo spostamento avvenuto in quei giorni e molto vicino alla posizione calcolata da Lowell. Destino “cinico e baro”, si scoprì che anche Humason aveva fotografato per ben due volte Plutone ma la prima volta il pianeta era messo in ombra da una stella e la seconda capitò proprio sopra un difetto della lastra fotografica.
In un primo tempo Plutone fu considerato più grande della Terra, calcoli successivi condotti da Kulper portarono le sue dimensioni inferiori addirittura a Marte. Sorse un dubbio: come poteva un pianeta così piccolo interferire con le orbite di Urano e Nettuno? Parecchie sono state le ipotesi per spiegare l’anomalia, ma nessuna è risultata convincente. Fra queste la possibilità che Plutone abbia una massa eccezionalmente densa, un’altra è che a dispetto di tutti i calcoli sia più grande di quanto si suppone.
Ma non finisce qui: Caronte, scoperto nel 1965 e considerato il satellite di Plutone, nell’agosto del 2006 è stato elevato al rango di pianeta, Plutone-Caronte che distano tra loro meno di 20mila km hanno una rotazione sincrona, formano un sistema binario con un centro di gravità comune. Secondo le ultime scoperte, la superficie di Plutone è ricoperta di metano congelato.
Plutone: pianeta, asteroide o pianetino? L’ultima parola non è ancora stata detta.
Stando ai calcoli attuali Plutone ha un diametro di 120.536 km, la distanza media dal Sole è di 5,9 miliardi di km, compie il giro dell’eclittica in 250 anni circa, il passo annuale va da 50 sessantesimi a 2° circa ed ha un’orbita eccentrica.

PLUTONE nella mitologia
Plutone o Ade (nel tempo questo nome divenne quello del regno dei morti) era figlio di Crono-Saturno e Rea perciò fratello di Zeus-Giove e di Poseidone-Nettuno.

Quando i tre fratelli si spartirono il governo del mondo, a lui toccò il sottosuolo. Una corrente di studiosi sostiene che le terre assegnate a Plutone non fossero l’inferno inteso come sottoterra ma gli inferi ovvero le terre occidentali più basse rispetto a quelle toccate a Zeus che comprendevano l’Olimpo, monte sede degli dèi. Terre “infere”, dunque, termine confuso poi con Inferno. Una teoria indica Plutone come il lato oscuro di Zeus tant’è che questi era detto anche Zeus Katachthonios ossia Zeus sotterraneo. Il nome Plutone si fa derivare da ploutos ossia ricco perché sue erano le ricchezze del sottosuolo. Una leggenda dice che per il suo aspetto sgradevole e per le sue deformità se ne stava rintanato nel suo regno e non aveva rapporti con gli altri dèi se non con Ermes-Mercurio che, nelle vesti di psicopòmpo o polidètte, aveva il compito di portargli le anime dei defunti. Plutone era raffigurato come un uomo maturo, con un viso maschio e severo, folta capigliatura e barba crespa vestito con un’ampia tunica. In mano teneva uno scettro o una forca, ai suoi piedi era accoccolato Cèrbero, il cane tricipite.

Altre raffigurazioni lo mostrano seduto su un trono d’ebano o di zolfo con un diadema sempre d’ebano, in altre eccolo su un carro tirato da quattro cavalli neri mentre in mano tiene un mazzo di chiavi, quelle dell’Averno, e i piedi posano su un viluppo di serpi. Era il dio più odiato, gli furono innalzati pochi templi ma era invocato molto spesso… battendo prima le mani per terra. Si racconta che nei primi tempi del suo culto gli fossero sacrificati esseri umani, sostituiti in seguito da tori e pecore rigorosamente di colore nero e in numero dispari, contrariamente ai numeri pari degli altri dèi, adornati con bende nere o rami di cipresso. La carne delle vittime doveva essere consumata dal fuoco essendo proibito mangiarne. A Plutone erano sacri il cipresso e il narciso.

Schivo, ai nostri giorni si definirebbe asociale, il dio saliva alla luce quando gli pungeva vaghezza di trovare compagnia femminile… anche se la cosa non era frequente perché si parla solo di una certa Minte non meglio identificata, mentre famosissimo è il rapimento di Persèfone-Prosèrpina figlia di Dèmetra-Cèrere. La fanciulla stava raccogliendo fiori con le Ninfe accanto alla fonte Aretusa, in Sicilia, quando il dio l’afferrò e la portò negli Inferi. La madre andò vagando per mari e monti alla ricerca dell’adorata figliola, le sue lacrime commossero Giove, la dea poté vedere e parlare con la figliola e, sorpresa, questa si era innamorata del marito e non aveva intenzione di tornare dalla mamma. Alla fine raggiunsero un accordo: per sei mesi sarebbe rimasta con il marito negli inferi e per altri sei con la mamma in terra. Il mito Plutone-Proserpina aveva una sua valenza agricola: durante la stagione invernale la vegetazione sembra sparire sottoterra e Proserpina torna dal marito per riapparire in primavera presso la madre. Dall’agricolo all’umano, il mito è un’espressione dell’anima e dei suoi misteri.
Va sottolineato che Plutone non era un dio “cattivo”, il diavolo per intenderci, ma un dio severo e giusto, nel Tartaro precipitava i malvagi mentre i giusti erano ammessi nei Campi Elisi. Il concetto di inferno e paradiso era già contemplato.

PLUTONE nell’Astrologia
Plutone è nel suo domicilio diurno nell’Ariete e notturno nello Scorpione, è in esaltazione nei Gemelli, in esilio nel Toro e nella Bilancia, in caduta nel Sagittario. Anatomicamente rappresenta i testicoli, mentre Marte è il membro.
Il dio dominava il mondo sotterraneo e aveva un ruolo fecondante, era detto anche Frucifero, perché la terra riceve il seme che muore per rinascere in una nuova pianta, ecco che il pianeta rappresenta il principio maschile fecondante, la forza primordiale ma non primitiva o animalesca, che supera ogni ostacolo.
In un tema natale, al positivo Plutone rappresenta le forze segrete, il meglio e il peggio che alberga in ciascuno di noi, le energie sotterranee che si attivano nei momenti di maggiori difficoltà, è parte integrante del carisma che permette di influenzare gli altri. Aiuta nell’evoluzione dell’individuo, nel superamento dei complessi, delle frustrazioni e lo fa attraverso la battaglia per superare sia le disarmonie della personalità sia le difficoltà concrete della vita e può essere considerato il pianeta della rinascita. Al negativo è una sorta di terribile mina vagante, le indicazioni dipendono dai pianeti con i quali crea aspetti, se non è controllato da una forte volontà, il che significa sostenuto da forti aspetti favorevoli, può portare all’autodistruzione.
Nel senso sociale Plutone rappresenta più i periodi che l’individuo, è legato alle masse, ai mutamenti profondi della società, alla rivoluzione dei costumi, ai cambiamenti-rivoluzioni sociali, a nuove forme di morte della collettività (guerre, attentati, esplosione nucleari, calamità), è preso in considerazione nelle previsioni annuali mondiali.
Data la lentezza degli spostamenti, nelle previsioni annuali personali Plutone non può essere preso seriamente in considerazione.

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