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Numero
9

 

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Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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della
Lirica
del segno dell' 

AQUARIO
ROSA PONSELLE
una primadonna dalla voce splendida e dalla… fifa blu

Antonia Bonomi

"La signorina Ponselle ha una voce d'oro puro", questo è il commento del severo critico musicale del New York Time quando il 15 novembre 1918 Rosa Melba Ponselle debutta al Metropolitan Opera con La Forza del Destino, al fianco di Enrico Caruso. Andiamo con ordine.
Rosa Ponselle ne La forza del destinoRosa Melba Ponzillo, in arte Ponselle, nasce il 22 gennaio 1897 a Meriten, nel Connecticut, da genitori italiani. In famiglia la lirica è di casa, altrimenti non si spiegherebbe il secondo nome, Melba. Infatti, Nellie Melba fu un soprano australiano assai celebre al suo tempo, celeberrima quando nasce Rosa. A dieci anni Rosa inizia a prendere lezioni di pianoforte e di canto. Particolare curioso: le era impedito di cantare nel coro della scuola, poiché la sua voce troppo forte sovrasta quella delle altre allieve. È quattordicenne quando esordisce cantando nei cinema di quartiere e negli anni seguenti si esibisce sulle scene del vaudeville con la sorella maggiore Carmella.  All'inizio del 1918, un amico le ottiene un'audizione con Enrico Caruso. Il tenore e il Metropolitan stanno cercando un soprano drammatico per interpretare la parte di Leonora ne' La Forza del Destino che sarà rappresentata per la prima volta in America. Dopo averla ascoltata, Caruso le promette che sarà lei la sua Leonora, come avviene puntualmente nella trionfale rappresentazione del 15 novembre. Successo di pubblico e di critica, ma Rosa ricorderà a lungo il trac di quella sera, tensione che l'accompagnerà per tutta la carriera. Dopo questo sensazionale debutto, canta anche in un'altra prima al Metropolitan, La Vestale di Spontini, e comincia aRosa Ponselle in Norma lavorare con il direttore d'orchestra Tullio Serafin, che ritroveremo molti anni dopo al fianco di Maria Callas e Joan Sutherland.  
La Vestale è considerata una tappa nello sviluppo vocale di Rosa, la preparazione per il ruolo di Norma, opera che non era stata più rappresentata in America dal secolo precedente. La sera della prima rappresentazione, il 16 novembre del 1927, alla fine della celebre romanza Casta Diva gli applausi bloccano per parecchi minuti la rappresentazione. Nel 1929 debutta al Covent Garden, dove canta per tre stagioni e una a Firenze. Sono le sole rappresentazioni cui partecipa al di fuori del Metropolitan, dove resta in forza fino al 1935. Nel 1937, Rosa ha quarant'anni, con il Metropolitan interpreta Carmen, l'opera non è accolta con molto favore e il teatro rifiuta di mettere in scena Adriana Lecouvreur, che lei vorrebbe interpretare. E Rosa, che nel corso della carriera ha cantato in ventun ruoli, la cui voce è considerata tuttora eccezionale per sonorità, calore timbrico e limpidezza, dal fraseggio vibrante e nobile, che è di diritto un soprano tra i maggiori del ventesimo secolo,  all'apice del successo si ritira dalle scene. Non è una questione di voce, quella è perfetta, la scusa ufficiale è che, essendosi appena sposata, vuole dedicarsi al marito. Diventa direttore dell'Opera di Baltimora e dà lezioni a qualche studente meritevole, che invita a casa sua, Villa Pace, accompagnandolo al pianoforte. Fa qualche registrazione privata, finché nel 1954 la RCA la persuade a registrare un repertorio più ampio. Rosa Ponselle muore il 25 maggio del 1981.
Com'era Rosa Ponselle Dietro lo Specchio dell'Astrologia? Un caratterino senza dubbio. Il Sole e Mercurio, strettamente congiunti nell'Aquario, indicano che era tendenzialmente intollerante, in qualche caso superba, ma le serviva per mascherare la timidezza e Rosa Ponselle e il tenore Giovanni Martinellil'insicurezza dati dalla Luna e da Giove nella Vergine. Insicurezza che prendeva le mosse dal fatto che era terribilmente pignola anche con se stessa, curava i particolari ossessivamente, era puntigliosa, suscettibile e ombrosa, non sopportava le critiche essendo criticissima a sua volta. Ecco le cause del famoso trac, delle tensioni nervose che l'hanno sempre accompagnata. Il suo allontanarsi dalle scene ha, dunque, come componente la delusione derivata dal fatto che il Metropolitan non l'abbia trattata come pensava di meritare, le critiche per la sua Carmen sono la seconda motivazione e la terza il matrimonio. Già, perché suscettibile, in qualche caso virile nelle reazioni, ma con una tenerissima Venere nei Pesci, simbolo del romanticismo e della dedizione. Così, Rosa Ponselle ha colto più piccioni con una fava: ha messo fine alle tensioni nervose poiché un conto è cantare in privato, o registrare, e un conto è andare dal vivo, con il pubblico presente in sala e lei aveva una terribile sensibilità nel captarne gli umori, ed è diventata un simbolo della rinuncia femminile, basta carriera eccola angelo del focolare. Poiché era anche stizzosetta e un po' lamentosa, con ogni probabilità avrà fatto pesare questa rinuncia. Nota curiosa: la sto ascoltando in una serie di registrazioni fatte tra il 1924 e il 1939, ha una forte "erre" arrotata che non disturba l'ascolto.