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Anno 9
Numero 9
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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ANNALENA TONELLI la semplicità di un cuore
grande
Antonia Bonomi
Confesso la mia ignoranza, fino
a quando non ho appreso la notizia del suo assassinio dal telegiornale della
sera non sapevo dell’esistenza di Annalena Tonelli. Leggo i giornali e
probabilmente mi sarà passata sotto gli occhi la cronaca delle onorificenze che
negli ultimi anni le sono state conferite, ma non ho trattenuto nulla. Sentendo
la sua voce e ascoltando le sue parole, mi
sono sentita attraversare da un brivido e da un moto di simpatia, da un dolore
come se avessi pero una persona conosciuta.
Annalena Tonelli, volontaria, missionaria laica, era nata a Forlì, si era
laureata in Legge per fare contenti i genitori, ma sapeva fin da bambina che
voleva fare qualcosa per gli altri. Voleva andare in India, ma i genitori si
sono opposti, è andata in Africa come insegnante, in Kenya, da dove era stata
cacciata per avere denunciato le stragi dei militari governativi. È passata in
Somalia, si è messa a studiare medicina, aveva ideato un metodo per curare la
tubercolosi, metodo che l’Organizzazione mondiale della sanità usa ora per
tutto il mondo. Da sette anni viveva a Borama, nel Somaliland, a nord-est della
Somalia, fetta di terra che si proclama Stato indipendente pur senza essere
riconosciuto. Cattolica in un paese di musulmani, aveva fondato un ospedale con
200 posti per la cura della tubercolosi, affiancandolo con centri di formazione,
scuole per bambini normali, per bambini ciechi e sordi, per mutilati, ambulatori
per sieropositivi, centri contro l’infibulazione, l’orrenda pratica che
mutila gli organi genitali femminili. Era stata minacciata, ma la sua fede
incrollabile in Dio e negli uomini le impediva di avere paura. Sapeva che cosa
sarebbe potuto accaderle, ma non se ne preoccupava. L’hanno ammazzata nel suo
ospedale con un colpo alla testa.
Com’era Annalena Tonelli Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Di una semplicità disarmante, caparbia e testarda, idealista e razionale,
capace di una generosità senza limiti, che non chiedeva niente in cambio. Era
profondamente religiosa, ma senza fanatismi, le sue scelte erano consapevoli
poiché era lucida: voleva fare del bene agli altri, questa era la sua passione,
punto e basta. Non c’era ambizione, autoglorificazione, solo un’idea portata
avanti con le proprie forze, con riservatezza poiché era anche timida. Non mi
pento di avere gettato un occhio nel suo intimo, riservata com’era si sarebbe
certamente adombrata, ma io sono felice di aver potuto scrivere qualcosa di
qualcuno che può essere considerato un esempio sereno di quanto si può fare in
concreto, senza clamori, isterie, mercato.
Terribili gli aspetti di domenica sera 5 ottobre 2003, quando è stata uccisa:
Marte e Urano rotanti erano in quadratura con il suo Urano natale, indici
d’imprevisto negativo e aggressivo, Saturno (la falce) in quadratura perfetta
a Sole e Mercurio natali. Quanto a Giove rotante, la fortuna, era perfettamente
quadrato a Saturno natale.
Era una bella persona, una santa laica, sarei stata onorata di
conoscerla.
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