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RICHARD CHAMBERLAIN verso l’amore, apre al suo
privato
Antonia Bonomi Lui, George Richard Chamberlain, in arte solo Richard Chamberlain, attore americano diventato famosissimo una quarantina di anni fa interpretando la serie televisiva dedicata al Dott. Kildare e alla successiva interpretazione di Padre Ralph in Uccelli di rovo, con una ventina circa di partecipazioni a film non televisivi, ha “ammesso di essere omosessuale”. Nell’autobiografia Towards Love, più o meno verso l’amore, racconta di avere finalmente fatto pace con se stesso e la sua immagine pubblica, ecc. ecc. Confesso che non capisco il perché di questa “confessione”. Personalmente non ho mai avuto dubbi, ma non è che la cosa me lo facesse apprezzare di più o di meno come attore perché, omosessuale o macho, da quel poco che ho visto non mi sembra eccellesse quanto a doti recitative, perciò avrebbe potuto benissimo essere un mandrillo che non lo avrei per questo definito un grande attore. Confessione perché?, ha voluto togliersi un peso dallo stomaco? Infatti, parla di “riconciliazione tra la sua immagine pubblica e il privato” e mi sembra un’arrampicata sui vetri: chi lo ha mai sentito coinvolto in grandi storie d’amore patinate, matrimoni e divorzi per “difendere l’immagine pubblica” come lascerebbero intendere le sue parole? Nei miei ricordi non c’è mai stata un’illazione su suoi amori con partner o altre stelle femminili più o meno brillanti del cinema. La sua immagine era quella di una persona riservata e poteva essere una scelta personale al di là della sessualità, il privato è privato e i pettegolezzi vanno bene solo se ad alimentarli sono i diretti interessati, per questo non ho mai fatto menzione del fatto che, astrologicamente, ci fosse più di un’indicazione all’omosessualità. Uscendo allo scoperto ha voluto dare uno schiaffo alle sue fan che lo consideravano un sex symbol? Le sue fan oggi hanno la mia età, e anche qualche annetto in più considerando che ai tempi di Uccelli di rovo c’erano mie conoscenti anzianotte che sbavavano per padre Ralph, perciò sono più che oltraottantenni se pur sono ancora vive, e credo abbiano più a dolersi dei reumatismi che per la sessualità del loro idolo. Osservando il suo quadro ho il fondato sospetto che si tratti di una crisi d’astinenza da prima pagina, da luci della ribalta suscitata da una vanità sconfinata che da troppo tempo si sentiva mortificata. Più che una confessione liberatoria, mi sembra un atto di narcisismo estremo: comunque se ne parli, purché se ne parli. Caro dott. Kildare o padre Ralph, si capiva benissimo che era omosessuale, la confessione è una cartuccia bagnata, almeno per me. Forse, vuole far capire che non ci si deve mortificare in nome di un’immagine pubblica? Caro Chamberlain quasi settantenne, se questo fosse il succo del libro mi darebbe fastidio quanto i grandi fumatori pentiti che ti fanno la morale se accendi una sigaretta. |