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Anno 9
Numero 9
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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Personaggi
della Cultura
del segno dell'
ARIETE
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FRANCISCO GOYA Y LUCIENTES visto DIETRO LO SPECCHIO dell'Astrologia
Antonia Bonomi
La prima battuta che mi viene in mente osservando il quadro di
questo Ariete è: "Fortunato, malgrado se stesso". Infatti, se c'è qualcuno che
è fortunato per avere ricevuto alla nascita il carattere che si ritrova, c'è anche chi
ha fortuna nella vita malgrado il proprio carattere. E Goya, che è tra i miei pittori
preferiti, aveva un carattere impossibile, una personalità contorta e una dose di fortuna
impressionante.
Ariete, dunque, essendo nato il 30 marzo, fortemente
caratterizzato dal segno possedendo ben 4 pianeti nel medesimo, tre dei quali in pessimo
aspetto con la Luna nel Cancro e Saturno nella Bilancia (a loro volta in quadratura), ma
in sfolgorante trigono sia con Giove sia con Plutone nel Sagittario.
Il pessimismo? Tutti i pianeti Ariete opposti a Saturno, la Luna
quadrata al medesimo. Non mancava di carattere, forza, ma era soggetto a dolorose
ambivalenze derivate dall'apprensività, dall'ipersensibilità che lo rendevano instabile,
nevrotico. La Luna inseriva un intuito strepitoso, quasi medianico, che gli consentiva di
cogliere le sfumature della psiche degli interlocutori, ma questo dono era usato anche,
vedi la quadratura con Saturno, in modo autolesivo. Era uno scontento cronico, si sentiva
facilmente frustrato, aveva un gran bisogno di tenerezza, amore, amicizia, ma non si
fidava di nessuno. Necessitava di radici, di sicurezza, ma anelava a spazi sempre diversi.
Era ingenuo e candido come un bambino e contemporaneamente arido come un vecchio. Caparbio
e suscettibile, come era capace di seguire il senso dell'opportunità, così era
abilissimo nel darsi vigorose zappate sui piedi da solo, il tutto a secondo dell'umore o,
più propriamente, del malumore. Insicuro e caparbio, frustrato e presuntuoso, bisbetico,
irritabile, bastian contrario per principio, indipendente nei pensieri, nelle azioni e
contemporaneamente tradizionalista, succube per "attrazione fatale" che poi gli
passavano, superstizioso, possedeva una immensa carica creativa che nasceva dal profondo
del suo io e che era pesantemente condizionata dagli stati d'animo. Più aderente alla
realtà di così! Era assolutamente incapace di essere sereno, a lungo per lo meno, non è
stato felice lui e non ha reso felici le persone che ha incontrato, che gli hanno vissuto
accanto.
Davanti a quadri come questo, supportato dalla realtà che
conosciamo, mi chiedo sempre quanto sia possibile usare il libero arbitrio e mi confermo
nel concetto che formulai molti anni or sono: siamo cani alla catena, possiamo muoverci
solo in rapporto alla sua lunghezza. Goya ha realizzato (o è stato solo perché così era
scritto negli splendidi trigoni del Sole con Giove e Plutone?), il pieno successo
professionale indicato dal suo quadro e ha seguito (o subito?), il proprio carattere.
La sordità e la cecità? Tanto per non cambiare: un classico delle tendenze del segno
natale, attivate dall'opposizione con Saturno che rendeva estremamente vulnerabile la
testa e quanto in essa contenuto.
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