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Anno 9
Numero 9
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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Personaggi
dello Spettacolo
del segno dell'
ARIETE
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SPENCER TRACY l'emblema dell'uomo giusto, posato, pacato, in una parola
"affidabile" DIETRO LO SPECCHIO dell'Astrologia
Antonia Bonomi
Nei film rappresentava la spalla per eccellenza, quella su cui appoggiarsi nei
momenti neri della vita.
Americano d'origine irlandese, cattolico, dopo un breve tirocinio
presso l'Accademia d'arte drammatica di New
York e in compagnie teatrali di giro, esordì a Broadway nel 1922. Nel 1930 colse un
successo personale che gli valse la chiamata ad Hollywood dove esordi immediatamente in Up
the River di J. Ford. All'inizio interpretò esclusivamente parti marginali di fuorilegge,
ma nel 1936 iniziò il cambiamento. La sua interpretazione nella parte secondaria, ma
insuperabile a detta dei critici, del prete-consigliere in San Francisco, gli valse la
notorietà e nello stesso anno il ruolo di prim'attore in Furia, dove è un povero Cristo
accusato ingiustamente del sequestro di una ragazzina. E da quel momento non si fermò
più. Nel 1938 vinse il primo Oscar per Capitano coraggiosi e l'anno successivo il secondo
per La città dei ragazzi, ancora una volta nelle vesti di un prete, padre Flanagan,
fondatore di una città per minorenni abbandonati. Il film, riconosciuto non eccelso dalla
critica, è riscattato dalla recitazione memorabile di Tracy il quale regalò, in segno di
riconoscenza, la statuetta al vero prete ispiratore della storia.
Secondo i critici, Spencer Tracy era un attore dotato di uno stile recitativo ricco di
sfumature e una duttilità personale che gli permettevano di recitare indifferentemente
qualsiasi tipo di personaggio, di passare dal genere drammatico alla commedia con grande
disinvoltura e sempre con esito positivo. Di film ne ha interpretati tanti, e sono stati
tutti successi. Non altissimo, era un metro e sessantanove, massiccio, il volto
precocemente segnato, riusciva ad essere affascinante, convincente.
Nella vita privata, era sposato e aveva due figli, Susie e John, quest'ultimo
sordomuto dalla nascita. Senza mai separarsi dalla moglie, era cattolico, visse un
sodalizio sentimentale oltre che professionale lungo ventisette anni con Katharine
Hepburn. Morì il 10 giugno 1967, dieci giorni dopo avere terminato di girare con lei, che
fu sua partner in nove film, Indovina chi viene a cena. Enfisema, cancro, cirrosi epatica?
Non si è mai saputo con certezza, ma con certezza si sapeva che era un bevitore
incallito, di quelli senza speranza.
Com'era in realtà Spencer Beniamino Tracy?
In quest'Ariete, che nella finzione interpretava così bene l'uomo quasi
perfetto, l'inclinazione al bere è ben indicata da Mercurio e Marte congiunti nei Pesci e
inquadratura con Nettuno nei Gemelli.
Nettuno, Luna e Plutone nei Gemelli sono gli indici della sua duttilità professionale,
della facilità nel mostrare volti diversi, nel calarsi in ruoli disparati. La carriera
fortunata, è anche frutto di una dose massiccia di quell'impalpabile elemento chiamato,
appunto, fortuna, presente nel suo quadro natale, ma proprio questi elementi, in
opposizione a Giove e Urano indicano l'irresolutezza nel prendere decisioni personali.
Borghese e tradizionalista, sensibile e ombroso, critico e ironico trovava nel lavoro la
soddisfazione che non riusciva a trovare nella vita personale dove era legato per
educazione a schemi che non aveva la forza di rompere anche, con molta probabilità, per
un eccesso di scrupoli vista la menomazione del figlio. Schiettezza e compromessi hanno
accentuato il lato malinconico, è stato un irresoluto e gran bugiardo, un ipocrita che ha
massacrato se stesso senza per questo essere felice e che si è realizzato proprio nel
regno della finzione: la recitazione.
Pazienza, l'attore mi piaceva e continuerà a piacermi.
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