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ADDIO TITO PUENTE, re del jazz latino
Erika Barboni
E morto Tito Puente, settantasette anni, il re del mambo e
della salsa, il simbolo di quella esplosiva miscela musicale che fonde il jazz con i ritmi
più "calienti" del Caribe. Lautore di "Oye como va" di recente
era stato ricoverato in un ospedale del Portorico in seguito ad una crisi cardiaca che lo
aveva colpito durante un concerto al "Centro de Bellas Artes". Martedì scorso
era entrato nella clinica universitaria di New York, per unoperazione che avrebbe
dovuto correggere una disfunzione ad una valvola cardiaca. Ma non ce lha fatta e si
è spento due giorni dopo proprio nel corso dellintervento.
Straordinario virtuoso delle percussioni, impareggiabile
performer, organizzatore di strepitosi eventi musicali, scopritore di talenti e
compositore prolifico, Tito Puente, nellarco di una carriera artistica ultra
cinquantenaria, aveva pubblicato cento album, collezionato ben quattro Grammy Awards,
ottenuto dottorati, lauree ad honorem e cittadinanze in un gran numero di Paesi. I suoi
dischi e i suoi arrangiamenti più famosi erano diventati classici della musica latina e
del pop. Carlos Santana aveva inciso due suoi successi e con lui avevano collaborato
artisti del calibro di Woody Herman e Buddy Morrow.
Nato ad Harlem il 20 aprile del 1923, Ernesto Antonio Puente
-questo era il suo vero nome- era figlio di immigrati portoricani. Cominciò a prendere
lezioni di pianoforte quando aveva sette anni e a dieci era già un fenomeno alla batteria
e alle percussioni, apprezzato in tutto il quartiere. Cresciuto nella "Jazz
Age", a diciassette anni suonava i timpani, il sassofono, il clarinetto e la marimba
ed entrò a far parte dellorchestra di Noro Morales.
Nel 1942 si arruolò nella marina americana e al termine della seconda guerra mondiale
venne decorato per aver partecipato valorosamente a nove battaglie. Tornato in patria,
Puente iniziò a frequentare altri artisti che stavano riscoprendo la salsa e il mambo e
avevano intenzione di esportarli in tutto il mondo.
Verso la fine degli anni Quaranta diede vita alla "Tito Puente Orchestra": tra i
successi anche la rielaborazione di una antica canzone popolare, "Abaniquito",
esportata in tutto il globo.
Negli anni Cinquanta divenne, assieme a Tito Rodriguez e Manchito, uno dei re del mambo.
Tra i suoi successi "Cuban Carnival", "La Pachanga", "Puente goes
jazz" e " Dancemania", famosi anche in Italia.
Lestate scorsa uno dei più noti motivi di Puente, "Mambo n. 5" ripresa da
Lou Bega, è stata al primo posto nelle classifiche di molti Paesi europei.
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