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VERONICA SCRIVE A SILVIO, un generoso tentativo
di salvargli l’immagine
Antonia Bonomi Il 31 gennaio 2007, con il Gr2
del mattino ho appreso che Veronica Bartolini Lario in Berlusconi aveva scritto
una lettera aperta al marito Silvio Berlusconi e pubblicata sul quotidiano
Repubblica. La signora chiedeva pubbliche scuse perché il marito aveva offeso
la sua dignità di donna e di moglie rivolgendo complimenti a rappresentanti
varie del gentil sesso, apprezzamenti fatti in pubblico e ripresi dai mass
media. Da quel momento non c’è stata trasmissione televisiva sulle reti Rai
che non abbia ripreso e commentato il fatto, dal tardo pomeriggio si sono
svegliate le reti Mediaset e in serata è arrivata anche la 7. Nella lettera di
Veronica si è voluto vedere di tutto e di più, chi si è schierato con lei,
chi a favore del marito, nel pomeriggio sono arrivate le scuse di Berlusconi
all’offesa consorte: alla dignitosa richiesta di Veronica il Cavaliere ha
contrapposto melassa pura nella descrizione del suo sentimento per lei, del
resto ci aveva vaccinati con il fotoromanzo “Una storia italiana”,
autoassoluzione piena per le proprie “giocose” esternazioni che fanno parte
del suo carattere autoironico, spensierato, spesso irriverente, assicurando che
si tratta di bagattelle del momento. Glisso su giocoso, spensierato,
irriverente, mi viene da ridere all’autoironico perché non credo
assolutamente che Berlusconi faccia il pappagallo per prendersi in giro, senza
essere fermamente convinto del proprio fascino. E, guarda caso, le sue battute
“galanti” sono sempre rivolte a donne in qualche modo in posizione
subalterna, i cui destini dipendono anche da lui “padrone” dei luoghi dove
esibiscono le loro grazie, televisioni, o dove esercitano il suo potere vedi
camera e senato. Perché, se non ricordo male, durante il suo quinquennio ad una
signora che durante un comizio lo contestava suggerì di andare a casa, lei
rispose che già si trovava a casa sua perciò che ci andasse lui e il galante,
giocoso, autoironico, spensierato latin lover lanciò un: “Lo sa che lei ha
una bella faccia di merda?”.
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