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Anno
10
Numero
5

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

VERONICA SCRIVE A SILVIO, un generoso tentativo di salvargli l’immagine 

Antonia Bonomi 

Il 31 gennaio 2007, con il Gr2 del mattino ho appreso che Veronica Bartolini Lario in Berlusconi aveva scritto una lettera aperta al marito Silvio Berlusconi e pubblicata sul quotidiano Repubblica. La signora chiedeva pubbliche scuse perché il marito aveva offeso la sua dignità di donna e di moglie rivolgendo complimenti a rappresentanti varie del gentil sesso, apprezzamenti fatti in pubblico e ripresi dai mass media. Da quel momento non c’è stata trasmissione televisiva sulle reti Rai che non abbia ripreso e commentato il fatto, dal tardo pomeriggio si sono svegliate le reti Mediaset e in serata è arrivata anche la 7. Nella lettera di Veronica si è voluto vedere di tutto e di più, chi si è schierato con lei, chi a favore del marito, nel pomeriggio sono arrivate le scuse di Berlusconi all’offesa consorte: alla dignitosa richiesta di Veronica il Cavaliere ha contrapposto melassa pura nella descrizione del suo sentimento per lei, del resto ci aveva vaccinati con il fotoromanzo “Una storia italiana”, autoassoluzione piena per le proprie “giocose” esternazioni che fanno parte del suo carattere autoironico, spensierato, spesso irriverente, assicurando che si tratta di bagattelle del momento. Glisso su giocoso, spensierato, irriverente, mi viene da ridere all’autoironico perché non credo assolutamente che Berlusconi faccia il pappagallo per prendersi in giro, senza essere fermamente convinto del proprio fascino. E, guarda caso, le sue battute “galanti” sono sempre rivolte a donne in qualche modo in posizione subalterna, i cui destini dipendono anche da lui “padrone” dei luoghi dove esibiscono le loro grazie, televisioni, o dove esercitano il suo potere vedi camera e senato. Perché, se non ricordo male, durante il suo quinquennio ad una signora che durante un comizio lo contestava suggerì di andare a casa, lei rispose che già si trovava a casa sua perciò che ci andasse lui e il galante, giocoso, autoironico, spensierato latin lover lanciò un: “Lo sa che lei ha una bella faccia di merda?”.     
Per tutto il giorno mi sono chiesta perché Veronica fosse ricorsa a questo mezzo, ho considerato il carattere di lei, il carattere di lui e ne ho tratto una conclusione: si è trattato di un generoso tentativo di salvargli l’immagine. Berlusconi è circondato da un pubblico plaudente, maschi o femmine devono a lui le loro fortune, nessuno osa contraddirlo e lui, spinto dal proprio carattere giocoso, autoironico, spensierato, spesso irriverente, pensa che il suo sia il comportamento giusto e va avanti a ruota libera. Pensa giocoso dove è frivolo, irriverente dove è maleducato, spensierato dove è superficiale. Qualcuno doveva richiamarlo all’ordine, difendere lui da se stesso e dalla sua corte, salvando anche l’onore della famiglia, dei figli. Inoltre, questi ultimi non stanno chiusi in una torre d’avorio, viaggiano, ascoltano anche pareri che non sono quelli dei salariati, perciò al di là della ricchezza un’idea del reale valore del padre, della considerazione nella quale è tenuto sulla scena mondiale devono essersela fatta. Perché un giornale? Va da sé che il dialogo nella coppia Lario-Berlusconi deve essere carente, anche ammesso che Veronica abbia provato a fargli capire che il comportamento di un uomo pubblico, vuoi come imprenditore vuoi come politico, dovrebbe avere un’altra caratura, come superare il muro degli adulatori? Con un’azione forte! Purtroppo, ho l’impressione che sia una ciambella di salvataggio che il naufrago non vede preda dell’autocompiacimento e sicuro di trovarsi davanti persone giocose come lui o coglioni che non vale la pena di prendere in considerazione.