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Anno
12
Numero
18

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

VERONICA cara,
ho riflettuto molto dopo aver sentito della tua mail all’Ansa e, oggi, della decisione di separarti.

Veronica cara, anche se preferisco chiamarti Miriam, la mia prima reazione è stato un “Ti sei decisa, finalmente”! Poi ho riflettuto pensando al tuo carattere, che ho sbirciato attraverso l’occhio indiscreto dell’astrologia, al desiderio di difendere i tuoi figli ancora giovani dal trauma di una separazione per forza sotto i riflettori, ho capito che da quella persona razionale quale sei hai voluto arrivare oltre l’ultimo, ragionevole dubbio. Ti dirò, come ho già scritto l’1 febbraio del 2007 quando con la lettera aperta a Repubblica hai richiamato all’ordine lo stagionato vagheggino chiedendo pubbliche scuse per i complimenti fatti ad  una curvacea specie di showgirl, poi diventata scheletrico ministro del “suo” governo!, che il tuo silenzio in questi lunghissimi quindici anni fosse una sorta di ciambella di salvataggio per lui piuttosto che la salvaguardia della tua posizione finanziaria. Anche separandoti, non saresti andata per stracci e su questo non ci piove, all'esterno sarebbe rimasta l'immagine di una famiglia "coesa". Che tra voi non ci fossero dei gran rapporti l’ho dubitato dal lontano 1994, la conferma l’ho avuta quando ho letto alcuni stralci della tua biografia scritta dalla Latella, ora leggo che gli sei stata vicino come si fa con un “ammalato”, che hai parlato “alle persone che gli sono vicine” perché cercassero di spingere ad un maggiore autocontrollo l’incontenibile galletto. Abbi pazienza, mia cara, ma hai commesso un grosso peccato di ingenuità. Mi chiedo come tu possa aver pensato che persone che esistono solo perché lo applaudono anche quando li prende a calci in bocca, potessero suggerirgli un comportamento più moderato, adeguato al ruolo che dovrebbe ricoprire sulla scena mondiale. Mi sai dire cosa gliene frega a loro? Mangiano, mungono la mucca, finché la barca va godono di privilegi e accantonano soldi che in vita loro non si sarebbero mai sognati di godere e vedere, figuriamoci se gli dicono che è ridicolo. È gente che ha firmato leggi utili solo a lui infischiandosene di un intero paese e della figura che facevano davanti al mondo intero, vuoi che si preoccupino di te e dei tuoi figli? Ho letto che lo stagionato galletto non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ai giornalisti ha detto di essere “addolorato, sono questioni private”, insomma recita la parte della vittima, prosegue con il "chiagne e fotte" che è la sua tattica preferita. Trema Veronica, anche se preferisco chiamarti Miriam, trema perché l’uomo non è buono, anche se penso che tu lo sappia.  Mi è venuta la pelle d'oca quando l'ho sentito chiamarti "la signora" con quel ghignetto sprezzante e l'aria di superiorità. Hai sbagliato a temporeggiare tanto? Forse, ma sono certa che avresti temporeggiato ancora, avresti lasciato correre se non avessi avuto sentore che qualcosa di grosso stava per scoppiare. Ma come, una ragazzotta sconosciuta festeggia il compleanno e l’impegnatissimo uomo di stato corre a festeggiarla portando un collier  e il giorno dopo ecco le interviste alla sveglia pulzella e alla di lei mamma, con entrambe che lo chiamano “papi”? Lui non aveva bisogno di questa pubblicità, neanche per stornare l’attenzione dalla crisi che nega, dai conti disastrati, per quello bastano le passerelle quotidiane nelle zone terremotate e le promesse mirabolanti di pronto intervento. Chi tiene per le palle chi:  l’uomo di stato più amato del pianeta, o due sconosciute napoletane? C'è chi vagheggia che la figliola sia sua, chi vuole denunciarlo per pedofilia (letto in un blog), chi ti lancia contro accuse deficienti come lo squisito quotidiano Libero che pubblica le tue foto a seno nudo, ma tu eri un'attrice e stavi recitando, non posavi per un calendario. C'è chi dice che le mogli dovrebbero tacere e subire, figuriamoci poi quando sono sedute su una montagna di miliardi… roba da medioevo,  tieni duro Veronica, anche se preferisco chiamarti Miriam, non farti mettere la museruola, qui non si tratta tanto di un marito che fa le corna, si tratta di un tizio che si fa paladino della famiglia e non va al 18° compleanno dei figli “anche se è stato invitato”, ma si presenta con un dono in bocca a quello di una simpatizzante politica che lo chiama “papi” e che in quel giorno diventa maggiorenne. E poi Veronica, anche se preferisco chiamarti Miriam, mi dovresti spiegare perché mai un padre dovrebbe essere “invitato” al compleanno dei figli. Già, io sono abituata a famiglie semplici, dove ci si vede tutti i giorni e non solo il lunedì, diventato poi domenica perché si è intromessa la cena con Bossi! Attenta, cara, l’ometto è abilissimo nel rivoltare le frittate, lo vedi come quotidianamente lui e a pappagallo Bonaiuti, Gasparri e Cicchitto sputano addosso all’opposizione ad ogni telegiornale, tu sei sola, lui ha la grancassa e già qualche anno fa, da quel gentiluomo che è, ha detto davanti al mondo che avevi una storia con Cacciari. Già sta dicendo che sei stata manipolata, va a finire che ti accuserà di essere incapace di intendere e di volere. Parla, cara, vuota il sacco. I tuoi figli sono grandi, come ho già detto nell’articolo del 2007 non vivono sulla luna e non è possibile che non sappiano cosa dice il mondo del loro padre, meglio vuotare il sacco una volta per tutte e… avrai la riconoscenza di quella metà degli italiani che essendo coglioni non lo amano.