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del segno del
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HEIDI FLEISS o la fissazione del bordello
Antonia Bonomi
A metà degli anni 90 il nome
di Heidi Fleiss fa il giro del
mondo e tremare Hollywood e dintorni: gestisce il più esclusivo bordello di
Hollywood, è denunciata per sfruttamento della prostituzione, evasione fiscale
e riciclaggio di denaro sporco, condannata sconta un paio d’anni di galera. La
sua fotografia è su tutti i giornali: piccola, magra, bruttina e spavalda.
Nasce bene Heidi, la madre Elissa è insegnante e il padre uno stimato pediatra,
i genitori divorziano,
lei sceglie di stare con il padre e i suoi partner preferiti sono anzianotti.
Del resto, dice, dopo i quarant’anni per lei hanno tutti la stessa età:
quella buona. Inizia presto a prostituirsi, e drogarsi, diciannovenne sta con un
tizio che ha quarantadue anni più di lei e che per il suo compleanno le regala
una Rolls Royce e un milione di dollari che la pratica figliola usa per aprire
la prima attività reclutando una dozzina di ragazze che lavorano in film
pornografici, conosciute attraverso un altro amante avanti con gli anni, e come
clienti gli amici. Il giro s’ingrossa, a ventitré anni è sulla cresta
dell’onda, le ragazze che gestisce costano anche 10 mila dollari a notte, è
ricchissima e quando scoppia la bomba tra i suoi affezionati ci sono i migliori
nomi di Hollywood. Di qualcuno si conoscerà l’identità, di altri, quelli che
in codice riempiono le sue agendine rosse, non dirà mai nulla. Uscita di
galera, tre anni di lesbismo forzato secondo lei, indebitata all’osso per le
ingenti spese legali, dichiara bancarotta e riparte con un negozio di biancheria
sexy che porta la sua firma, ora solo in Internet, un libro autobiografico che
autoproduce e dove parla delle proprie performance sessuali tra le quali otto
ore di sesso con Marlon Brando, un video di consigli sessuali, rubriche che
trattano lo stesso su riviste e, alla fine del 2005, ecco un contratto
milionario per un documentario dedicato alla sua vicenda. Ma non le basta, ha il
bordello in testa ed ecco l’idea esplosiva: aprire una casa chiusa per sole
donne. Lo farà, se lo farà perché qualche ostacolo c’è, in Nevada, dove la
prostituzione non è reato, secondo il suo progetto sarà un castello abitato da
20 gigolò fissi e 20 riserve disponibili a tutto per 250 dollari l’ora e
senza Viagra. Secondo Heidi la sua è una funzione sociale, le donne sono molto
più indipendenti di una volta, lavorano e non hanno tempo per cercare
compagnia, c’è già la fila per assaporare le gioie del suo paradiso sperduto
nel deserto. Se lo dice lei…
Com’è Heidi Fleiss Dietro lo Specchio dell’Astrologia?
Di certo non è una stupida, è un’anarchica, il suo comportamento ha
connotazioni autopunitive più o meno coscienti, è misantropa, non è felice
perché non sa cosa sia l’allegria, ha un fondo… deragliato. Ma è una
persona pratica, e forse questo è il suo punto di forza: l’avere un risultato
che asseconda la parte avida, le fornisce un alibi e le impedisce di scavare in
se stessa, di farsi lambire dalle critiche nel caso le saltasse l’uzzolo di
avere dubbi. Pigra e nevrotica, esibizionista, chiaramente non ci sono indici di
una base morale più o meno forte e, poiché una botte può dare solo il vino
che ha, se Heidi non ha qualità particolari se non essere una buona contabile e
non avere scrupoli, che colpa ne ha lei? Il sesso? Lo pratica perché rende.
L’amore? Neanche per se stessa.
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