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Anno 9
Numero 19
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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ALIDA VALLI bella e impossibile
Antonia Bonomi
Alida Valli, pseudonimo scelto
sull’elenco telefonico perché “suonava bene”, della baronessa istriana
Alida Maria Laura Altenburger von Marckenstein und Frauenberg, è scomparsa il
22 aprile 2006 a 84 anni.
Lasciata Pola si trasferisce giovanissima sul lago di Como, da qui a Roma al
Centro sperimentale di Cinematografia e diciassettenne il suo primo film è Il
feroce saladino del 1939, interpretato tra gli altri da Alberto Sordi. È
bellissima, il suo sguardo è magnetico ed è
molto fotogenica, con Mille lire al mese è subito diva. Interpreta un film
dietro l’altro, con Piccolo mondo antico del 1941 riceve, appena ventenne, il
premio come migliore attrice dell'anno al festival Cinematografico di Venezia.
Nel 1943 sposa il musicista triestino Oscar De Mejo, ha due figli, quando
la guerra finisce non se la passa molto bene essendo considerata una “diva di
regime”, va in America dove interpreta tra l’altro Il caso Paradine diretto
da Hitchcock accanto a Gregory Peck e Il terzo uomo con Orson Welles, anche se
non lo incontrerà mai perché hanno tempi diversi. E la sua fama diventa quella
di star internazionale. Poiché lo star system americano pretende di
condizionare la vita private delle stelle, straccia i contratti pagando penali
da capogiro e torna in Italia, nel
1954 ottiene un successo strepitoso in Senso, diretta da Luchino Visconti nel
ruolo della contessa Serpieri. Nel frattempo divorzia, ha molti amori tra i
quali Piero Piccioni, figlio di un esponente di spicco della Democrazia
Cristiana, coinvolto in un fattaccio di cronaca nera con intrecci e depistaggi
politici. Si risposa in Messico con Giancarlo Zagni, gira film con grandi
registi italiani e francesi, recita in teatro in Italia, Francia e Stati Uniti,
nel 1997 riceve il Leone d’Oro alla carriera, dal 2003 viveva con il vitalizio
della legge Bacchelli.
Com’era Alida Valli Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Intelligente,
senza dubbio possedeva inclinazioni per la recitazione con Luna e Nettuno in
trigono che inclinavano alla vanità, al piacere di esibirsi, di riscuotere
l’ammirazione, di essere al centro dell’attenzione a contrasto con un fondo
di timidezza, riservatezza, il bisogno di solitudine, anche una punta di
misoginia. Non fosse chiaro era un contrasto vivente, critica verso se stessa e
timorosa dei giudizi altrui, caotica nei progetti, incerta davanti alle
decisioni e impulsiva, capace di complicarsi la vita seguendo l’entusiasmo del
momento e poi ritraendosi perché non era coraggiosa. Va detto che se ha
incontrato difficoltà, ostacoli nella carriera e nella vita ha concorso
abbondantemente a crearle seguendo con fatalismo masochista le proprie
inclinazioni. Era considerata un’amante insaziabile, una mangiatrice di
uomini, secondi Dino Risi aveva ventun scatole da scarpe, una per ogni lettera
dell’alfabeto, in cui conservava ben ordinate le lettere dei suoi numerosi
amanti. Vero o falso, Alida Valli possedeva un istinto sessuale ben sviluppato,
magari un pochino troppo, al quale non si affiancava un’uguale stabilità nei
sentimenti.
Una bella senz’anima? No, l’anima l’aveva, ma le piaceva tanto che fosse
tormentata.
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