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Anno
9
Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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GEMELLI
SERGIO ENDRIGO sensibile, profondo, indimenticabile 

Antonia Bonomi 

Ho appreso con commozione la notizia della sua morte. Non lo conoscevo personalmente, ma lo apprezzavo per le sue canzoni, sono una parte della colonna sonora della mia vita, della vita della mia famiglia. Ricordo un lungo viaggio verso l’ignoto, sì è capitato anche aSergio Endrigo me di dire “o la va o la spacca”, a bordo di una piccola automobile carica all’inverosimile, con L’arca di Noè cantata tutta la notte perché non c’era migliore accompagnamento: “… partirà, la nave partirà, quando arriverà questo non si sa, sarà come l’arca di Noè, il cane il gatto io e te…”. Le mie figliole sono cresciute cantando “Per fare un albero ci vuole un fiore”, C’era una casa senza soffitto. Maddalena era piccola, non capiva niente del testo ma cantava Viva Maddalena pensando fosse dedicata a lei. E che dire di Io che amo solo te, l’ho riascolta pochi secondi fa, e di Canzone per te? C’era malinconia nei suoi testi, ma c’era sempre una punta di ironia, se ciò che trattava era crudo lo faceva da “signore”, non ti prendeva a schiaffi per farti riflettere, ma ti portava pian piano, ma se sarebbe più corretto dire rapidamente perché le canzoni non durano più di tre minuti, al cuore del fatto. Cantava sommessamente, ma faceva tanto rumore.
La sua vita nessuno la racconta meglio di lui e vi invito a visitare il sito www.sergioendrigo.it , dove con semplicità ripercorre gli anni trascorsi senza rinnegare niente.
Purtroppo, negli ultimi anni, troppi, la televisione lo ha dimenticato, e la televisione è il solo mezzo per essere conosciuti, così come sono conosciute le mezze calzette, ma è persino troppo onore chiamarle così, di ambo i sessi che popolano il piccolo schermo diventando esempi deleteri del niente.
Ciao Sergio, grazie per avermi accompagnata nei momenti difficili e in quelli sereni, te ne sei andato ma la tua musica, fortunatamente, resta.
Com’era Sergio Endrigo Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Il suo quadro natale è lo specchio fedele di quanto ha mostrato di sé nel corso della vita. Era una persona riservata, intelligente, intuitiva e razionale, buon psicologo, sensibile, legato alle radici, alla famiglia e quanto racconta nel suo sito sul rapporto con la madre, e Sergio Endrigo - Album La Casadella sua gioia per averla fatta vivere da signora dai sessant’anni in poi, può essere creduto integralmente e anche di più. Era nato saggio ma non pesante o pedante, era inclinato all’arte, alla musica, alla poesia, era un professionista serio senza traccia di improvvisazione, persino troppo pignolo se si potesse dire. L’intelligenza lo aiutava a controllare la sensibilità, e in qualche caso ipersensibilità perché c’era una punta di suscettibilità nel suo carattere, era consapevole dei propri mezzi, era autocritico, forse troppo, e non sapeva sgomitare per la grande dignità personale, preferiva arrivare per meriti personali e non “di guerra”. Malinconico? Si, ma non funereo, di certo ha sofferto molto per l’oblio immeritato di cui è stato oggetto. Ma era un signore e, purtroppo, sembra che sia un difetto in un mondo di sguaiati. Per concludere, Sergio Endrigo è uno dei migliori personaggi che abbia mai osservato con il mio occhio indiscreto, e chi mi conosce sa che non sono quella che dice che quando nascono assomigliano tutti al papà, quando si sposano sono tutti belli e quanto muoiono erano tutti buoni.