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Anno 9
Numero 10
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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Personaggi della Cultura
del segno del
LEONE
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JORGE AMADO un ironico e romantico cantastorie
Antonia Bonomi
Si legge che il saluto agli
stranieri che giungevano a Bahia fosse: "Benvenuto nella terra di Amado,
l'uomo più amato", ora che è morto non credo sia il caso di cambiare
formula poiché, vivo o morto, Amado merita rispetto come essere umano e come
scrittore.
Nato benestante, il padre era un commerciante diventato proprietario terriero,
abbraccia gli ideali marxisti. Per queste sue idee sarà più volte esule, come
dal 1937 al1945, in carcere nel 1942, deputato comunista nel 1946 e di nuovo
esule dal 1948 al 1952, a spasso
per il Vecchio Mondo e l'Asia accompagnato, mano nella mano come faranno per
tutta la vita, dalla moglie Zélia Gattai, scrittrice di origini venete.
Scrittore prolifico, ha parlato della gente che conosceva con grande semplicità,
che la critica gli ha sempre rimproverato, con grande comprensione per le umane
debolezze, con ironia e amore per quel coacervo di razze che era la sua città.
Affascinanti i suoi libri, affascinanti i suoi personaggi femminili, fragili o
forti che fossero, contraddittorio il suo comportamento, che mescolava marxismo
e candomblé, fedele a se stesso poiché, malgrado il crollo del comunismo, non
ha mai rinnegato il proprio passato.
Com'era Jorge Amado Dietro lo Specchio dell'Astrologia?
Del Leone, segno d'appartenenza, fisicamente aveva la criniera anche se
un po' diradata dall'età, il volto largo che diventava sempre più lunare con
il passare degli anni grazie, anche, alla Luna nel Cancro. Sempre questa
posizione, arricchita da Nettuno nello stesso segno, indicava l'attaccamento
alla sua terra, il profondo legame che lo univa ad essa e, sommandosi a Mercurio
nella Vergine, lo fornivano di un particolare intuito, perspicacia, acume, dono
d'osservazione, fiuto psicologico nel capire le persone, le situazioni, le
sfumature, i colori, gli odori. Non era perfetto, intendiamoci, qualche
convinzione era frutto di prese di posizione, aveva qualche tratto del bastian
contrario per principio sia come Leone sia per quel Mercurio polemico nella
Vergine quadrato a Giove e Saturno, naturalmente opposti. Però, questi aspetti
relativamente favorevoli erano ammorbiditi,
riscattati dagli aspetti favorevoli degli ultimi due pianeti con Urano,
dall'ironia stessa di Mercurio che lo aiutava a superare le personali
malinconie, stemperava la suscettibilità e l'ombrosità dati dal segno di
nascita e dal Cancro, fornendogli una maggiore larghezza di vedute, un orizzonte
più ampio per sé e per gli altri. Ambizioso, idealista, anche inclinato ad un
certo fanatismo, ma non in malafede, ecco il buon senso e una sorta di amore
paterno-materno per gli altri. C'erano contraddizioni come la riservatezza e una
certa diffidenza, ma prevaleva il fondo saggio, quell'essere paterno-materno che
armonizzavano il tutto. Era nato scrittore, favoleggiatore, ma non si staccava
da ciò che conosceva, perché poteva penetrarlo fino in fondo e scoprirne
sempre nuovi risvolti. Prolifico per la grande fantasia, fisicamente pigro,
beato nell'ozio, che era la sua idea del paradiso: un'amaca nella quale cullarsi
senza fare niente per l'eternità. Personalmente non credo che non se l'abbia
avuta a male per il Nobel negato, ma ha reagito da par suo, con una battuta
ironica: "Se hanno dato il Nobel per la pace a Kissinger, è naturale che
non l'abbiano dato a me per la letteratura". E noi rileggiamoci Dona Flor
dai due mariti, Gabriela garofano e cannella, Teresa Batista stanca di guerra,
Cacao se lo troviamo, riviviamo atmosfere semplici che trattano i grandi temi
della vita, della morte, delle disuguaglianze sociali in un'atmosfera piena di
odori e di sensualità.
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