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Numero 4
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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Personaggi di
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del segno del
LEONE
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ABBE’ PIERRE un uomo che si è fatto santo
Antonia Bonomi
Il 22 gennaio 2007 è morto
Henri Antoine Groués conosciuto nel mondo come Abbé Pierre, un simbolo per
tutti della solidarietà attiva, un patrimonio nazionale per la Francia. “Con
la sua scomparsa, la Francia è colpita al cuore”, è stato il commento del
presidente in carica Jaques Chirac. Le manifestazioni di cordoglio coinvolgono
tutta la popolazione, non ci saranno bandiera a mezz’asta per volere della
famiglia, era stata avanzata la proposta di seppellirlo al Pantheon invece sarà
inumato in Normandia, vicino a quanti hanno collaborato con lui nella conduzione
della sua creatura: la comunità Emmaus.
Quinto di otto figli, Henri nasce a Lione da una famiglia benestante di
cattolici praticanti. Compie gli studi presso il Collegio dei Gesuiti, partecipa
attivamente al Movimento Scout di Francia,
durante una gita in Italia, sosta ad Assisi e decide di farsi Cappuccino.
A 19 anni entra nel Convento di clausura dei Cappuccini di Lione, dopo aver
distribuito ai poveri la sua parte di eredità. Per sette anni studia filosofia
e teologia, nel 1938 viene ordinato sacerdote, per motivi di salute l'anno
seguente lascia la vita monastica ed è vice-parroco a Grenoble dove lo trova lo
scoppio della guerra. Entra nella Resistenza e Abbé Pierre. diventa il suo nome
di battaglia. Organizza una rete clandestina per far attraversare la frontiera
svizzera a bambini ebrei figli di deportati che rischiano di finire nei lager
nazisti, passerà poi alla Spagna quando le frontiere della nazione elvetica si
chiuderanno. Tra quanti salva c’è anche un fratello del generale Charles De
Gaulle, ricercato come lui dalla Gestapo. Arrestato, riesce a sfuggire riparando
ad Algeri.
Alla fine della guerra è deputato della Costituente, nel 1947 fonda con Lord
Boyd Orr il Movimento Universale per una Confederazione Mondiale, con André
Philip nel 1949 presenta un disegno di legge per il riconoscimento
dell'Obiezione di coscienza. Verso la fine dello stesso anno fonda con George,
un detenuto che voleva suicidarsi e che aveva accolto in casa sua, la comunità
laica di Emmaus, dove si raccolgono in primis indumenti per i poveri per questo
sono chiamati stracciaioli, e
inizia le sue battaglie, prima fra tutte quella a favore dei senzatetto. Nel
1951, in disaccordo con il governo per una legge che ritiene truffaldina, lascia
il parlamento e inizia a girare per la Francia illustrando all’opinione
pubblica i problemi più urgenti dell’umanità. Il primo febbraio del
1954, quando la Francia è stretta in una morsa di gelo, lancia alla
radio la sua richiesta di aiuto citando una donna appena sfrattata e morta
congelata durante la notte.
Un mese dopo viene aperto il primo cantiere per 82 case per senzatetto.
Nei mesi successivi l'Abbé Pierre gira la Francia, poi viene chiamato da
diversi paesi di Europa per incontri e conferenze e incontra capi di stato e di
governo, esponenti delle diverse Chiese e religioni. Dopo una lunga malattia,
inizia a girare il mondo, ovunque cominciano a sorgere le Comunità Emmaüs,
comunità di poveri che mediante il lavoro di recupero e riutilizzo di quanto
viene buttato via, si guadagnano da vivere onestamente e si permettono di
aiutare chi sta ancora peggio.
Le sue idee si riassumono nelle sue frasi più famose: "Poveri che
diventano donatori, e provocatori di chi ha e non fa nulla" , "Servire
e far servire per primi i più sofferenti, è la sorgente della vera Pace."
"La miseria giudica il mondo e rovina ogni possibilità di pace",
"Vivere, è rendere credibile l'Amore; è vendicare l'Uomo, amando",
"Siamo condannati a sapere tutto. L'urgenza è la condivisione,
condivisione anche del bene lavoro, del tempo libero..."
Riceve diverse onorificenze che accetta come occasioni per diffondere la
sua "guerra alla miseria ed alle sue cause sempre e dovunque
ricorrenti". Scrive libri tradotti in tutte le lingue, sono prodotti due
film. "Uomini senza casa, nel 1957, e "Inverno '54" nel 1990.
Per la chiesa era scomodo con il suo essere a favore dell’uso del
preservativo, del sacerdozio femminile,
non contrario al matrimonio dei sacerdoti, per la sua confessione di aver
violato il voto di castità e di aver capito in seguito che personalmente non
poteva dividersi tra Dio e una donna perché avrebbe fatto mancare qualcosa ad
entrambi, soprattutto alla donna, per aver ammesso di aver sofferto da
adolescente per una infatuazione verso un coetaneo, ma la sua fama lo rendeva
praticamente intoccabile.
Per quindici anni è stato inserito tra i “Top 50”, è la personalità più
amata dai francesi, finché non telefona per non essere più inserito nella
lista in quanto “troppo vecchio”.
Com’era l’Abbé Pierre Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Tutt’altro che accomodante. Leone con la Luna nel Toro e Mercurio e Marte
nella Vergine, aveva la tempra del leader, gli occhi ben aperti sulle esigenze
pratiche della vita e un buon senso di fondo che gli ha permesso di limare i
lati eccessivamente spigolosi della personalità. C’è una sua frase che lo
descrive appieno: “Ogni tanto urlare fa bene. Credo che Dio mi abbia dato
fiuto per le insolenze moderate”.
Intelligente, acuto osservatore critico della realtà, con un piede nella
tradizione ma dalla mente aperta, avanti sui tempi, combattivo nella difesa
delle sue idee ma in grado di usare il senso dell’opportunità per raggiungere
gli scopi prefissati, con quel pizzico di diffidenza che non guasta mai. Il
senso della giustizia è indicato dall'ascendente nella Bilancia e da Giove nel Sagittario, indice
quest'ultimo di
fortuna per l’eccellente aspetto con il Sole, mentre nell’opposizione con Saturno
ci parla di un gran rompiscatole, di un autentico seccatore. Per usare una mia
frase celebre: quando i difetti vengono sublimati dall’intelligenza e dal buon
senso diventano qualità, e questo vale anche per l’ambizione, per la vanità,
per lo spirito polemico che non mancavano ma che ha saputo usare come stimoli
costruttivi. Era contemporaneamente spensierato e ponderato, impulsivo e
analitico, sicuro di sé e suscettibile, ostinato ma, grazie al buon senso e
alla fortuna, sapeva trovare il giusto mezzo necessario alla Bilancia con grande prontezza di riflessi:
poteva essere sul punto di esplodere, ma poteva controllarsi con fulminea
rapidità. Certo, la perfezione non è di questo mondo e ci sono pur sempre i
pianeti rotanti che lanciano qualche ostacolo tra i piedi e l’Abbé Pierre,
accecato dall’amicizia, difese Roger Gauraudy quando pubblicò un libro
antisemita che negava l’olocausto, salvo poi fare retromarcia. Devoto
all’amicizia, dunque, per quel Giove che contemporaneamente inseriva una punta
di ingenuità. Perdoniamolo, non sempre si può essere in forma e, del resto, si
sarà dato sufficientemente dello stupido da solo perché se c’era qualcosa
che lo infastidiva erano le critiche che potevano essergli fatte.
Le donne? Non erano così importanti. L’infatuazione giovanile per il
coetaneo? Una forma di consolazione, bisogno di affetto. La santità? In ciò
che ha realizzato.
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