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Numero
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Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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LEONE
DONNA SCALTRA, DANZATRICE SUBLIME, SPIA O STRUMENTO NELLE MANI ALTRUI? La storia di Mata Hari nel 123esimo anniversario della sua nascita

Antonia Bonomi     Gerardo Giacummo

La ballerina
A Parigi, per mantenersi fa la modella, cerca scritture, somma delusioni cocenti, ritorna al paesello, sembra che ci sia un riavvicinamento con il marito, peregrina di nuovo da un parente all'altro e pensa di prostituirsi. C'è chi dice l'abbia fatto. Il tutto alle prese con Giove negativo nella prima metà dell'anno e Saturno negativo nella seconda. Il 24 marzo 1904 parte definitivamente per Parigi, tagliando tutti i  ponti dietro di sé. Si fa portare al Grand Hotel, con  la faccia tosta e la mitomania che la contraddistinguono inizia la teoria delle frottole spacciandosi per una grande ballerina di danze
Mata Hari ballerinaesotiche reduce da una tournée di successi in Oriente. Prende accordi con il portiere perché le trovi il modo per passare qualche giorno sereno, meglio ancora se divertendosi e... si lancia nel gran mondo. Il suo cielo il giorno del secondo, grandioso arrivo a Parigi? Un tripudio di pianeti favorevolissimi. Il solo Saturno era negativo con tutti i pianeti nel Leone. A significare che stava avviandosi una fase poco favorevole. Torna di nuovo spontanea la domanda " sei sicuro che sia fortuna?". Per farsi conoscere, finge di accondiscendere graziosamente a esibirsi per pura cortesia nelle case dei parigini che la vedono ospite insieme al bel mondo cosmopolita. Lei si fa passare per una Lady vedova cambiando il nome del marito da Rudolph in George per creare difficoltà a chi volesse ficcare il naso nel suo passato, dicendolo morto in uno scontro con i guerriglieri indigeni. Finché una sera incontra i mecenati giusti e spara il suo nome d'arte: Mata Hari, nome con il quale dice di essere famosa in Oriente. A proposito di Mata-Hari, che significhi "occhio del giorno" o "luce del giorno o "occhio dell'alba", indica il sole. Nessun nome poteva essere più adatto a un ipertrofico Leone. La sera del 13 marzo 1905 debutta alla grande. Le è stata preparata una scenografia ad arte, è avvolta in veli e profumi e manda in visibilio seicento maschietti. Ringrazia in cinque lingue, malese compreso, si fa ammirare avvolta nei sari e parla, parla parla delle proprie origini giavanesi, della madre sacerdotessa morta a quindici anni nel darla alla luce, della sacerdotessa che l'ha tenuta nascosta istruendola nell'arte di danzare e dandole consigli sui segreti dell'amore. Quella sera del 13 marzo? Venere, Giove, Urano e Nettuno sono molto favorevoli ai pianeti nei Pesci, segno che fornisce spesso millantatori fortunati. 
Marte è congiunto a Giove: faccia tosta, o coraggio, e fortuna non mancano. Da quel momento è un continuo susseguirsi di richieste. Lei alimenta il proprio mito non concedendo mai bis, accettando di esibirsi in spettacoli per sole donne e con ancor meno addosso. Se le lodi sono molte, qualche voce stonata inizia a farsi strada nel coro. Le ballerine giavanesi non ballano nude, perché questa "sacerdotessa" si esibisce discinta? Qualcuno azzarda anche il termine mistificazione. Tutto questo accade nella seconda metà del 1905, quando Giove è negativo con i pianeti nel Leone e se stesso natale nello Scorpione. Vive nel terrore di essere scoperta e smascherata, però alza le proprie quotazioni, pretende pagamenti immediati, vuole anticipi. Riesce ad avere un impresario, che le rialza ulteriormente le quotazioni. Ma viene anche contestata. Qualcuno parla di contorsioni che non hanno niente a che fare con la danza. Noi, tranquillamente, potremmo dire che fu una spogliarellista ante litteram. Fino alla vigilia della prima guerra mondiale danza un po' e un po' fa l'amante di signori ben piazzati finanziariamente, litiga con il marito che chiede quattrini per sé e per la figliola, minacciando di mostrare al mondo fotografie giovanili che la ritraggono nuda e tutt'altro che giavanese.
Ottiene grossi successi in Spagna, esibendosi sempre più nuda e lasciva, a Montecarlo, a Berlino e a Vienna, si prende, a suo dire, "qualche vacanza dal suo successo" intrecciando grandi amori con giovanissimi ufficiali, in particolare con un soldatino tedesco.

Il 1906 chiude definitivamente con il padre e l'ex marito che scrivono due libercoli su di lei, rivelando i retroscena della sua vita. Non avranno successo di critica o di cassetta, ma sui giornali incomincia a farsi strada la voce di una buona dose di mistificazione nell'arte delle ballerina giavanese. Che cosa la disturba? Urano è in cattivo aspetto con la sua Venere, è indice di una sfera sentimentale agitata, di incontri fatali. Ed è l'aspetto che la segue anche nell'anno seguente, quando con questo soldatino tedesco viaggerà per l'Europa. E' sempre a corto di quattrini, perché non si fa mancare nulla, si carica di debiti per pellicce e gioielli, danza sempre più nuda, fa viaggi di nozze con il solito soldatino, vuole danzare la famosa danza dei sette veli nella Salomè di Strauss, sicura di essere l'unica a poterlo fare nel modo migliore. Il musicista non la degna neppure di una risposta. Nel dicembre del 1907 torna a Parigi e si rende conto che la sua fama non è più al top, infatti le riducono i compensi, ma egocentrica com'è non vuole crederci e si comporta sempre da diva spendendo e spandendo. Sottovaluta la concorrenza, pensa che gli spettatori non si stancheranno mai di vedere il suo corpo nudo mentre simula orgasmi religiosi e non cambia nulla delle scenografie, non modifica le coreografie e non fa una cortesia a se stessa che non è più soda come una volta. Non solo, i giornalisti hanno ormai cominciato Mata Hariad insistere troppo sulla faccenda delle origini giavanesi, la prendono in giro e  lei si arrabbia. Che diamine, è una donna arrivata, perché parlare sempre delle stesse cose?, che si parli della sua arte!
Nel gennaio del 1910, con Giove e Saturno in pessimo aspetto con la sua Venere, viene addirittura protestata e una recita che doveva essere riproposta a Parigi viene annullata. Lei dice che l'impresario l'ha sospesa arbitrariamente perché lei era solo di cattivo umore, lui dice che lo scarso risultato non consente di riproporla, fatto sta che lei vince la causa, ma perde la scrittura. Non solo, la ballerina che la sostituisce diventa la sua più temibile concorrente e ha un merito: esce dalla scuola russa, sa ballare veramente. Così, nell'aprile del 1910, eccola che si fa mantenere da un ricco banchiere e viaggia con lui attraverso l'Europa. La sua stella ha brillato per cinque anni, sta per spegnersi, ma lei non lo sa. Il perché si spegne, è presto detto: all'inizio ho posto l'accento sul fatto che fosse egocentrica, mitomane e pigra. Aveva raggiunto il successo con un bluff, ma era la prima a credere che fosse per investitura divina, l'aveva mantenuto pigiando i tasti, ovvero le conoscenze giuste, esercitando sia sulla scena sia nella vita il mestiere più vecchio del mondo, ma pretendeva che tutto il mondo le fosse grato e riconoscente per l'eternità, senza doversi troppo affaticare. I pianeti nei Pesci, tra l'altro, lasciano intendere che potesse prendere sostanze stupefacenti.
Per un anno e mezzo si fa mantenere dal banchiere, facendo solo rapide puntate a Parigi per spettacoli che diventano sempre più rari, poi lui le regala una villa a Parigi, lei la rende una sorta di club dove è un onore essere invitati ma... ogni bel gioco dura poco e le scritture e gli amici, incominciano a diradare. Giove nello Scorpione e Saturno nel Toro fanno del 1911 un anno difficile per Mata-Hari. Verso la fine dell'anno ottiene una scrittura per la Scala di Milano. Lei grida al miracolo e il 4 gennaio 1912 debutta. Non è un successo. Le repliche sono solo cinque e qualche giornale parla di "facile contentatura" per chi ha applaudito. Saturno e Marte nel Toro non favoriscono i pianeti nel Leone, Giove non favorisce la Luna e Saturno nei Pesci. Stava perdendo il favore del pubblico, i nodi venivano al pettine. Ovvero: l'avvenenza che aveva sostenuto il suo bluff scemava e senza l'avvenenza si evidenziava la mancanza di mestiere. Nel periodo milanese cerca di farsi scrivere musiche da Giordano e Mascagni, i quali si defilano. Tenta di entrare nel più famoso balletto russo dell'epoca, quello diretto dal coreografo Diaghilev. E' sicura che lui la prenderà, che non potrà fare a meno di lei dopo averla vista ballare. Rilascia interviste pubblicate dai giornali dove dice che sarà la vedette dell'anno nel famoso balletto, insiste per vedere il coreografo, fa un provino che è un disastro e inizia a rotolare verso i conti in banca scoperti, amanti che subentrano per coprire i buchi, scritture che scarseggiano, amici che adducono scuse per non dire che non possono più aiutarla. Ora sì che lavora senza  posa. Accetta tutti i ruoli che le vengono proposti, anche se deve mascherarsi da gitana. Balla nelle feste private, ma i soldi non le bastano mai. E racconta frottole su frottole per continuare a mantenere l'attenzione concentrata su di sé. Saturno nel Toro, in cattivo aspetto con i pianeti nel Leone, la tiene sotto tiro. Sono sempre i nodi che vengono al pettine, non riesce a cogliere i  buoni aspetti offerti via via da Giove, che corrispondono ai piccoli successi che continua ad ottenere, e intanto Urano sta per montare in opposizione ai pianeti nel Leone.

Origini      Matrimonio      La spia