Francesco Cossiga
Un inquieto eternamente scontento
Antonia Bonomi
Il 17 agosto 2010, aveva appena compiuto 82 anni, per complicazioni respiratorie è morto Francesco Cossiga. Nel corso della sua lunga vita politica aveva ricoperto tutti i ruoli possibili e immaginabili, compreso quello di Presidente della Repubblica dimettendosi due mesi prima della scadenza del mandato. L’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo ha ricordato con queste parole: “La ricostruzione della sua complessa vicenda umana, merita attenti e obiettivi approfondimenti che non possono mancare”. All’uscita della camera ardente, sempre il Presidente Napolitano ha parlati di saluti ad un “grande uomo di stato e a un caro amico”.
In breve: Francesco Cossiga nasce a Sassari da una famiglia della media borghesia, a sedici anni prende la maturità e a venti si laurea in Giurisprudenza, a 17 anni è già iscritto alla sezione sassarese della Democrazia Cristiana. Dal 1958 è nel Parlamento, nel 1966 è il più giovane sottosegretario alla difesa, nel 1976 è il più giovane ministro degli interni. Nel 1978, dopo l’assassinio dl Aldo Moro, si dimette dall’incarico. Non esce mai dalla politica anche nei momenti dell’oblio, è negli ultimi due anni della sua presidenza che incomincia ad esternare meritandosi il soprannome di “picconatore”. Lui confiderà agli amici, come dice ora Giuliano Amato, che se non avesse recitato la parte del “matto” l’impeachment per la questione Gladio sarebbe scattato. Le sue “picconate”? Un dire e non dire, dire tutto e il contrario di tutto, è convinzione di molti che sapesse più di quanto dicesse. Fino a qualche mese prima della fine si è divertito anche come quasi prezzemolino radiofonico e televisivo. Un vezzo? Era un fan della soap Beautiful. Del suo privato si è sempre saputo pochissimo, pensavo fosse scapolo, qualcosa è trapelato qualche tempo fa a proposito della moglie quando dopo quarantasette anni il matrimonio è stato annullato dalla Rota Romana, avevo sentito qualcosa a proposito di un figlio, ora so che aveva anche una figlia.
Com’era Francesco Cossiga Dietro Lo Specchio dell’Astrologia?
Leone con la Luna nello Scorpione, pianeti Toro e Cancro. Queste le note scritte nel 1976: ”Intelligente, ambiziosissimo, attore e militare nato e mancato, vanitosissimo, con un gran piacere narcisistico nell’ascoltarsi, abile nell’apparire duttile ed essere tenace a secondo di quella che pensa sia la convenienza del momento. Tradizionalista e insieme lungimirante, cauto e avventuroso, non manca la possibilità di armonizzare gli opposti se a prevalere è il buon senso, se non si lascia prendere la mano dalla suscettibilità, dal complesso dell’infallibilità, dallo spirito di contraddizione, dalla tendenza a fanatizzarsi che lo portano ad oscillare tra entusiasmi e depressioni, discontinuità, capricci di stampo infantile stimolati dall’irritabilità sempre presente e dalla sospettosità. L’ironia della Luna nello Scorpione (opposta a Marte e quadrata a Nettuno) può diventare corrosiva, alimentata dall’insoddisfazione cronica. Questi aspetti inseriscono un’immaginazione sfrenata, il gusto per l’intrigo, curiosità improvvise, una disinvoltura sconcertante nel cambiare interessi, la tendenza a ricorrere alla violenza, attrazione per la violenza, mania di persecuzione, comportamenti istrionici e per niente cristallini. Possibili vizi”. A margine: “Tendenze schizoidi, scontento cronico e depressioni da mitomania”.
Non mi era antipatico Francesco Cossiga ma neppure completamente simpatico, ho sperato fino all’ultimo che finalmente raccontasse la verità, almeno tutta quella che sapeva lui.













