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Anno 9
Numero 10
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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ALBERTO MORAVIA
un critico snob più che indifferente e annoiato
Antonia Bonomi
Alberto Pincherle, Moravia era
il cognome del tutore del padre che, essendo scapolo e senza figli, in cambio di
una modesta eredità chiese di aggiungerlo al loro perché non si estinguesse,
nasce da una famiglia agiata di origini ebraiche. Papà ingegnere oriundo
veneziano con l'hobby dell'acquerello, mamma dedita alle letture, tre fratelli:
Adriana, Elena e Gastone, una governante francese. Infanzia senza problemi, se
non quelli classici dei figli e di scarsa comunicativa con i fratelli, è il più
esuberante e robusto della nidiata finché, attorno ai nove anni, si manifestano
i sintomi della tubercolosi ossea. Passa le giornate in casa, in solitudine,
sostiene l'esame di quinta ginnasio, ma un nuovo attacco della malattia lo
costringe a sospendere gli studi. A diciassette anni è sospeso tra la vita e la
morte quando la sorella minore del padre, Amelia Rosselli, non prende in mano la
situazione: il medico romano che lo ha in cura è un incapace, bisogna
cambiarlo. Il giovane Alberto si trova così al sanatorio
di Codivilla, fuori Cortina d'Ampezzo, dove resta un anno e mezzo. Solo,
poiché è un pagante ha una stanza singola, invidia quelli che, in corsia,
possono giocare a carte e far passare il tempo. Ha già ambizioni letterarie
sostenute dalla zia Amalia (madre di Carlo e Nello Rosselli assassinati da
terroristi francesi d'estrema destra ndr), autrice di commedie in veneziano e
libri per bambini, e ha scritto un volumetto in versi, Diciotto liriche. Durante
i lunghi giorni di forzato riposo e solitudine comincia ad abbozzare il primo
romanzo. Scrive poco perché si stanca subito, qualche volta non più di dieci
minuti al giorno, ma quando esce dal sanatorio, ha il suo libro bell'e pronto.
Nel 1928, ha ventun anni, porta Gli indifferenti all'editore della rivista
Novecento, che lo liquida come "nebbia di parole". Non si perde
d'animo, prende il treno e va a Milano, dove si presenta al direttore della casa
editrice Alpes. Qualche giorno dopo, con un telegramma, sa che il libro è stato
accettato, si pubblicherà, ma a sue spese. Si fa dare le cinquemila lire
necessarie dal padre, che gli fa un prestito con tanto di ricevuta (Moravia si
vanterà a vita di avere restituito fino all'ultima lira), il libro esce, vende
poche migliaia di copie, ma ottiene comunque un buon successo di critica e di
pubblico, finché non sarà messo al bando dal regime fascista. Incontra il
primo amore della sua vita, una francesina che non vorrà sposarlo "perché
la nonna non vuole", nel 1935 escono i racconti della Bella Vita e il
romanzo Le ambizioni sbagliate, Mascherata nel 1941, quando sposa Elsa Morante,
anche lei scrittrice. I titoli dei suoi libri si susseguono e hanno punteggiato
la vita dei meno giovani tra noi, anche se personalmente ho potuto leggerli dopo
che mi sono sposata poiché in famiglia non mi erano permessi in quanto
"scandalosi".
Racconti romani, La ciociara, La noia, Io e lui, Un'altra vita ecc. Giornalista,
autore di saggi e di reportage poiché era un notevole viaggiatore, ha scritto
anche per il teatro e dai suoi libri sono stati tratti film, come per Agostino e
La ciociara.
La vita sentimentale di Moravia è stata piuttosto vivace, separato da Elsa
Morante, ha avuto come compagna un'altra scrittrice, Dacia Maraini, e alla fine
della sua vita ha sposato la spagnola Carmen Llera, con ambizioni letterarie, più
qualche amante.
Com'era Alberto Moravia Dietro lo Specchio dell'Astrologia?
Snob come indica il
segno di nascita (apparentemente disponibile, in realtà più puzzetta sotto il
naso di altri), alla ricerca di qualcosa di nuovo, diverso,
"straniero" sempre secondo il Sole e Venere nello stesso segno.
Critico come indica la Luna nella Vergine, confermando in pieno il giudizio di
quanti hanno recensito le sue opere. Per me che mi occupo di astrologia, leggere
"Analisi critica di certi ambienti della borghesia, specie romana, condotta
con impietosa freddezza e precisa vocazione moralistica…", è vedere nero
su bianco, scritto da chi non usava la chiave dell'astrologia, la descrizione
del significato di questa Luna, che dà anche ironia. Infatti, ecco che i
critici parlano di "…spirito beffardo…". Ma non finisce qui: il
sesso ha un'importanza fondamentale nei libri di Moravia, è un polemico ed ecco
l'ascendente nello Scorpione e Mercurio nello stesso segno. E i critici
"…chiave esistenzialistico-freudiana… impegno morale per assurdo… tra
il diagnostico e il beffardo…surrealismo crudelmente deformatore…" e
nei suoi libri, racconti, oltre alla deformazione psicologica dei personaggi,
spesso ci sono descrizioni fisiche che rasentano il museo dell'orrore. Aveva il
gusto del paradosso e dell'orrido, dunque, classico dello Scorpione e Saturno
nei Pesci dice che aveva un notevole dono d'osservazione e di meditazione sulle
sue osservazioni, ma era anche un pessimista misantropo, attratto dal peccato e
respinto dal medesimo. Il bellissimo trigono tra Mercurio e Saturno, tra il
primo e Nettuno ci dice che i suoi fantasmi si sono trasformati nelle sue
creature, i libri, salvandolo dalla degenerazione in forme morbose reali, non di
carta. Poteva avere passioni, ma non era molto profondo nei sentimenti, quanto
alle donne… non ne aveva un gran rispetto, non gli piacevano un granché e,
tutto sommato, non gli portavano neanche tanto bene. Ambizioso lo era e molto,
come indica Giove nel Leone al centro del cielo, narcisista come si conviene a
chi ha questa posizione e nasce Sagittario, antipatico e con il gusto di esserlo
se qualcuno non gli era simpatico.
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