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Anno 9
Numero 50
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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della Politica
del segno del
SAGITTARIO
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AUGUSTO PINOCHET: un tragico dittatore da
operetta
Antonia Bonomi
Parte di questo articolo, il
titolo e totalmente l’inserto riguardante la personalità di Pinochet, sono
stati pubblicati su Arcobaleno nel gennaio 1999.
Alle ore 14.15 del 10 dicembre
2006, all’età di 91 anni compiuti da poco è morto Augusto Pinochet, per
diciassette anni dittatore cileno, dal 1998 perseguito per crimini di guerra e
altri reati, “una persecuzione giudiziaria inaccettabile” secondo la
famiglia.
Ricordo
con chiarezza l’11 settembre del 1973, la notizia del golpe in Cile e della
morte di Salvador Allende: ero appena stata dimessa dall’ospedale, in
automobile stavo tornando a casa e avevo tra le braccia la mia bambina nata da
pochi giorni, quando ho appreso dalla radio quanto era accaduto. Non si tratta
di essere di destra o di sinistra, se il socialista Allende era caduto, non
poteva che instaurarsi una dittatura e ai dittatori sono allergica.
Ripercorriamo rapidamente la storia. È il 1973, il presidente in carica,
legittimamente eletto dal popolo, è il socialista Salvador Allende il quale
aspira a darsi un'immagine internazionale e sta realizzando un programma di
ispirazione marxista che prevede l'espropriazione dei grandi latifondi e la
nazionalizzazione delle miniere di rame. Secondo la stessa ammissione di Carlos
Altamirano, allora segretario socialista del partito di Unidad Popular, lui e
Allende commisero l'errore di voler fare tutto insieme e senza avere il
sufficiente appoggio popolare. A posteriori, Altamirano riconosce che il suo
partito ha commesso un altro gravissimo errore, il più grave: espropriare senza
indennizzo le miniere di rame nelle quali avevano interessi imprese americane.
Nixon e Kissinger, allora rispettivamente presidente e segretario di Stato Usa,
saranno accusati più o meno velatamente, un po' meno velatamente man mano il
tempo passa, di aver appoggiato la rivolta e convinto un Pichet riluttante a
capeggiarla.
L'11 settembre 1973, con un colpo di stato, i militari cileni si impadroniscono
del potere. Il "golpe" scatta da Valparaiso. I comandanti delle tre
armi più quello dei carabinieri, intimano le dimissioni del presidente in
carica. Al suo rifiuto bombardano e assediano il Palazzo della Moneda, la
residenza presidenziale. Poi, affermando che Allende si è suicidato, ne
trasportano il corpo fuori dall'edificio semidistrutto.
I combattimenti nelle strade della capitale, e in tutto il paese, provocano
migliaia di morti.
I militari rastrellano le case arrestando tutti coloro che sono sospettati di
essere simpatizzanti socialcomunisti, rinchiudendoli in "lager"
improvvisati. Famosa è la fotografia dello stadio pieno di prigionieri
sorvegliati dai soldati armati.
La
Giunta militare scioglie il Parlamento, dichiara fuori legge tutti i partiti e
instaura la censura e il coprifuoco.
Il 13 settembre si costituisce il Governo sotto la presidenza di Augusto
Pinochet, un anno dopo è proclamato leader supremo. Il potere di Pinochet si
consolida attraverso l'uso spregiudicato dei servizi segreti e dell'esercito,
concessioni ai militari e ai fedeli nonché l'eliminazione, politica e fisica,
degli oppositori. Sono migliaia i desaparecidos, coloro di cui non si saprà più
niente.
Nel 1980, con una nuova costituzione frutto di un plebiscito farsa, proroga il
proprio mandato fino al 1989. Nel dicembre di questo anno diventa presidente
della Repubblica il democristiano Patricio Aylwin e lui resta capo delle forze
armate fino al 1998. Il 16 ottobre dello stesso anno, mentre si trova a Londra,
su mandato del giudice spagnolo Baltasar Garzon è condannato agli arresti
domiciliari. Sarà rilasciato nel 2000 per motivi di salute.
È morto nel suo letto, l’ex signora di ferro Margaret Thachter, che non ha
mai mancato di offrirgli una tazza di te, ha espresso “profondo dolore”,
Zapatero ha liquidato la questione affermando che si è chiuso un capitolo
detestabile della storia, dalla Casa Bianca sono stati espressi pensieri
solidali “per le famiglie delle vittime del regime”. Il giudice Garzon si è
rammaricato che non abbia pagato per le sue colpe.
Pinochet era sposato dal 1943 con Lucia Hinart Rodriguez dalla quale aveva avuto
cinque figli più o meno implicati in traffici di armi e droga.
Com’era Augusto Pinochet Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Nato il 25 novembre del 1915, Sagittario, Marte nel Leone, ambizioso segno dei
dominatori, la Luna e Saturno nel Cancro e Giove nei Pesci in ottimo aspetto tra
loro, indici di una notevole abilità nello sfruttare le situazioni.
Considerando la posizione del Sole e Marte, Pinochet è un vanesio e un
ambizioso, un superficiale, i pianeti nel Cancro indicano un soggetto ombroso,
suscettibile, instabile, diffidente, attaccato ai cosiddetti valori formali,
tradizionali, non esente da punte di fanatismo.
Gli ottimi aspetti tra i pianeti non indicano una persona crudele.
Pinochet avrebbe potuto continuare a fare con grande soddisfazione il generale
da parata, perché questo è quanto indica il suo quadro, se non si fosse
trovato al posto giusto nel momento giusto, ovvero se non si fossero verificate
le circostanze adatte a soddisfare ulteriormente la sua vanità, la sua
ambizione. Gli hanno offerto su un piatto d’argento la posizione più alta,
come poteva rifiutare? Il resto? Lo hanno fatto la sua sensibilità alle
adulazioni, la Luna nel Cancro che lo vuole succube di chi sa da che parte
prenderlo.
Mi sento di dire senza tema di smentite che è stato sinceramente convinto di
avere agito per il meglio. In sostanza, si è fatto "indottrinare" da
personalità più forti e più crudeli, è stato un burattino mentre credeva di
essere il burattinaio.
E il sapere, capire questo sarebbe stata per lui una condanna peggiore di quella
che non ha potuto infliggergli nessun tribunale.
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