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Anno
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Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

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SAGITTARIO
SIMONA MARCHINI una tuttofare di lusso nel mondo dello spettacolo si racconta

Paola Aspri

SIMONA MARCHINI DIETRO LO SPECCHIO dell’Astrologia: una prezzemolina piena di buone intenzioni

Antonia Bonomi

Simona Marchini, eclettica donna dello spettacolo, è stata sempre attenta al suo universo artistico. Melomane convinta ha diretto registicamente diverse opere liriche. Il suo debutto televisivo è del 1980 nello show "A tutto gag", varietà di Romolo Siena in cui interpretava il personaggio della sgargiante prostituta Iside Martufoni, in surreali collegamenti dal raccordo anulare romano. Nel 1985 ha ottenuto un discreto successo, partecipando alla trasmissione di Renzo Arbore, "Quelli della Notte", nel ruolo di una svampita segretaria rapita dal mondo delle telenovelas. Nel 1997, realizza la mostra "Opera", percorsi nel mondo del melodramma" al Palazzo delle Esposizioni di Roma. In teatro non mancanoSimona Marchini interpretazioni degne di nota, come "Malemamme", per la regia di Guido Torlonia, a fianco di Enrica Bonaccorti e in "Ahi, corpo crudele" di Giuseppe Manfridi, per la regia di Piero Maccarinelli. Dal Febbraio del 1998 è Direttore Artistico del Teatro Stabile delle Marche. Oggi alla guida, insieme a Walter Attanasi e Mauro Mattolini del Festival di Todi. E’ in scena in questi giorni, al Teatro Sistina, nei panni di Eusebia in "Rugantino" a fianco di Maurizio Mattioli, Valerio Mastandrea e Sabrina Ferilli.

La tua passione per l’Opera quando nasce?
E’ un’eredità di famiglia, mia madre e mio padre entrambi melomani, mi hanno trascinato in una passione operistica senza fine. All’età di due anni già cantavo "Madame Butterfly" , ero una bimba curiosa e grazie a mio padre sono stata spronata ad interessarmi alle arti musicali. Il mio grande sogno era quello di diventare una cantante lirica ed ero anche portata. Imitavo Maria Callas e la Tebaldi, di cui sentivo spesso i dischi. Quando avevo quattordici anni, alcuni amici di famiglia cercarono di convincere i miei genitori a farmi studiare canto, ma i tempi erano diversi e i miei non se la sentirono di allontanarmi dalle normalità quotidiane che necessitano ad una bambina, ma la attrazione fatale verso l’opera è rimasta ed è sempre viva.

La tua prima emozione?
A sette anni, quando vidi per la prima volta "Madame Butterfly".

La tua famiglia ha avuto un passato operistico?
La mia è una famiglia di teatranti volontari: mio padre, uomo simpaticissimo, aveva recitato nella Filodrammatica del Dopoguerra. Siamo dotati di vena artistica, di umorismo spontaneo.

Anche tua sorella opera nel campo dello spettacolo?
Mia sorella ha aperto il Teatro Talia, uno spazio plateale per i bambini, dove si rappresentano dalle fiabe del Fratelli Grimm alle pièce più impegnative di Shakespeare.

Quando è avvenuto l’incontro con la settima arte?
Abitavamo a Monteverde Vecchio e la prima volta che andai al cinema, nell’allora Sala Il Vascello, vidi "Il ladro di Bagdad". Ero un ‘appassionata di film avventurosi, ma il lungometraggio più emozionante rimane sempre "Per chi suona la campana".

Il tuo primo ciak?
Parlerei di un incontro mancato che ha segnato profondamente la mia carriera d’artista e che risale all’età di ventitrè anni, quando Marco Ferreri mi chiamò per un film con Catherine Denueve, ma in quei giorni un grosso incidente mi costrinse ad un rifiuto forzato dalle condizioni fisiche. Ma ancora prima, all’età di sedici anni, persi l’occasione di lavorare con Elio Petri in "L’Assassino". Ho sempre partecipato a film di registi esordienti ed ho interpretato dei camei come in "Cresceranno i carciofi a Mimongo". Il cinema mi ha sempre interessato, ma forse non interesso a li!

Ha mai pensato di esordire come regista cinematografica?
E’ una realtà troppo tecnica, mi piacciono le sfide, ma non sono mica Pierpaolo Pasolini!

Ma se dovessi dirigere un film, quale storia ti piacerebbe raccontare?
Vorrei narrare una storia al femminile, anche perché solo nel nostro Paese c’è una carenza in questo senso, dovuta anche ad una manchevolezza distributiva, rispondendo così a delle leggi mercato inesorabili.

Come vedi la donna oggi?
Molto cinica, portata a ragionare virilmente e invece dovrebbe recuperare la sua femminilità, non esteriormente, ma interiormente, riacquistando dei valori perduti. Anche nel lavoro, dovrebbe affermarsi, attraverso potenzialità che esulino dalla fisicità. Le donne nella storia dell’umanità hanno formato gli uomini, devono riassumere il senso della responsabilità familiare.

Sei mai entrata in conflitto con la tua vita artistica?
Poche volte, anche perché ho sempre affrontato il rischio dell’insuccesso, cimentandomi in esperienze ardue. Ho un grande coraggio che mi porta a non entrare in crisi con il mio io.

Qual è il tuo più grande rammarico?
Non aver ancora potuto fare una regia lirica con mezzi finanziari adeguati.

Programmi futuri?
Sono stata veicolo lo scorso anno di una rifioritura dell’Opera a Teramo e quest’anno, in questa città abruzzese, curerò la regia della "Traviata" di Puccini, in cartellone il 25 Ottobre e poi in tournèe, affiancata da giovani e valenti interpreti.

Ti ha dato grandi emozioni interpretare Eusebia in "Rugantino", ruolo che fu della mitica Bice Valori?
Non ho ricalcato le sfumature attoriali di Bice Valori, ho cercato di scindere la mia interpretazione da quella precedente. Garinei e Trovaioli hanno affermato che nel carattere di Eusebia c’è molto di Simona Marchini, soprattutto nell’esternare una profonda tenerezza che, in questo caso, ingentilisce la ruvidezza campagnola del ruolo incarnato. Rispetto agli altri caratteri deve far ridere in maniera indiretta e la mimica unita alla gestualità ha un ‘importanza basilare.

Più regista o donna dello spettacolo tout court?
Mi definisco come un’incarnazione patologica dello spettacolo. La mia passionalità la metto al servizio di un’espansione artistica, un’amore per la costruzione perfetta delle cose del mondo.

Che cos’è il teatro?
E’ l’espressione della vita.

Come va interessato il pubblico?
Con il talento, ma l’attore deve essere specchio dell’umanità, di una verità di valori.

Che rapporto hai con la televisione?
Oggi è utilizzata malissimo, la gente ne fa un uso smodato e la qualità dei programmi è inesistente. Sono preoccupata per gli adulti di domani che oggi sono bambini plagiati dai mass-media, vivono una vita virtuale, incapaci di comunicare con la quotidianità. Bisogna riaccedere al sentimento che costa fatica e responsabilità, altrimenti si vivrà sempre in superficie, galleggiando su un mare di niente!

Se dovessi enunciare la tua morale, cosa diresti?
Di non fare agli altri quello che non vuoi che venga fatto a te!

Che posto hai dato all’arte nella tua vita?
Mi è cresciuta dentro, anche perché mio padre ha dato molto spazio alle arti visive aprendo una galleria che è rimasta in vita dal 1958 al 1974.

Quando è nata "La nuova Pesa"?
E’ nata nel 1985, come omaggio sentimentale a mio padre che se ne stava andando, non solo quindi arti visive, ma anche centro culturale per giovani artisti in cerca di un piccolo posto al sole!

Hai mai pensato di candidarti in politica?
Assolutamente no, anche perché i compromessi fatali della politica non mi interessano, sono troppo onesta per potermi mischiare alle ambiguità istituzionali.

Simona Marchini oggi che stagione sta passando?
E’ una stagione più consapevole, ho lavorato bene su di me ed oggi sono contenta.

La scomparsa di tuo padre quando ha influito sulla tua crescita interiore?
Mi ha fatto crescere di molto, anche se ero già grande, è come se avessi raccolto un testimone.

Che cosa hai ereditato da tuo padre?
Un amore infinito per la vita.

Che importanza hai dato all’amore?
In passato ho dato un’importanza assoluta all’amore: sono stata sposata due volte, il mio primo marito è stato un’amico d’infanzia, il padre di Roberta, il secondo è stato Ciccio Cordova.

Oggi come vivi l’amore?
Attualmente sono libera, ma non perché prediliga il lavoro, una porta del cuore è sempre aperta, ma sono molto esigente e auspico una storia importante!