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Anno 9
Numero 10
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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EDMONDO DE AMICIS
CUORE di lupo, cuore di tenebra
Antonia Bonomi
Il libro Cuore ha accompagnato,
e probabilmente accompagnerà ancora, generazioni di lettori. Anch'io l'ho letto
e ne ho un ricordo molto umido, non desidero rileggerlo e non ho visto la
trasposizione televisiva perché non mi va di piangere come una disperata, come
facevo a dieci o dodici anni. Però, sono sicura che mi abbia aiutata a
rafforzare sentimenti che già avevo dentro, insomma è una pietra miliare della
mia formazione, lo tengo così, l'ho proposto alle mie figlie le quali la
pensano più o meno come me, spero lo facciano leggere ai loro figli.
Dell'autore, Edmondo De Amicis, fino a qualche tempo fa si parlava per lo più
come di una persona esimia, stimabile e stimata. Poi, nel 1977, ecco apparire
una lettera scritta dalla moglie appena separata di De Amicis ad un amico,
l'attore Tommaso Salvini. Lo scritto era datato 1904, quattro anni prima della
morte di De Amicis, e la signora esponeva il trattamento subito nei ventinove
anni di matrimonio da quello che era un libertino, un uomo ignobile capace di
tutte le bassezze e di tutte le turpitudini. Per la verità, qualche voce già
circolava se è vero che Cavour, sollecitato a dare una grossa onorificenza al
De Amicis, rispose: "Solo in un bordello".
Vediamo un po' la vita del nostro. Nato a Oneglia nel 1846, a diciassette anni
entra all'Accademia di Modena, non ha ancora vent'anni quando, con il grado di
tenente,
partecipa alla disastrosa battaglia di Custoza del 24 giugno 1866. Smilzo ed
elegante, lo vediamo nella fotografia, registra alcuni fatti di quel giorno e li
proporrà vivi e palpitanti nella sua opera prima, Vita militare, che apre la
strada al successo. Divenuto direttore della rivista L'Italia Militare, inizia
la carriera di scrittore e giornalista, incomincia a viaggiare. Come corrispondente
della Nazione nel 1870 è testimone della presa di Roma, dal !871 al 1879
raccoglie le sue impressioni di viaggiatore in libri intitolati Spagna, Olanda,
Ricordi di Londra, Marocco, Costantinopoli ecc. Era famosetto, tanto da essere
invitato dalla regina Margherita alla quale espone il desiderio di scrivere un
libro che faccia piangere e che dia forza, ma non famosissimo mentre, a quanto
si dice, anelava alla fama. E ci riesce nel 1886 quando, dopo cinque mesi
d'interviste a maestri e studenti, pubblica Cuore, cui tra gli altri fa seguito
Sull'oceano, libro che descrive le desolanti condizioni degli emigranti italiani
di quei tempi. Spostandosi dalle impressioni del viaggiatore, dove è accusato
di essere prolisso e convenzionale, e dedicandosi ai problemi sociali, alle
denunce, realizza la figura dello scrittore popolare di tipo pedagogico,
espressione del bonario paternalismo in voga a quei tempi, alla fine
dell'Ottocento.
Con Cuore diventa ricco e famoso. Nel 1875 aveva sposato Teresa, dalla quale avrà
due figli, Furio e Ugo. Furio si suiciderà all'età di ventidue anni sconvolto,
si dice, dalle continue liti tra i genitori e per l'arroganza del padre. Già,
perché De Amicis era un impenitente donnaiolo, sempre in cerca di sottane di
tutti i tipi e di tutti i ceti e la moglie non riusciva a mandar giù il rospo.
Erano rimbrotti continui, anche perché lui lesinava i quattrini, beveva, oltre
a "coprila di sputi, morsi e graffi", e tentare di traviare l'unico
figlio rimasto, come scriverà Teresa nella lettera citata prima. Separatosi
cinquantottenne dalla moglie, continuerà la sua vita impenitente e ormai
sessantenne, alla soglia della morte avvenuta a sessantadue anni, si conoscono
sue lettere, di contenuto anche volgare, indirizzate ad una sedicenne per la
quale aveva perso la testa. Alla morte, ebbe l'onore di una commemorazione da
parte di Benito Mussolini, allora giornalista alle prime armi.
Com'era Edmondo De Amicis Dietro Lo Specchio Dell'Astrologia?
Scorpione con Mercurio nel segno, Venere e Marte congiunti nella Bilancia, Luna
e Nettuno nei Pesci, Giove nei Gemelli che lo identifica come giornalista,
scrittore. Inoltre, questo pianeta è in eccellente aspetto con Venere e Marte,
ecco la fama, i quattrini dovuti anche alla fortuna, oltre che al buon uso fatto
dei talenti ricevuti alla nascita. Tutta la melassa che gronda dal libro Cuore?
La Luna nei Pesci in somma al suo Sole: era abilissimo nel captare stati
d'animo, sensazioni e a impastare tutto con il sentimento, che sarebbe più
giusto chiamare sentimentalismo. Lo Scorpione gli ha fornito l'inclinazione
militare, infatti aveva intrapreso questa carriera prima della triste esperienza
di Custoza e del successo dei suoi bozzetti di vita militare, e la sensualità
che sommandosi a Luna e Nettuno nei Pesci potevano facilmente inclinarlo
all'ipocrisia dei costumi, prendere connotazioni viziose di stampo
sado-masochista. Affettivamente era instabile, nevrotico, apprensivo, egoista e
tendete a tormentare le persone vicine, mettendole continuamente alla prova per
saggiarne il sentimento. Ma queste cose avrebbero potuto essere relative,
esperienze non traumatizzanti che spesso fanno quanti sono legati a soggetti
Scorpione. Nel caso di De Amicis, dobbiamo inserire una brutta opposizione tra
Saturno nell'Aquario e Plutone nel Leone. Era paranoico, intollerante,
esibizionista, sicuro di sé fino alla tracotanza, non sopportava nessun tipo
d'imposizione e regola. Teniamo presente l'epoca, quella dei padri padroni, che
tollerava i mariti libertini e la moglie angelo del focolare che portava
rassegnata il suo palco di corna, paga di essere mantenuta. Questa opposizione
indica anche moralismo affettato che può nascondere una mente e un animo assai
meno sinceri e limpidi. È indice di ambiguità, aggiungiamoci che era un
freddo, un calcolatore arrivista e che Marte e Venere strettamente congiunti
nella Bilancia non sono indici di profondità di sentimenti, quanto di reazioni
a stimoli estetici e il quadro è completo. Era un porcello come segno natale, un esteta, infatti in gioventù teneva molto al fisico ed era
un culturista, uno snob, amava l'applauso, le lodi figuriamoci come poteva
sentirsi con la povera Teresa che non faceva altro che lamentarsi. Non lo sto
difendendo, intendiamoci, perché avrebbe avuto bisogno di una bella cura
psichiatrica, dico semplicemente che se l'ambizione gli ha fatto realizzare
quello che aveva in dotazione come destino, per il resto ha seguito
pedestremente le sue inclinazioni, supportato dal fatto che viveva in un'epoca
ipocrita. La moglie parla anche di una malattia "vergognosa contratta per
le sue dissolutezze", è possibile, come è possibile che soffrisse
d'idropisia, visti la Luna e Nettuno. Sì, come uomo è stato un disastro,
ipercritico e crudele. Non gli bastava quello che otteneva, voleva sempre di più
e si sfogava aggressivamente, colpendo alla cieca, rifiutando le responsabilità.
Però, mi piacerebbe tanto avere anche i dati di nascita della moglie.
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