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Anno
11
Numero
19

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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SCORPIONE
PRIMO CARNERA il gigante buono del pugilato

Antonia Bonomi

Nato il 26 ottobre del 1906, in alcune biografie è riportato erroneamente 1909, a Sequals nel Friuli, da una povera famiglia di contadini, questo gigante alto due metri e cinque centimetri, quando la media si aggirava attorno al metro e sessanta, oltre ad avere dato lustro all'Italia, ha sfatato la leggenda dello sportivo cretino e primitivo. Un primato lo aveva già stabilito alla nascita, presentandosi al mondo con ben 8 chili di peso. Il padre è emigrato in Germania, ma i soldi non bastano, per mantenerlo la madre è costretta a vendere la fede nuziale. A 12 anni supera già i due metri e i cento chili, a 18 anni emigra in Francia, fa il falegname, ma se può tentare di riempirsi la pancia non può comperare le scarpe, allora trova lavoro in un circo dove si esibisce nei numeri di forza.Il primo a credere in lui è l'ex pugile Paul Journéè che lo porta sul ring e Carnera vince.Partenza per gli Stati Uniti, nel 1933 match con il campione Ernie Schaaf che, purtroppo, muore durante l'incontro. Da quel momento, il nostro pugile chiederà sempre scusa per ogni colpo dato all'avversario.

Primo Carnera con il Ducecartolina pubblicitaria di ditta di abbigliamento milanese con il Gigante Buono quale testimonial

La sua stella esplode il 29 giugno del 1933 quando sul ring del Madison Square Garden di New York conquista il titolo mondiale dei pesi massimi battendo in sei riprese Jack Sharkey. Nelle due foto un momento del combattimento e il gesto finale con le braccia alzate in segno di vittoria. La sua impresa ha un'eco mondiale, Carnera diventa l'emblema della forza italiana e al suo ritorno in Patria viene accolto con gli onori che si tributano a un sovrano. È ricevuto anche da Mussolini, come testimonia la fotografia a lato. Non che prima Carnera fosse uno sconosciuto. In Italia era tanto famoso da essere preso come testimonial nella pubblicità. Non ci credete? Una filastrocca dei primi anni '30 recitava così: "Come Carnera sempre vittorioso riuscirai, se con l'Acquaregia l'intestino regolerai", e il nostro era anche ritratto a torso nudo su cartoline pubblicitarie di una ditta milanese d'abbigliamento, come mostra, anche se un po' Primo Carnera con la mogliesfocata, l'immagine che illustra l'articolo. Gli informati dicono che si è trattato del primo esempio di sponsorizzazione nello sport. Nell'anno che segue la strepitosa vittoria, che viene strumentalizzata anche dal regime fascista, Carnera difende vittoriosamente il titolo contro Uzcudun e Loughran, lo perde nel 1934 contro Max Baer. Nel 1946 si ritira definitivamente dal pugilato: ha disputato 103 incontri e ne ha vinti 88, di cui 80 per ko. In seguito, si dedicherà alla lotta libera americana, il "catch", diventando professionista, si esibirà come ospite nei circhi americani, si dedicherà al commercio di vini, reciterà in una ventina di pellicole in ruoli che Hollywood gli cuce su misura, così come su misura sono i suoi abiti, anche le calze per non parlare delle scarpe. Nel 1939 si sposa e ha due figli. Il 29 giugno del 1967, sofferente di diabete e di cirrosi epatica, tornerà in Italia per morire nella sua villa al paese natio. Combinazione, era il 34° anniversario della sua prima clamorosa vittoria. 
Com'era Primo Carnera Dietro Lo Specchio Dell'Astrologia? Non sarà stato colto, avrà preso cazzotti da rintronare, ma era intelligente, furbo, ingegnoso, intuitivo, abile nel cogliere l'attimo favorevole. Attaccato alle origini, ma nello stesso tempo desideroso di viaggiare, vedere il mondo e Venere nel Sagittario indica la fortuna colta in terra straniera. Era un aggressivo ed ha avuto la fortuna di sfogare l'istinto con la boxe, la lotta libera, se avesse avuto la possibilità di coltivarsi, senza dubbio avrebbe sviluppato il lato artistico.

Primo Carnera in un incontro di catch incontro con Sharkey, Primo Carnera alza le braccia in segno di vittoria

La sua sensibilità la si ritrova nelle parole della figlia Maria Giovanna, psicologa che vive negli Stati Uniti. Parlando del padre ricorda le sue mani, manone, che raccoglievano le violette da regalare alla mamma, che asciugavano le sue lacrime di bambina, che cercavano di portare alle labbra la tazzina di caffè in miniatura della bambola quando giocava con lei e le preghiere della sera che recitavano insieme, quando slacciava il grembiule alla mamma, quando mangiava le castagne di cui era ghiotto..
Nel 2008 esce il film Primo Carnera-The Walking Mountain.