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Anno
10
Numero
26

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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TORO
ANNA FALCHI o il rischio di sparare sulla Croce Rossa 

Antonia Bonomi 

Il quadro natale di Anna Falchi sta nel faldone dei Toro da anni e anni, da quando è apparsa sui teleschermi perché non l’ho mai vista al cinema o in teatro ritenendola artisticamente tutt’al più una comparsa. E non ho cambiato idea. Non l’ho mai pubblicato perché… mi sembrava di sparare sulla Croce Rossa. Vederla presentare, sentirla parlare, ascoltare o leggere le sue risposte alle interviste per me era già un supplizio, figuriamoci Anna Falchidover cercare i termini adatti per descriverla senza offendere la suscettibilità del soggetto. E di questa suscettibilità ho avuto la conferma quando tanto ha fatto e brigato perché dalla trasmissione Quelli che il calcio... togliessero l'imitazione del marito. Ricordo le risate poco clementi che mi sono fatta ascoltando un’intervista mandata e rimandata fino alla nausea a La vita in diretta, dove la signorina ormai signora parlava di sé dicendo “noi artisti” e non aveva l'aria convinta lei per prima, sfoglio gli articoli raccolti nel corso degli anni, che corredano il suo quadro natale, leggo “non amo fossilizzarmi sulle cose… voglio diventare l’erede di Monica Vitti…” e il mio pensiero è sempre lo stesso “anche le pulci hanno la tosse”. Qualche volta mi sono chiesta se si rendesse conto di quello che diceva, come quando ha ammesso di essersi rifatta i seni "perché uno era più grosso dell'altro" e ridacchiava nervosa. Sia ben chiaro che provo simpatia nei suoi confronti, l’ammiro per la tenacia, ma guardando quel suo Sole in trigono a Giove, indice di fortuna secondo la tradizione, ricordo il detto “con la fortuna puoi avere successo, ma senza intelligenza non dura”. Ora, non voglio dire che Anna Falchi non sia intelligente, ma che abbia preteso troppo da se stessa questo sì. Figlia di una finlandese e di un romagnolo, non è ben chiaro come si chiami in realtà perché compare come Anna Kristiina Palomaki cognome materno, modella per volere della madre, scelta nel 1992 da Federico Fellini per uno spot pubblicitario, ha lavorato come un’anima dannata, su questo non ci piove e nelle interviste la madre ha sempre ammesso che Anna ha mantenuto la famiglia. Ma, stringi stringi, cosa è rimasto di tutto questo darsi da fare? Calendari senza veli, alcuni autoprodotti, film che solo i fan possono ricordare, grandi amori dalla breve durata, tra i quali Fiorello e il motociclista Max Biaggi, un fidanzamento di quattro anni culminato nel 2005 col matrimonio con l’immobiliarista, chissà se la qualifica è giusta, Stefano Ricucci assurto all’onore delle cronache per scalate bancarie, arresto,  intercettazioni ecc. A chi le chiedeva se il suo era un matrimonio d’amore Anna, soprannominata lady Finanza per questo rapporto, ribatteva secca che lavorava da una vita, aveva guadagnato miliardi, si era mantenuta sempre da sola… cronaca di questa estate 2007 Anna si dice profondamente delusa da Ricucci, fa sapere di essere stata pesantemente insultata dai suoceri, se non lo lascia è perché lei “non è economicamente in grado di sostenere la cosa”. Sognava una casa tutta loro, ma in comune hanno solo guai, professionalmente è un disastro, la gente la vede come la peste, ma ha scoperto di essere più forte di quanto credesse, più “cinica e, soprattutto, disincantata”. Mah…
Com’è Anna Falchi Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Vanitosa e fortunata, determinata ma anche ostinata, prepotente, lunatica, con gli occhi ben aperti sulle esigenze pratiche della vita ma le capita di essere superficiale e impulsiva con quei Venere e Marte nei Gemelli. È suscettibile e… c’è poco altro da dire, sarebbe stata una splendida veterinaria, ma se s’impegna un po’, studiando non solo per presentarsi con in testa il tocco della laureata, potrebbe essere un’ottima giornalista di moda, di costume. Coraggio Anna, se t’impegni ce la puoi fare e io smetterò di ridere per gli aggettivi che usi a sproposito con quell’arietta saputella e la sponteneità di un sasso. Non t’arrabbiare Anna, chi non ti è amico ti adula e la fortuna alla nascita rischia di diventare alla lunga un danno.