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Anno
9
Numero
34

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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TORO
KATHARINE HEPBURN un mito inossidabile 

Antonia Bonomi 

Certo, come dice una mia cara amica che ha superato l’ottantina, non li ha uccisi la balia, ma è triste veder sparire giorno dopo giorno i "compagni" della nostra infanzia, gioventù e maturità, gli interpreti di quei film che, forse, ci hanno aiutato a crescere in un certo modo. Katharine Hepburn mi è piaciuta da quando la vidi al cinema della parrocchia (era già una pellicola vecchissima), recitare la parte di Jo in Piccole donne, tratto dal libro che ai tempi della mia infanzia non poteva mancare nella biblioteca di una casa dove c’erano ragazze. Molti dei suoi film, quelli dagli anni cinquanta ai sessanta, li ho recuperati in televisione poiché, secondo il metro di giudizio famigliare, non erano adatti a Katharine Hepburn e Spencer Tracyragazze, quando mi sono “affrancata” ho cercato di non perderne uno. E da Indovina a chi viene a cena a Sul lago dorato passando per gli altri, ho constatato nei suoi personaggi un “modello umano” accettabile anche nella realtà.
Katharine nasce in una ricca famiglia di Hartford nel Connecticut. Non genitori neo ricchi, ma ricchi da generazioni e per di più aristocratica: il conte James Hepburn, amore di Maria Stuarda,era un suo antenato. È la secondogenita di Thomas Nerval medico chirurgo di fama (specializzato in urologia che secondo Kate "sapeva tutto sugli organi sessuali, ma niente di sesso") e di Katharine Martha Houghton (a sua volta  discendente da una ricca famiglia della Virginia), intelligente, intellettuale ed energica signora a capo del Movimento per il suffragio femminile della città. I fratelli sono tre maschi, dopo quindici anni dalla nascita di Katharine arriveranno altre due femminucce. Ma la sua adolescenza è di unica femmina con tre maschi, in un insieme famigliare dove la regola è: “Non arrendersi, lottare per il proprio futuro, le donne valgono quanto gli uomini. Non recriminare, non lagnarsi, essere positivi”. In famiglia la passione per la cultura e per lo sport vanno di pari passo, Katharine detta Kate non si tira indietro e, magra ma molto robusta per sua ammissione, gareggia con i fratelli i quali la chiamano Jimmy per il suo curioso vezzo di tagliarsi quasi a zero i capelli nel periodo estivo. Ma non era un vezzo, era buon senso perché, come dirà lei, era per non farsi tirare i capelli dai maschi. Gioca malissimo a tennis, è una grande nuotatrice, ha una predilezione per il golf ma ha difficoltà ad andare in buca, frequenta i migliori collegi, va all’Università Bryn Mawr, dove per accedere dovevi avere un’ottima ascendenza anglosassone, essere bianco e protestate. Si laurea nel 1928 in psicologia, ma è solo una tappa per accontentare i genitori, lei vuole fare l’attrice, punto e basta. E quando si mette in testa qualcosa, non ci sono santi. Non bisogna dimenticare che un altro dei suoi nomignoli famigliari era “testa di mulo”. Il suo debutto teatrale è un tonfo, è troppo irruente, viva, ambiziosa e accetta subito ruoli troppo impegnativi, da protagonista, poi le viene il panico, la voce le si fa acuta e… parla a mitraglia. Le critiche sono impietose, ma lei se ne infischia e tira avanti studiando a più non posso. Recita in teatro già da tre anni che una critica, Dorothy Parker, ancora consiglia il pubblico di andare a vedere miss Hepburn percorrere tutta la gamma delle emozioni dalla A alla B. Il ruolo che la mette in luce arriva con l’amazzone cacciatrice in The Warrior’s husband, del 1932, che le apre le porte di Hollywood. Nel frattempo sono accadute due cose importanti nella sua vita: il fratello maggiore Tom è morto sedicenne, misteriosamente, non si sa per gioco oKatharine Hepburn e Humphrey Bogart  in "La regina d'Africa" suicido, impiccato e lei, all’insaputa di tutti, nel 1938 ha sposato un agente di cambio trentenne, Ludlow Ogden Smith detto Luddy, che ha costretto a cambiare il cognome in Smith Ogden per essere "la signora Ogden e non una qualsiasi signora Smith, ha fatto la sua brava luna di miele alle Bermuda, vive con l’amica del cuore fin dai tempi del college Laura Barney Harding ad Hollywood e lui da solo a New York, a chi le chiede se è spostata risponde “Non ricordo”, divorziano in Messico nel 1934. Quando è chiamata da David O. Selzenik, per toglierselo dai piedi perché vuole recitare solo in teatro gli chiede una cifra esorbitante, quello accetta e lei compare agli studi con il suo classico abbigliamento composto da pantalonacci, maglioni sformati e sandali. Quando  George Cukor la chiama per interpretare Febbre di vivere compare con i tacchi a spillo, lei che è già un metro e settantacinque, si dice anche uno e settantasette, comunque sia  un'altezza sbalorditiva per quei tempi figuriamoci per una donna, proprio per far sentire tutti “più piccoli”. È subito successo: ha un viso bellissimo e un fisico che piace agli uomini e non disturba le donne, la sua recitazione incanta.
Nel 1933 arriva il primo Oscar con Gloria del mattino, è una stella, sempre con l’amica Laura si trasferisce in una villa talmente bella che persino Greta Garbo vuole visitarla, la voce che circola è che sia lesbica, che abbia una relazione con la "Divina" oltre che simpatie particolari con Claudette Colbert e Judy Garland, ma, per quanto sia gelosissima della sua vita privata, trapelano una relazione tempestosa durata tre anni con il miliardario Howard Hughes e quando tutti li danno per prossimi alle nozze lei tronca con la motivazione che sono troppo uguali. Si sa poi di Leland Hayward, agente delle dive, un tipo tollerante secondo Katharine, ma anche questa storia si chiude. Presi dal suo fascino e dalla sua intelligenza, con conseguente storia, sono  gli scrittori William Rose e Ernest Hemingway, gli attori Charles Boyer, Robert Ryan, Robert Mitchum, Burt Lancaster e Humphrey Bogart che sarà ferito con una coltellata alla schiena dalla gelosissima moglie. Lei prende una cotta formidabile per il regista John Ford, arriva ad offrire denaro alla moglie Mary perché conceda il divorzio, questa le risponde picche. Nel frattempo è il grande amore di Eleanor Roosevelt che le scrive lettere appassionate. Nel 1942 incontra Spencer Tracy. È lei che fa fuoco e fiamme per averlo accanto nel film La donna del giorno, la produzione l’accontenta anche se Tracy  manifesta dubbi su quella donna dalle unghie sporche e dai gusti sessuali ambigui. Al primo incontro lei ha sempre i tacchi, lo guarda e motteggia: “Temo di essere troppo alta per lei, signor Tracy”, e lui, un metro e sessantanove, risponde “Non si preoccupi signorina Hepburn, la ridurrò alla mia misura”. Diventano la coppia più affiatata e famosa dello schermo e nella vita, anche se questo particolare lo si saprà con certezza solo quando lo ammetterà lei, nel 1986, perché la pettegolissima Hollywood è stata discreta e loro due non hanno mai convissuto: lui era cattolico, sposato e con due figli, il maschio sordomuto, non avrebbe mai lasciato la famiglia. Per l’ultimo film  che girano insieme, Indovina chi viene a cena, lei prende il secondo Oscar e lui muore dieci giorni dopo l’ultimo giro di manovella. Erano “insieme” da ventisette anni, lui la chiamava Giovanotto, qualcuno dice che il loro è stato un amore “casto”, una grande amicizia e basta.
Rimasta sola continua a recitare dividendosi tra cinema e teatro, impara a cantare per interpretare Coco, un musical ispirato alla vita di Coco Chanel, forse è un successo o forse solo un omaggio del pubblico ad una donna che si mette sempre in discussione, la critica è perplessa, ma si replica per 332 volte. Nel 1968 prende il terzo Oscar per Il leone d’inverno e nel 1981 fa poker con Sul lago dorato, finora nessuna attrice è arrivata a tanto, solo Merryl Streep l'ha eguagliata per le 12 nomination.
L’ultima apparizione sullo schermo è nel 1994: la testa le tremava sempre più per il morbo di Parkinson ma in Love affair, nell’interpretazione della madre del rubacuori Warren Beatty, è ancora convincente.
Com’era Katharine Hepburn Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Tanto per cominciare non era Scorpione, segno circolato per anni, ma Toro come scrive nella sua biografia IO, storia della mia vita, e del Toro aveva tutti i difetti, compreso il complesso dell’infallibilità, la prepotenza, l’arroganza e la testardaggine accentuati dai pianeti nel Capricorno, l’amore per i propri comodi accentuato dai pianeti nel Cancro, opposizioni mitigate dai bei trigoni e sestili che i pianeti creano con i pianeti nel segno natale. Era intelligente e pratica, una persona di buon senso, non si sarebbe mai fatta complicare la vita dagli altri, bastava quello che  commetteva  in prima persona con qualche colpo di testa, era infatti molto impulsiva, salvo poi rinsavire. Non era un mostro di egoismo, perché dovrebbe esserlo chi vuole vivere in pace?, semplicemente non voleva padroni, non permetteva che qualcuno le procurasse dolori, dispiaceri oltre quelli che la vita offre a tutti indistintamente. A lei, ad esempio, negò un ruolo al quale ambiva piùdi ogni altra cosa:quello di Rossella in Via col vento!    Era ambiziosissima, con un fondo di malinconia che superava rapidamente essendo attaccatissima alla vita, lavoratrice accanita e astrologicamente ambigua in campo sessuale, virilmente femminile e femminilmente mascolina. Era una persona pratica al massimo, perché scegliere quando si può avere tutto e, soprattutto, senza responsabilità oltre quelle che trovi alla nascita? Un particolare: non era nata con la camicia, sarà stata ricca ma la fortuna non le è piovuta dal cielo. Qualche giornalista, nel coccodrillo, si è chiesto se se è stata veramente felice Katharine, la donna dalla carriera sfolgorante, amata dal pubblico, ma che rinunciò alla sua femminilità. Scemenza grossa come  una casa: Katharine non rinunciò né alla sua femminilità né alla sua mascolinità, forse una complicazione se la sarebbe creata se… avesse potuto fecondarsi da sola. Battutaccia ignobile la mia, ma detta con affetto e corrispondente alla realtà astrologica: è stata felice, ha difeso se stessa com’era nella sua natura e non si è fatta mancare niente.