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Anno
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Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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TORO
OSKAR SCHINDLER La sua “lista” salvò migliaia di persone 

Roberta Gallina    

OSKAR SCHINDLER eroe per caso e per piacere
Dietro Lo Specchio Dell'Astrologia   

Antonia Bonomi

Oskar Schindler nacque a Zwittau, Moravia (oggi Repubblica Ceca), il 28 aprile 1908. Aveva trentun’anni quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale (1939) e, come tanti suoi coetanei, era entrato a far parte della Wermacht, l’esercito regolare tedesco. Contemporaneamente lavorava come direttore commerciale e ben presto si accorse che, con la croce uncinata appuntata sul bavero, qualsiasi società tedesca era disposta a favorirlo come meglio poteva. Oskar, d’aspetto assai piacente e amante della bella vita, aveva sposato una giovane donna di nome Emilie, ma questo non gli impediva di corteggiare, con successo, le belle rappresentanti dell’altro sesso. Non amava particolarmente la vita militare, perciò aveva anche accettato di collaborare nella sezione straniera dell’Abwehrdienst, il Servizio segreto militare. Fu proprio come agente segreto che finì in Polonia in cerca di alcune informazioni particolari, da riferire al governo tedesco. Una mattina, mentre cavalcava insieme con una donna di nome Ingrid, sua amante, a sud del ghetto di Cracovia, assistette ad una scena che cambiò la sua vita.  Udendo delle grida ed un latrare di cani provenienti dal ghetto, i due si avvicinarono e videro due lunghe file di persone sorvegliate a vista dalle SS e dai loro feroci cani: era in corso un rastrellamento della zona. Una donna, spinta da un soldato, cadde distesa con il figlioletto; un ufficiale, seccatissimo da quell’inatteso contrattempo, prese la rivoltella ed uccise i due disgraziati. In quel momento Oskar comprese il vero scopo della sua missione ed il vero significato di quel processo di “arianizzazione”: confiscare le aziende degli ebrei ai legittimi proprietari per darle in mano agli “ariani” tedeschi, sfruttare la manodopera israelitica fino alla schiavitù per poi rinchiuderla nei lager. Grazie anche all’incarico che ricopriva, Oskar poté trovare conferma alle sue supposizioni; ambizioso, all’inizio aveva capito solo una cosa: che grazie all’assoluta legalità di utilizzare la manodopera ebrea a basso costo, poteva realizzare i suoi sogni di vita gaudente e tante donne. Ora si rendeva conto che aveva una doppia possibilità: continuare ad arricchirsi e, contemporaneamente, salvare centinaia di persone dalla morte sicura dei campi di concentramento.
Come prima cosa, a proprie spese, ingrandì la fabbrica di vasellame e pentole smaltati, assunse altri ebrei che, dai 140 iniziali, dopo due anni divennero 900. Nel frattempo riusciva abilmente a gestire i rapporti con le autorità naziste e gli alti funzionari del partito: organizzava spesso delle festicciole o seratine in locali lussuosi e discreti, con cenette a base di raffinate pietanze e vini pregiati, mentre alcune graziose e compiacenti ragazze, “assunte” dalla sua bionda segretaria Victoria Klonowska, animavano la riunione. Durante queste serate Oskar riusciva ad ottenere ciò che serviva al suo compito: dai permessi di assunzione agli ordinativi di materiale da produrre, grazie anche alla collaborazione della sua amante, Ingrid, che lavorava come ispettrice in una fabbrica di ex ebrei. L’unica assente era la moglie Emilie, che aveva rifiutato di seguirlo in Polonia, cosa di cui Oskar non era affatto dispiaciuto. Naturalmente anche i favori delle SS, a parte le cenette, avevano un prezzo, molti funzionari erano assai interessati ad un alto genere voluttuario: ori, opere d’arte, gioielli di altissimo valore, tutto materiale che Schindler doveva acquistare alla borsa nera. 
Ma i tempi sembravano volgere al peggio, un giorno venne a sapere che alcuni dei “suoi” operai erano stati rastrellati dalle SS; decise che era tempo di cambiare tattica. Per buttare polvere negli occhi delle autorità creò un vero e proprio lager, con tanto di muri e filo spinato, torrette di controllo, bagni per la disinfestazione, baracche, spiegò che voleva riuscire a portare la produzione della fabbrica a pieno regime, impiegando gli operai per 24 ore al giorno, inoltre li voleva sul posto per sfruttarli meglio. In realtà tutte le famiglie scritte nella lista di Schindler, pur lavorando forzatamente nella fabbrica, riuscirono ad evitare i campi di concentramento e sfuggirono ad una morte tanto atroce quanto sicura. In tutto aveva alle sue dipendenze 800 uomini e 300 donne, che poco dopo raggiunsero, complessivamente, il numero di 1100.  Tuttavia non tutto filava sempre liscio, come quando, durante una festicciola all’interno della fabbrica, cedendo alla sua innata debolezza per le belle donne, fu visto dare un bacio, non proprio casto, sulla bocca di una giovane ebrea. Gli ufficiali della Gestapo lo arrestarono con l’accusa di aver violato le disposizioni razziali, secondo le quali “…era assolutamente vietato ad un ariano avere contatti con un ebreo..” Ma anche questa volta Oskar riuscì a scamparla, grazie alla sua segretaria: subito dopo l’arresto la bella Victoria corse da uno dei più alti comandanti delle SS con un preziosissimo anello di diamanti “...un piccolo dono da parte di Herr Schindler...”, disse la donna e Oskar fu rimesso in libertà. Essendo i prodotti della sua ditta di pessima qualità, rimediava comprando alla borsa nera enormi quantitativi di munizioni che rivendeva, spacciandoli per suoi. Verso la fine della guerra, nel 1945, i tedeschi iniziarono a ritirarsi dalle zone occupate e gli ebrei iniziavano a non aver più bisogno di lui. Per Schindler era arrivato il momento di pensare alla fuga, perché i russi avrebbero potuto scambiarlo per un collaborazionista. Fuggì a Francoforte con la moglie, ma povero e senza più niente.
Nei tempi del dopoguerra gli ebrei salvati, rifugiati in Israele, saldarono il debito di riconoscenza nei suoi confronti e lo aiutarono: gli fornirono i capitali per aprire una fabbrica in Argentina, che fallì pochi anni dopo. Dovette, quindi, rientrare in Germania. Oskar Schindler morì a Francoforte, il 9 ottobre 1974.

OSKAR SCHINDLER eroe per caso e per piacere
Dietro Lo Specchio Dell'Astrologia