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Anno 9
Numero 10
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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MARX GENIO DI
QUESTO SECOLO
La vita e lopera dellideologo tedesco
Almalinda Giacummo
Pur avendo ottenuto i risultati poco felici noti a tutti,
lidea scaturita dalla geniale mente di Marx è a tuttoggi riconosciuta come
una fra le più brillanti, anzi, la più brillante di questo secolo. A stabilirlo è stato
un grande sondaggio effettuato tramite internet, nel quale lideologo tedesco ha
battuto personaggi del calibro di Einstein e Newton: certo, la sua vittoria sa tanto di
lancio pubblicitario per una nuova biografia dissacrante appena uscita in Inghilterra, ma
anche la nuova fama acquisita nellultimo anno dalla sua tomba a Highgate pare
testimoniare a favore di una vittoria meritata.
Figlio di ebrei tedeschi (la mamma discendeva da rabbini
olandesi), si vide costretto a cambiare religione alletà di sei anni quando il
padre Hirschel, consigliere di giustizia sotto il dominio prussiano della Renania, venne
obbligato a rinnegare la sua religione per conservare il posto, cambiando addirittura il
nome nel più tedesco Heinrich: in questo modo conservò lo stipendio e fece trascorrere
una vita senza preoccupazioni economiche alla famiglia. A Treviri Karl studia materie
classiche e si diploma a 17 anni, pur facendo una pessima figura per quel che concerne la
religione; si iscrisse successivamente a Giurisprudenza, ma la sua indole lo spinse verso
le materie storico-filosofiche, nonché economiche, con uno zelo spesso criticato dal
padre, preoccupato per questa sua frenesia di imparare tutto il possibile, a volte anche a
scapito della salute. Inoltre, si innamorò di una compagna di giochi della sorella
Sophie: si chiamava Jenny von Westfhalen e sarà lamore di tutta la sua vita. Per
contrastare questo rapporto damore, Karl venne mandato a studiare a Berlino. La
lontananza fece scaturire la sua vena poetica che si condensò in tre bei libri di poesie.
Trasferitosi a Jena, si laureò a 23 anni e, finalmente libero dalleccessivo amore
del padre defunto tre anni prima, si dedicò al tema del sociale, scrivendo sulla
Rheinische Zeitung, giornale chiuso un anno dopo, nel 1843, dopo una lunga lotta contro la
censura prussiana e laccusa di comunismo. Per la gioia dei governanti prussiani
decise in seguito di lasciare Berlino, essendo i suoi "sentimenti ultrademocratici in
contrasto con il principio dello stato prussiano". Per tutta risposta egli affermava
che "in Germania si falsifica se stessi". Trasferitosi a
Parigi, ormai sposato, dirigerà il rivoluzionario giornale dal nome
Deutsche-französische Jahrbücher, promotore di unalleanza culturale fra francesi e
tedeschi con lo scopo di un comune rinnovamento sociale. Ma la collaborazione con Arnold
Ruge non ha lunga durata e dopo il primo numero la rivista venne sospesa, anche per le
difficoltà di diffusione incontrate in Germania, e lacuirsi del dissenso
dottrinario fra i due principali interpreti. La nota comica fu che il compenso pattuito in
qualità di direttore, la ragguardevole cifra di 500 talleri, gli venne corrisposta una
sola volta, per il singolo numero uscito, e per giunta in copie della stessa rivista! La
sfortuna continuò a seguire la novella famiglia Marx e ci si mise di mezzo anche il
governo francese che, a causa di alcuni articoli da lui pubblicati, ne ordinò
lespulsione nel 1845. La nota più positiva del soggiorno parigino fu
lamicizia con Engels: in effetti, si trattò quasi di un sodalizio di ideali che
ebbe i suoi effetti anche nella vita pratica. Engels, infatti, era ricco di famiglia e la
sua abbondanza in fatto di denaro si rivelò provvidenziale quando lamico Marx era
in ristrettezze economiche. Engels era comproprietario della fabbrica del padre, poi
proprietario unico, i proventi erano divisi con Marx.
Karl, Jenny e la figlioletta, Jenny come la mamma, passarono
quindi a Bruxelles, dove il governo lo obbligò a firmare un accordo in base al quale non
avrebbe mai pubblicato nulla di politico sul suolo belga: inoltre, il governo prussiano
insisteva perché fosse cacciato dal Belgio. La soluzione fu la rinuncia alla cittadinanza
prussiana. Nonostante gli accordi presi, il comunismo belga ebbe dalla sua presenza un
notevole incremento, si iscrisse alla loro Lega dei Comunisti e insieme ad Engels scrisse
il "Manifesto del Partito Comunista" che verrà pubblicato a Londra nel 1848. Si
tratta della descrizione dei momenti decisivi della lotta fra borghesia e proletariato,
con le idee basilari del comunismo scientifico moderno, la critica del socialismo
contemporaneo e la predizione della lotta di classe.
Nel 1848, rovesciata in Francia la monarchia borghese, il re del
Belgio si trovò costretto a far disperdere dal suo esercito i molti assembramenti che
erano venuti a costituirsi: Marx e la sua famiglia vennero arrestati ed in seguito espulsi
dal paese, perché agitatori. La rivoluzione francese aveva dato il via ad altri
cambiamenti, così Marx tornò in Germania, a Colonia, dove fondò il Neue Rheinische
Zeitung: ma anche la vita di questo giornale fu piuttosto breve, come la permanenza dei
Marx a Colonia e in generale in Renania; verranno espulsi di lì a poco, costretti a
vendere tutto per poter mangiare ancora il pane dellesilio. Dopo altre
peregrinazioni in Germania ed in Francia, la famiglia Marx approdò in Inghilterra:
frodati nel primo appartamento a Chelsea (la loro pigione verrà intascata
dallaffituaria ma non versata al padrone che li caccerà in malo modo), si
stabilirono a Soho, uno dei quartieri più poveri e tali saranno sempre: del resto, è un
rivoluzionario comunista che rifugge da ogni compromesso con la borghesia e può fare solo
il giornalista delle sue idee che, di conseguenza, non trova ingaggi fantasmagorici. In
questo periodo di ulteriori privazioni si dedica alla stesura del Capitale, nelle sale del
British Museum: è anche il periodo della sua collaborazione con il New York Tribune,
americano vagamente socialista, ma a buon prezzo, nonostante la cavillosità dell'editore.
La sua vita da ora in poi sarà un continuo chiedere i soldi ad amici e parenti:
per comprare il pane, per la bara della figlioletta Franziska, per la carta su cui
scrivere gli articoli, per i francobolli. Il Monte di Pietà è rifugio in caso di estremo
bisogno e Pophaus, casa delle favole, per i figli di Marx: ci sarà pure qualcosa da
impegnare! Muoiono e nascono altri figli in casa Marx: si tratta dellunico maschio,
Edgar, e di Eleanor. Per Edgar non è una malattia specifica, come la bronchite della
piccola Franziska, ma la pessima qualità della vita, con le fogne di Soho che passano
attraverso delle strane strutture realizzate per seppellire dei morti di peste. Per un
breve momento la situazione pare migliorare: uneredità inaspettata fa tirare il
fiato a tutti, ma la fortuna dura poco e la miseria torna a farsi sentire. La vita di Karl
Marx si svolge con il giorno dedicato a lavorare per sfamare la sua famiglia e la notte
dedicata alle sue opere: scriverà ad Engels "Credo che nessuno abbia mai scritto di
denaro con una simile mancanza di denaro". In seguito, si ammalarono sia lui sia la
moglie, ma tutto andò a finire bene, compresa unamnistia del re Guglielmo di
Germania: Marx tornò così sul continente, facendo il giro di alcuni parenti e rientrando
finalmente nella natìa Treviri. Solo temporaneamente, però, perché di sentimento
"non monarchico". A Londra la situazione non è semplice e di fronte alla
prospettiva di sapere lintera famiglia Marx sparsa fra case ed ospizi Engels ci
mette "una pezza" da cento sterline: per ora vanno ancora avanti. Sarà però la
morte dell'amico Wilhelm Wolff, nel 1864, a dare ulteriore sollievo: Marx ne venne
nominato erede e lui, per tutta riconoscenza, gli dedicò il primo volume del Capitale. Da
ora in avanti la situazione sarà meno dura e Karl si godrà i figli restanti,
specialmente la piccola Tussy, cioè Eleanor, di circa 10 anni, la beniamina di casa.
Finalmente, dopo 18 anni di lavoro, il Capitale è completo: il
socialismo ed il comunismo esistevano già prima di Marx, ma egli diede loro un contenuto
scientifico. Egli si chiede come possa esistere il guadagno quando si compra una cosa ad
un giusto prezzo e la si rivende ad un giusto prezzo: non dovrebbero essere questi due
uguali, giusti? La risposta sta nella forza-lavoro: questa viene offerta dal lavoratore in
cambio del denaro che serve a lui ed alla sua famiglia per vivere. Ma, in effetti, egli
lavora più del necessario: è questo il plus-lavoro che dà il plus-valore, quello che fa
crescere sempre di più il capitale. Il lavoro in più che non viene retribuito fa
accrescere i guadagni del padrone, del capitalista. E il rapporto innaturale creato
dalla società borghese: con laumento del capitale del borghese aumenta anche lo
stipendio del lavoratore, ma questo sarà sempre sottomesso e sfruttato. La conduzione di
un simile sistema capitalistico ha poi bisogno di una serie di strutture a tenaglia, quali
le banche e le borse: con laccumularsi del capitale, cresce la sua forza di
espansione e la sua forza lavoro, con la forza, la coscienza di classe e lo spirito di
rivolta: in pratica, il Capitalismo sarebbe un cane che si morde la coda.
La vita andrà migliorando per la famiglia: Engels riuscì finalmente a
liberarsi del "bestiale commercio" e cedette parte della liquidazione a Karl, il
quale non patirà più la miseria nera di prima. Ma la sorte resterà sempre avversa e la
malattia e la successiva morte di Jenny aggraveranno anche la sua salute, tanto malandata
da non concedergli neanche le forze per seguire il feretro delladorata moglie. Tempo
due mesi e la seguirà: è il 14 marzo del 1883. Engels pronuncerà sulla sua tomba uno
dei discorsi più famosi mai enunciati: "Come Darwin ha scoperto la legge dello
sviluppo della natura organica, Marx ha scoperto la legge dello sviluppo della storia
umana, cioè il dato elementare- nascosto finora sotto il velo delle ideologie- che gli
uomini prima di tutto devono mangiare, bere, avere una casa e vestirsi, prima di occuparsi
di politica, di scienza, di arte, di religione e che di conseguenza la produzione dei
mezzi materiali per lesistenza e il grado di sviluppo economico di un popolo e di
unepoca sono la base sulla quale si sviluppano le istituzioni statali, le concezioni
giuridiche, larte, e perfino le idee religiose degli uomini
".
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