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Anno
9
Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 


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Personaggi della Cultura
del segno del 

TORO
INDRO MONTANELLI: DIETRO LO SPECCHIO dell'Astrologia il padre storico del giornalismo moderno

Antonia Bonomi

Si avvia a diventare centenario Indro Montanelli (sembra che all'anagrafe si chiami Cilindro), che il 22 aprile compirà novantun anni. I detrattori diranno che è l'"acido" del suo spirito a conservarlo tanto bene, ma ben venga l'acido. Spesso mi trovo d'accordo con lui, ma anche quando non lo sono, non posso fare altro che prendere nota delle sue intuizioni, delle sue sottigliezze, dello spiritaccio con il quale mette a nudo le situazioni e i difetti dell'Italia e degli italiani.
Le sue origini sono toscane, e l'accento mantenuto religiosamente ne è uno specchio, un suo parente,
Indro MontanelliGiuseppe Montanelli, vissuto a cavallo della metà del 1800 fu patriota, giornalista, scrittore, antagonista di Giuseppe Mazzini, nel 1859 deputato all'Assemblea toscana e fiero oppositore dell'annessione al Piemonte. Buona famiglia, non mente. Montanelli, prima di diventare giornalista a tutti gli effetti, è stato lettore di lingua italiana all'università di Tartu, in Estonia, e sempre in questa nazione direttore dell'Istituto italiano di cultura. L'inizio giornalistico è stato come corrispondente di guerra e di viaggi. Molto successo ebbero le sue corrispondenze fra il 1939 e il 1940, al tempo del conflitto russo-finlandese. Articolista di costume e inviato speciale tra i più noti da tempo immemorabile, fondò il Borghese con Longanesi, tenne una rubrica su L'Europeo, firmandosi Marmidone. Nella redazione del Corriere della Sera è dal 1938. Ironico, spregiudicato e intelligente, scrive una serie di "ritratti" di personaggi famosi che sono pubblicati anche in raccolte parziali. Scrive e pubblica racconti e romanzi brevi, testi teatrali, dal suo Il generale Della Rovere, Roberto Rossellini trasse il film omonimo. Instancabile, scrive la Storia di Roma, dei greci, realizzando un notevole successo editoriale. L'elenco dei suoi titoli non è lungo quanto una guida telefonica, ma poco ci manca. Nel 1973 lascia il Corriere e nel 1974 dirige il quotidiano Il giornale nuovo, fondato con altri giornalisti e redattori. E continua a pubblicare volumi nella fortunata collana di divulgazione storica dedicata all'Italia, in coppia con Roberto Gervaso che, si può dire, sia nato alla sua ombra. Gli ultimi volumi pubblicati, invece, sono in collaborazione con Mario Cervi, con il quale ha curato anche i fascicoli dedicati ai Grandi fatti. I suoi corsivi del Giornale Nuovo, dal 1978 al 1981, sono stati raccolti nel volume Controcorrente. Uscito da questa testata, si è ritirato a vita semi privata, apparendo settimanalmente in televisione, su TMC, intervistato dal Elkan, mentre su Gente risponde alle domande del direttore Occhipinti.Indro Montanelli
Nel privato, è vedovo di Donna Letizia, pseudonimo di Colette Rosselli, signora che negli anni della mia adolescenza impartiva lezioni di bon ton dalle pagine di un settimanale femminile, Grazia se non ricordo male. Non ha figli. Che si sappia.
E dietro lo specchio, che cosa troviamo? 
Un Toro fortunatissimo quanto a circostanze e fortunatissimo per essere nato con l'intelligenza che ha, ben veicolata da una Luna in Gemelli, quella che fa il giornalista, mentre lo "specialista" è indicato da Giove nella Vergine. Certo, ha un pessimo carattere, non per niente Mercurio e il Sole sono strettamente congiunti, è sprezzante, aggressivo e polemico per principio, consapevole della propria cultura e della propria superiorità. Ma l'insieme è, alla fine, sufficientemente armonioso, soprattutto per quanto lo riguarda. È bastian contrario e si diverte a farlo, è un gran dritto ultradisinvolto e spregiudicato, è un calcolatore, è egoista e molto accorto in fatto di quattrini, ha una fertilissima fantasia perciò bisogna credere a quello che racconta togliendo un po' di frangia, ma tanto di cappello: fama e longevità se li è guadagnati per avere realizzato i talenti a disposizione. Guardando il suo quadro, infatti, non mi viene spontaneo dire: peccato, avrebbe potuto…piaccia o non piaccia, lui aveva quello a disposizione e l'ha usato tutto.