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Anno
9
Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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VERGINE
YASSER ARAFAT un personaggio complesso e controverso 

Antonia Bonomi 

“Yasser ARAFAT lucidità dubbia, salute debole, nessuna flessibilità”, queste sono le mie previsioni per il 2004 e che per un anno sono state sul giornale. L’11 novembre 2004, alle ore 3.30 è morto a Parigi.
Mohammed Abd al-Rahman Abd al-Raouf Arafat della famiglia degli Husseini nasce a il Cairo da una famiglia benestante di commercianti originaria di Gerusalemme. Quando?  Arafat, affermava di essere nato il 4 agosto 1929 a Gerusalemme, mentre il certificato di nascita ufficiale riporta che è nato a Il Cairo il 24 agosto 1929, data che ho sempre usato per le previsioni e che non mi ha mai tradito.
Rimasto orfano di madre a quattro anni, trascorre tre anni Gerusalemme presso uno zio per tornare in Egitto quando il padre si risposa. A il Cairo frequenta la scuola e nei ricordi della sorella Inam era uno studente mediocre ma con una forte inclinazione al comando: faceva marciare i compagni imponendo loro di portare in testa un coperchio e picchiandoli se non facevano i bravi soldatini.
Si iscrive all’università in America, Texas, è affascinato dalla Fratellanza Musulmana e dai fermenti rivoluzionari egiziani. Torna a il Cairo, si iscrive ad ingegneria dove non brilla per dedizione allo studio ma per attaccamento alla politica, si spaccia per egiziano per essere eletto rappresentante di facoltà. È tra i seguaci della rivolta anti-britannica, va ai comizi di Nasser con la pistola. Schedato, è abbandonato dai compagni. Conseguita la laurea nel 1956 la famiglia gli trova un lavoro presso un’impresa edile e la sorella gli combina un matrimonio con una cugina del proprio marito. Arafat si trasferisce in Kuwait  dove nel 1959 fonda, con altri componenti delle fazioni ribelli, "al-Fatah".
Dopo la sconfitta nella guerra araba contro Israele nel 1967, al-Fatah converge nell'OLP, l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, nel febbraio 1969 Yasser Arafat diventa presidente del Comitato Esecutivo del Consiglio Nazionale della Palestina. Con il suo carisma Arafat indirizza l'OLP verso la causa palestinese allontanandola dai disegni panarabi. Nel 1973 diventa Comandante in capo dei gruppi armati palestinesi.
Nel luglio 1974 Arafat decide una svolta importante dell'OLP, rivendicando per il popolo palestinese il diritto all'autodeterminazione e alla creazione di uno Stato palestinese; a novembre, in un discorso all'Assemblea delle Nazioni Unite , Arafat chiede una soluzione pacifica, politica, per la Palestina, ammettendo implicitamente l'esistenza di Israele.
Nel 1983, nel pieno svolgimento della guerra civile libanese, sposta il quartier generale dell'OLP da Beirut a Tunisi e, nel novembre di cinque anni più tardi, proclama lo Stato indipendente di Palestina. Chiede inoltre il riconoscimento delle risoluzioni Onu e chiede di aprire un negoziato con Israele.
Nell'aprile 1989 è eletto dal Parlamento palestinese primo Presidente dello Stato inesistente, lo Stato di Palestina.  
Durante la guerra del Golfo Arafat  si schiera con Saddam,  Una scelta che attira su di lui il sospetto di avere a che fare con le frange terroristiche che pullulano in Medio Oriente. Da qui l'incrinarsi della sua credibilità come controparte sul piano delle trattative con Israele.
Per quanto guardato con sospetto,  Arafat è sempre rimasto l'unico interlocutore attendibile, poiché è stato l'unica personalità che per anni i palestinesi hanno riconosciuto come loro portavoce, escludendo almeno apparentemente le frange estremiste.
Un primo tentativo per il dialogo fra ebrei e palestinesi è stato fatto con la conferenza per la pace in Medio Oriente a Madrid, poi con trattative segrete portate avanti dal 1992, fino agli accordi di Oslo del 1993.
Nel dicembre di quest’anno per Arafat arriva un importante riconoscimento dell'Europa: il leader palestinese è ricevuto come capo di Stato dal Parlamento europeo, al quale chiede che l'Unione diventi parte in causa del processo di pace. Un anno più tardi, nel dicembre 1994, riceve il Nobel per la pace ex aequo con Rabin e Peres. Nel frattempo   si trasferisce a Gaza, dove guida l'Autorità Nazionale Palestinese (Anp).
Il resto è storia dei nostri giorni: il dialogo tra ebrei e palestinesi è tra sordi, una questione irrisolta, alla fine di ottobre 2004 Arafat viene stato trasferito a Parigi, in terapia intensiva, per curare il male che lo ha colpito. Nei giorni seguenti il suo ricovero si sono susseguite voci e smentite di una probabile leucemia, tumore e Aids, coma irreversibile o solo perdite di conoscenza fino alla morte.
Prima e dopo la sua morte si sono rincorse le voci sul “tesoro” di Arafat, si parla di oltre un miliardo di dollari, ma circola anche una cifra quattro volte tanto, denaro sparpagliato in conti segreti nei paradisi fiscali. A detta degli informati sono stati rintracciati 800 milioni… attorno al leader morente o morto si è scatenata non solo la corsa alla successione politica, ma anche la caccia all’eredità, capitanata dalla moglie Suha che pare abbia ottenuto un vitalizio di 22 milioni di dollari l’anno.
Com’era Yasser Arafat Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Riporto le poche righe scritte all’inizio degli anni ’70, quando il personaggio  si è affacciato prepotentemente alla ribalta mondiale:“Carismatico, diffidente, impulsivo e controllato, opportunista poco fine, sottile diplomatico se è il caso, pignolo e puntiglioso. C’è un’indicazione emblematica: non vuole arrivare alle soluzioni. Gioca, fa il levantino, ha bisogno di essere sempre sulla breccia per esibizionismo, se si trovano le soluzioni, lui che cosa fa poi? Non ha remore morali o sentimentali, gioca solo a modo suo e per scopi suoi”. 

SUHA TAWIL una ricca vita all’ombra e in memoria di un mito