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Anno
9
Numero
10

 

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Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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VERGINE
RICHARD GERE ufficiale e gentiluomo, ribelle, socialmente impegnato e tanto… 

Antonia Bonomi 

Nasce a Philadelphia in una famiglia numerosa (sono due maschi e tre femmine a dare un gran da fare a mamma Doris), appartenente alla classe media americana, il padre vende assicurazioni, studia filosofia  all'Università  del Massachusetts eRichard Gere contemporaneamente segue corsi di recitazione, si mette in luce nei corsi di ginnastica, ama il clarinetto e la tromba, per guadagnarsi da vivere tiene concertini dove si esibisce con assolo, continua a suonare il piano e la chitarra per piacere personale. Dopo due anni d'Università molla tutto e decide che la sua strada è recitare.
Va a New York, fa letteralmente la fame, dorme in un retrobottega e finalmente nel 1973 recita in teatro, in "Greese". Sembra gli sia stato offerto d'interpretare il film tratto da questo musical, ma che non abbia accettato perché "a teatro, con la gente in sala, si rinasce tutte le sere, lo faccia pure John Travolta". Intanto fa la comparsa in un episodio della serie Kojak,  nel 1975 debutta nel film tv  Strike Force e  al cinema con Reporter to the commissioner. Si mette in luce nel 1977 con una piccola e cattivissima parte, interpreta un amante brutale, nel film In cerca di Mr. Goodbar  e nel 1978 con I Giorni del cielo, dove interpreta uno dei poli di un rapporto sessuale a tre, per esplodere nel 1980 con American gigolo. Notare i casi della vita: la  parte era stata offerta in primis a John Travolta, che l'aveva rifiutata! Da quel momento, anche se non sono stati tutti successi consacrati dalla critica, ha recitato in film di ogni genere, drammatici e commedie, riscuotendo un immenso successo presso il pubblico, in particolare quello femminile. Nel Richard Gere e Kim Basinger1990 eccolo in Pretty woman, lui e Julia Roberts diventano una delle coppie più glamour dello schermo, nel 1991 è inserito fra le 50 più belle persone del mondo, è considerato all'unanimità un sex symbol anche ai nostri giorni. Nel 1981 si converte al buddismo, alla cui causa ha devoluto anche la somma ricevuta per aver interpretato per una multinazionale la pubblicità di un cioccolatino, difende i diritti di tutti i popoli espropriati della propria terra, che si tratti di indios dell'Amazzonia o africani non ha importanza. Personalmente mi chiedo come faccia ad abitare ancora negli Stati Uniti, visto che sono il frutto di un furto a danno dei pellerossa. Passando in rassegna alcuni dei titoli dei suoi film, e conoscendo i personaggi che ha interpretato, si può dire che li ha recitati proprio tutti, con un filo conduttore: il sesso! Ho detto che In cerca di Mr. Goodbar recitava la parte di un balordo di periferia dai gusti brutali in fato di sesso, in American gigolo si prostituisce con signore facoltose. In Ufficiale e gentiluomo è il proletario che si riscatta dai fallimenti dei genitori, superando prove durissime. In Nessuna pietà, uno dei film interpretati con Kim Basinger, è il poliziotto che aiuta una disgraziata semianalfabeta, pupa del gangster al quale era stata venduta da bambina. In Pretty Woman è il cinico dal cuore buono, in fondo romantico, in Affari sporchi torna a fare la carogna nel ruolo più negativo, finora, della sua carriera, con tanto di volgarità verbali, minacce sporcaccione alla moglie del suo antagonista. Lo ritroviamo poi tutto silenzi sospirosi, languidi sguardi e dolcezze in Sommersby, dove interpreta il ruolo di uno smemorato che seduce la forse mai stata moglie Jodie Foster, ancora con Kim Basinger in Analisi finale, dove interpreta lo psicologo che si lascia irretire da una paziente pericolosa, e in Trappola d'amore è alle prese con una moglie, Sharon Stone, e un'amante, salvo poi morirne. In Se scappi ti sposo è un giornalista che deve intervistare una svitata, Julia Roberts, che scappa sempre al momento di dire sì. Tra i film, non molto di successo per la verità, si trovano anche pellicole in costume, giusto per completare l'immagine di un attore a tutto tondo. Ultimamente è passato a ruoli di uomo che non riesce a farsi capire, oltre a non capire, le donne, o maturo amante che rifiuta di crescere.Richard Gere
Nel privato ha avuto una vita sentimentale movimentata e, ricorrente, l'accusa di essere omosessuale. Ha preso una clamorosa sbandata per Kim Basinger, la storia è stata platonica secondo l'attrice che, ad ogni buon conto, lo ha rifiutato. Richard non riusciva a farsene una ragione, le ha scritto alcune lettere autografe e… sorpresa, mentre rimprovera alla Basinger il suo silenzio, le scrive che con lei il "suo cuore si era aperto". Leggo in un'intervista rilasciata per la presentazione del film Il dottor T e le donne, che alla nascita del suo primo, e finora unico, figlio "gli si è aperto il cuore… non ci credevo nemmeno io". Altra ripetizione: nella  lettera di cui sopra alla Basinger la pregava di mettere una lanterna alla finestra se pensava di non essere lei la donna della sua vita, ma se pensava di esserlo, che di lanterne ne mettesse due. In una delle tante interviste circolanti, ecco Gere dichiarare di essere un figlio della terra, di voler fare a suo figlio lo stesso regalo, il più bello che gli fece suo padre, cioè la lanterna che il nonno agricoltore usava nelle buie albe per mungere le mucche.  Ripetitivo il ragazzo, dotato di relativa fantasia.
Tornando alla vita sentimentale, in gioventù sembra abbia avuta una storia con Susan Sarandon, di qualche annetto più anziana. Nel 1991, alla tenera età di quarantadue anni circa, si sposa per la prima volta con la top model Cindy Crawford. Matrimonio condito da un numero impressionante di pubblici litigi per culminare con l'improvvisa richiesta, da parte di lei, di divorzio, proprio mentre lui sta girando il  film Primo cavaliere con Sean Connery. I due attori litigano furiosamente perché Richard, appresa la notizia, vuole scappare dal set, mentre Connery, più realista o più avvezzo a storie sentimentali che finiscono, vuole continuare a girare. Circola la storia della sua omosessualità, a suo dire lo salva nuovamente il buddismo, conosce Carey Lowell, già madre di una bambina e già buddista convinta, da cui nel febbraio del 2000 ha avuto il figlio Homer, nome del padre di Gere, James come il nonno materno, e Jigme che in tibetano significa "Senza Paura".
Com'è Richard Gere Dietro lo Specchio dell'Astrologia?
Circolano due date di nascita, il 29 e il 31 agosto dello stesso anno, sempre Vergine ma con la Luna in segni diversi: nello Scorpione per la prima data, nel Sagittario per la seconda. Qual è la data giusta? L'ho studiato in tutti i risvolti ed è la prima data quella che meglio corrisponde alla vita e alle reazioni di Gere, anche nelle scelte professionali. Buddista finché vi pare, con al collo i "mala" regalatigli dal Dalai Lama per controllare le sue invidie, le sue rabbie, insomma tutte le personali emozioni negative che potrebbero condizionarlo, ma il sesso lo ha recitato, interpretato, esibito in tutte le salse, anche in quelle omosessuali per lo meno sul palcoscenico. 29 agosto, dunque, per un soggetto "piacevolmente tormentato". Che sia caratterizzato dalla Vergine, al di là dei Richard Gerecromosomi, al primo sguardo lo si riscontra negli occhi a seme di mela, piccoli e puntuti, indagatori. L'amore per la recitazione? Plutone nel Leone, Mercurio, Venere e Nettuno nella Bilancia che indicano anche amore per il bello,  senso della giustizia e, sommandosi alla Luna nello Scorpione, inclinazioni musicali. È timido dicono, senz'altro vero, ma è una timidezza che prende il via anche dalla diffidenza che nutre nei confronti del prossimo. Se i pianeti nella Bilancia lo fanno più morbido, più disponibile a lasciarsi andare, Sole e Saturno congiunti nella Vergine indicano introversione, scontento serpeggiante, diffidenza preconcetta. È intelligente, non un'aquila ma lo è, gli aspetti negativi non sono così incisivi essendo riscattati da altri aspetti favorevoli, resta il fatto che Gere tenda ad oscillare tra ottimismo e depressione, slanci e chiusure che possono renderlo piuttosto pesante da subire. La madre lo racconta come un bambino ribelle, per l'astrologia era capriccioso, un po' lunatico e suscettibile con quel suo Marte nel Cancro. Sommando questo Marte alla Luna nello Scorpione, ecco le sbandate epiche per le donne che non lo volevano, per lo meno non completamente, se ci aggiungiamo che Vergine e Scorpione sono potenziali masochisti, che tendono a fanatizzarsi un po' come Marte nel Cancro, che Sole e Saturno congiunti vogliono ottenere ciò che decidono, è facile intuirlo appiccicoso e pesantuccio quando prende una scuffia. Ma è un pratico, impara dall'esperienza, tutto sommato non ama le lotte, è anche pigro, si acquieta sentimentalmente e abbraccia la causa della difesa pacifica dei diritti dei popoli. Il buddismo sembra fatto su misura per lui, non avrebbe scelto certo la via dei talebani.
Ai primi tempi del suo successo si ricordano le sue liti furibonde con i fotografi, i calzoni abbassati davanti agli ammiratori: crisi di crescenza, cali di gusto da Luna Scorpione quadrata Plutone. Ma invecchia bene, ho già detto che impara dall'esperienza, è ambizioso, tutto sommato un formalista perbenista, aggiusta il tiro e presenta il suo lato migliore, quello Vergine-Bilancia così per bene, così conveniente. L'omosessualità? Qualcosa che non funziona c'è nella sfera sessuale di Richard Gere, un certo che di effeminato, d'ipersensibile, la saltuaria tendenza a farsi dominare, ma non bisogna dimenticare che ha, anche, i piedi a terra e non farebbe mai niente che possa nuocere alla sua immagine, per lo meno non in modo aperto. In ogni caso, è una tendenza più psicologica che fisica, può corrispondere anche a periodi d'impotenza. È discretamente fortunato, non tantissimo, la sua fortuna è, probabilmente, l'essere nato con un buon intuito, un bello spirito pratico, narciso e ambizioso quanto serve, masochista quanto basta per avere l'aria malinconica, un po' tormentata che attira il gentil sesso, tutto sommato egoista e tanto… noioso. Sì, è noioso, la fantasia è relativa, Richard Gere è… un luogo comune, dà l'impressione del "tanto rumore per nulla",  "uno, nessuno, centomila". Più che di sentimenti e carne, o suscettibilità e ombrosità come poteva essere da bambino e agli inizi della carriera, sembra un bell'oggettino, per le amanti del tipo, costruito su misura. Non mi ha mai fatto girare la testa, ma confesso di essere seccata da questa conclusione. Sembra proprio un uomo qualunque, uno di quelli di cui si dice: "ma che palle!", di quelli che chiacchierano e dicono cose scontate, che amano le contorsioni mentali, pronti però a superarle se vanno troppo per le lunghe e se compare qualche novità interessante, interessato molto superficialmente di tutto ciò che è diverso, meglio se un pochino snob.