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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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VITTORIO GASSMAN DIETRO LO SPECCHIO DELL'ASTROLOGIA fa il verso a Pirandello
Antonia Bonomi
Di Vittorio Gassman ho un ricordo personale: oltre che in qualche manifestazione
pubblica, ci siamo incontrati un paio di volte nella libreria vicina alla casa d'entrambi
e mi ha sempre riconosciuta dalla voce, emergendo dalle scaffalature per salutarmi e
rimproverandomi sempre perché non faccio l'attrice, la doppiatrice poiché, secondo lui,
ne ho il fisico e la voce, bontà sua, bellissima.
Che dire? Come attore l'ho sempre stimato e apprezzato, i suoi film li ho sempre visti
volentieri e spesso divertendomi moltissimo, è riuscito persino a farmi
"digerire" Alberto Sordi quando recitavano insieme. Come persona mi attirava e
mi respingeva, in particolare negli anni giovanili. il suo quadro l'ho avuto e l'ho
davanti agli occhi da almeno trent'anni, vedevo benissimo i difetti e vedevo benissimo le
qualità. Bene, quello che m'infastidivano erano proprio i difetti vissuti come se fossero
solo quelli l'essenza della sua personalità. Che fosse timido era chiaro, narcisista ed
egocentrico anche, polemico per carattere e per atteggiamento, ma non riuscivo a trovare
l'ironia che, pure, nel suo quadro c'è. Bello, perché era proprio bello anche
invecchiato, alto e diritto, fortunato ed abile nel costruire la propria fortuna, gigione
da morire, presuntuoso all'inverosimile, fingeva l'ironia e personalmente avvertivo lo
stridore. L'ha trovata, o portata a galla, quella vera, il giorno nel quale ha ammesso,
parole sue, di essere stato un "grande stronzo" nella sua vita.
Si parla molto delle sue donne, delle passioni travolgenti che ha suscitato e dei grandi
dolori che ha dato, delle sbronze colossali, per sua ammissione ha passato otto anni sotto
spirito, e del suo "male oscuro", la depressione. È possibilissimo che il
Gassman maturo, quello vicino all'ultima moglie Diletta D'Andrea, si sia accorto di avere
avuto molto dalla vita, ma di avere anche vissuto in modo futile, rimproverandosi di non
avere esercitato un maggiore autocontrollo. Forse, si sarebbe anche divertito di più.
Depressione?, spettri di un passato da "bello e dannato" recitato anche nella
vita con qualche rimorso per le molte sberle date? Una cosa è certa, che avesse o meno
ritrovato Dio, con l'ammissione di essere stato uno stronzo ha assolto se stesso e ha
ritrovato se stesso, quello vero, il signore, l'aristocratico, l'umano.
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