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Anno
8
Numero
25

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

Salute e benessere

 
TINTARELLA, AMATA MA...
quanti rischi se non si seguono poche regole ma buone

Almalinda Giacummo

Cosa succede al nostro corpo quando ci abbronziamo? La pelle assorbe i raggi ultravioletti e quelli infrarossi, questi ultimi alzano la temperatura corporea e stimolano benefici effetti. Gli ultravioletti, invece, causano diverse reazioni sulla pelle: si liberano  sostanze che raggiungono la parte superiore del derma e provocano la dilatazione dei capillari sanguigni con il tipico arrossamento della scottatura e l’aumento della temperatura cutanea, in pratica l’eritema solare. Poi la pelle innalza le sue difese e fa affiorare una macromolecola di colore scuro, la melanina, che ha la proprietà di assorbire i raggi ultravioletti creando una specie di barriera protettiva: la tintarella. Per evitare i risvolti meno piacevoli anche esteticamente, l’adattamento della pelle alle condizioni di “sole” deve essere graduale, considerando l’altitudine e la latitudine, il periodo dell’anno e la situazione meteorologica, il fototipo e lo stato di salute del soggetto. Per le prime due ipotesi vale il concetto che più in alto ci si trova e minore è lo strato di atmosfera sopra di noi quindi i raggi solari sono più forti, più si è in prossimità dell’equatore più i raggi sono perpendicolari e pericolosi. In estate il sole è più alto sull’orizzonte ed i raggi attraversano meno atmosfera così come a seconda dell’inclinazione del sole e del luogo dove ci si trova, sabbia, neve, prato o acqua. Il fototipo si distingue anche a seconda della carnagione e dei capelli, poiché i melanociti sono posizionati sia alla base dell’epidermide sia nel bulbo pilifero: il 1° prevede persone che si scottano sempre e restano “bianche”, normalmente con capelli rossi e pelle lattescente (fattore di protezione 30; presenza di “feomelanine”, tipiche dei popoli anglosassoni e celtici); il 2° ha persone che si scottano facilmente, si arrossano costantemente e si abbronzano poco, con capelli dorati e pelle chiara (f.p. 16); al 3° appartiene chi non si scotta troppo spesso e si abbronza gradualmente, con capelli biondi e pelle chiara (f.p. 8; sia per il gruppo 2 sia per il 3 si ha la presenza di “ossi-eumelanine” ed “ossi-feomelanine”, tipica di gruppi misti); al 4° appartiene chi non si scotta quasi mai e si abbronza abbastanza in fretta, con capelli castani e pelle chiara (f.p. 6; presenza di “eumelanine”, tipiche dei popoli mediterranei doc); 5° gruppo: chi si scotta raramente e si abbronza molto rapidamente, con capelli castani e pelle scura (f.p. 3) ed è  6° chi proprio non sa cosa sia una scottatura e si abbronza quasi immediatamente, ha capelli scuri e pelle olivastra (f.p. 0). E’ ovvio che le varie combinazioni possibili sono molte di più, poiché il colore della pelle dipende anche dal flusso sanguigno, dal grado di ossigenazione dell’emoglobina e dalla presenza di caroteni nella dieta, oltre al sesso, all’età ed all’esposizione più o meno costante al sole.
Per raggiungere il risultato ottimale qualunque sia il nostro fototipo, è bene ricorrere ai filtri solari, ormai praticamente sicuri, esenti da intolleranze ed allergie. I sistemi sono due: uno che assorbe le radiazioni attraverso un meccanismo fisico a base di particelle di alcune sostanze come il biossido di titanio e l’ossido di zinco, la vasellina e la mica, che le riflettono meccanicamente, ed uno chimico che assorbe in maniera selettiva le radiazioni UV, a loro volta questi filtri sono divisibili in UVA ed UVB. I primi bloccano le radiazioni più lunghe ed il fotoinvecchiamento, cioè la formazione precoce di rughe, l’ispessimento e la perdita dell’elasticità cutanea, i secondi bloccano le radiazioni più corte ed evitano il loro effetto eritematogeno.
Per buona regola, i primi giorni tutti devono stare all’erta e nel caso di scottature o eritemi meglio stare al coperto e comunque usare degli schermi totali, almeno fino a quando la pelle non è un po’ pigmentata, considerando che la melanina impiega 4-6 giorni per essere prodotta dall’organismo.
Soprattutto attenzione nei fine settimana iniziali, quando cerchiamo “quel bel colorito” dell’estate scorsa: come i primi giorni di vacanza, possono essere considerati una sorta di periodo-finestra, cioè quando la pelle può irritarsi con maggiore facilità, con sensibili incrementi di scottature, luciti idiopatiche benigne (in poche parole eruzioni cutanee), dermatiti polimorfe, con macule, bollicine e vescicule pruriginose, orticarie solari, a base di pomfi pruriginosi ed eritemi, e dermatiti atopiche croniche, cioè eczemi sul cuoio capelluto e sul dorso delle mani.
Dopo qualche giorno di cauta esposizione il fattore di protezione può essere abbassato a seconda del tipo di pelle, così come la loro scelta deve essere effettuata sempre in base al tipo di pelle che si ha: ne esistono di idratanti e protettivi, più la pelle è grassa più è indicata la formula meno oleosa onde evitare la formazione di antiestetici foruncoletti; è poi sempre bene verificare se si tratti di un prodotto resistente all’acqua, in caso contrario bisogna ricordarsi di ripassarlo su tutto il corpo dopo ogni bagno o doccia, e ogni tanto durante l’esposizione al sole, considerando che si suda. Anche nel caso in cui sia indicato espressamente come resistente all’acqua, è comunque necessario rispalmare il filtro dopo un bagno prolungato. Va steso in modo uniforme su tutto il corpo, cercando di non dimenticare neanche un centimetro di pelle e magari insistendo sulle zone più delicate come il retro delle ginocchia, le orecchie o la zona ascellare. E non dobbiamo pensare che siccome stiamo sotto il pergolato o l’ombrellone siamo al riparo dal sole e possiamo permetterci di non proteggere la pelle, poiché i raggi solari passano anche attraverso i tessuti, la classica maglietta di cotone assicura una protezione 5, ed addirittura alcuni tessuti sono fatti apposta per garantire un’abbronzatura integrale pur con una perfetta copertura “pubblica”, mentre i costumi in nylon e lycra quando sono bagnati sono completamente “trasparenti”. Allo stesso modo non è utile rinfrescarsi con l’acqua di mare o con gli schizzetti: al momentaneo refrigerio segue una disidratazione generale della pelle, dopo il bagno o la doccia è bene asciugarsi completamente. Meglio usare l’acqua solare, preventivamente arricchita di sostanze idratanti e calmanti. Se sulla nostra pelle ad una leggera pressione si forma una chiazza chiara, vuol dire che è arrossata e che occorre andare al riparo, sia al mare sia in città.
Ma se proprio non siamo riusciti ad evitare la scottatura o l’eritema allora è bene allontanarci dal sole e mantenere la pelle ben idratata. Se la scottatura è più grave, si deve usare un preparato cortisonico, stare al coperto per alcuni giorni, riprendere con calma l’esposizione e sempre con filtri potenti. In caso di scottatura con “bolle”, meglio preparati per ustioni generiche, il controllo di un medico e ombra per almeno una settimana.
Per evitare questi problemi, però, l’unico modo è conoscere il sole: non serve fare lampade perché la melanina prodotta dai lettini è solo superficiale, così come inutili sono le creme autoabbronzanti; olio e latte abbronzanti andrebbero usati alternativamente, perché il primo penetra più in profondità ed accelera la colorazione, il secondo invece idrata meglio. Gli esperti consigliano inoltre di spalmare i filtri 20-30 minuti prima di esporsi al sole.
Un aiuto sicuro lo danno i doposole: contengono sostanze idratanti quali l’aloe, l’acido ialuronico, e nutrienti, come il burro di karité, l’olio di cocco, di jojoba e di avocado, che aiutano a ricostituire il mantello idrolipidico della superficie della pelle, così come servono a ridare tono, con collagene, elastina, estratti di echinacea ed equiseto, vitamine A ed E, e a decongestionare il tutto attraverso il bisabololo, l’amamelide, la malva, il tiglio e l’acido glicirretico. Dobbiamo poi prestare attenzione ai profumi ed ai cosmetici profumati che possono causare irritazioni e macchie sulla pelle, così come i deodoranti alcolici, alcuni medicinali che possono scatenare fotoallergie e fotosensibilizzazioni, evitare assolutamente l’uso di specchi che se accelerano l’abbronzatura, sottopongono anche la pelle ad uno stress eccessivo ed aumentano il rischio di danneggiare gli occhi, che vanno comunque protetti con occhiali da sole schermati: il rischio è di contrarre fotocongiuntiviti, cecità temporanea, cataratta e lesioni del cristallino. E’ anche bene ricordare che alcune malattie peggiorano al sole: dermatite atopica e seborroica, lupus eritematoso, lichen planus, herpes simplex, eritema polimorfo, alcune forme di acnea e rosacea.
Per quanto riguarda i  bambini il controllo deve essere maggiore, meglio non lasciarli al sole nelle ore calde della giornata, proteggerli comunque con fattori di protezione alti, magliettine e cappellini, farli bere spesso bevande a temperatura ambiente per combattere la disidratazione, arricchire la dieta di frutta e verdura.
Riassumendo le regole importanti: un’esposizione equilibrata e graduale, protetta, lontano dalle ore zenitali, protetti da filtri ed occhiali, usare il doposole. Ricordiamoci che un buon filtro solare non protegge comunque dai danni causati dal sole e dal rischio di tumori della pelle: proteggono solo dall’eritema e prevengono l’invecchiamento cutaneo fotoindotto.
Il sole si rivela utile per alleviare gli stati acneici, sempre proteggendo la pelle con buoni solari, che non sono comedogenici, evitando però gli oli, che ungono e rendono la pelle lucida. I prodotti devono essere gradevoli al cliente, efficaci sia per il cliente sia per legge, ed innocui, quindi non dannosi di per sé. Meglio cambiarli da un anno all’altro e controllare la fotostabilità, quando segnalata: questa indica la capacità del filtro di rimanere inalterato in termini chimico-fisici dopo essere stato esposto alle radiazioni. In più la protezione dalle radiazioni UVA non è sottintesa, deve essere espressa sulla confezione!
Inoltre, per preparare la pelle, o per far finta di essersi già goduti un po’ di vacanza, o solo per non essere dei latticini ambulanti, si può ricorrere agli autoabbronzanti, utili soprattutto in città perché spesso contengono al loro interno anche dei filtri solari, una discreta azione idratante ed antietà. Quindi colore dorato e protezione in un colpo solo! Se al colorito non diamo importanza, il trucco aiuta comunque a tenere a bada i raggi ultravioletti, perché è una barriera per la cute ed agisce come un filtro fisico.
Troppe regole? No, in effetti basta solo un po’ di buon senso, soprattutto da parte di chi è convinto di avere una “pellaccia” ed alla fine passa buona parte della vacanza a lamentarsi per la scottatura rimediata!