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Anno 8
Numero 25
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Salute e benessere
BELLA
STAGIONE=VOGLIA DI SPORT Correre, camminare, nuotare, pedalare...
Almalinda
Giacummo
Con
la bella stagione tutti si riscoprono, chi più chi meno s’intende, sportivi:
persone che corrono, da sole o in compagnia, in strada, sui prati, lungo i
percorsi-vita, famiglie in bicicletta, sui pattini, boom di iscrizioni nelle
piscine e nelle palestre. Perché? Perché tutti siamo un po’ narcisisti,
abbiamo la coscienza sporca per le marachelle e le pigrizie invernali e perché
fare sport è salutare sia fisicamente sia psicologicamente.
Sì
ma chiunque può fare qualsiasi sport, come vuole, quando
e quanto vuole, mangiando a modo proprio e senza controllo medico? NO.
Generalmente si può dire che per essere, ad esempio, uno jogger non occorrono
doti particolari se non la buona volontà, la costanza e la pazienza. È molto
utile in caso di patologie quali il sovrappeso, il diabete, l’arteriosclerosi,
l’insufficienza venosa, certe malattie metaboliche e del cuore. Il tutto però
dosato in base alla gravità della patologia, dell’età e delle generali
condizioni di salute. La frequenza cardiaca è il metro della corsa: più alto
è il numero di battiti al minuto, più la corsa risulta intensa e più si è
“grandi”, come età, più la massima frequenza cardiaca che si può
raggiungere è bassa. La massima frequenza raggiungibile si misura numericamente
sottraendo a 220 la propria età, ma si tratta di una frequenza raggiungibile e
sostenibile per pochissimo tempo, poi si deve per forza rallentare. In linea di
principio, è sufficiente mantenere un valore pari al 65-70% del risultato.
Fisicamente
siamo come certe macchine: i giovani sono “a benzina”, fanno sforzi intensi
e brevi senza risentirne, i meno giovani sono “diesel”, sforzi prolungati ma
a bassa intensità.
L’energia viene presa dal corpo inizialmente dagli zuccheri poi, per le grandi
distanze, dai grassi quali il colesterolo ed i trigliceridi: il consumo di
questi grassi aiuta a pulire le arterie abbassando conseguentemente la soglia di
arteriosclerosi, infarti, ictus ed altre malattie circolatorie. A far da padrone
sono però i chilometri percorsi in una settimana: fino a 15 gli effetti
positivi sono quasi nulli, da 15 a 30 si arresta l’invecchiamento delle
arterie, si riducono gli accumuli di grasso sia nelle arterie sia nelle
coronarie, la pressione del sangue si abbassa. Più di 75 chilometri al mese
dimezzano le possibilità di morire per malattie cardiovascolari. Una regolare
attività fisica riduce quindi la pressione arteriosa e nel caso di ipertensioni
lievi può significare niente farmaci ed ulteriori conseguenze negative.
Nel caso di artrosi ed artrite si tratta della mancanza di sostanze che nutrono
le cartilagini a riposo, vuoi per sedentarietà-pigrizia, vuoi per una malattia
o un gesso. In pratica, la cartilagine non riceve sangue dalla circolazione ma
unico nutrimento resta il solo liquido sinoviale, che ha il compito di ridurre
l’attrito nell’articolazione durante il movimento, ma che a sua volta si
forma a sufficienza solo se la stessa articolazione viene mantenuta attiva.
Quindi proprio chi soffre sia di artrite sia di artrosi deve cercare di
camminare, andare in bicicletta e, magari, correre. Sempre sotto controllo
medico.
Per chi ha come unico problema la perdita di peso, si può dire che correre è
il modo migliore per dimagrire e mantenersi in forma, limitatamente a problemi
di obesità lieve o media. Per i forti obesi è meglio perdere chili pedalando,
nuotando o camminando, per non
gravare eccessivamente sulle già provate articolazioni. Per gli altri, invece,
è bene ricordare che se dopo una corsa di circa un’ora si sono persi anche
due o tre chili, si tratta per lo più di acqua che è stata “sudata” e che
l’effettiva perdita di peso è pari a circa 7,7 grammi per chilometro, circa
70 calorie. A cosa serve allora correre? E’ la costanza che dicevamo
all’inizio la preziosa alleata: dopo circa un mese “di corsa” per tre
volte a settimana il peso comincia a calare fino al raggiungimento di una buona
e bella forma fisica nei mesi successivi, raggiungimento coadiuvato da un
ridotto livello di stress, dalla produzione di endorfine che regolano il senso
di sazietà e dall’aumento del metabolismo basale che fa bruciare più calorie
anche a riposo. In più, le endorfine sono in grado di ridurre gli effetti della
tensione nervosa e dello stress quotidiano. Inoltre, durante attività fisiche
prolungate il cervello produce onde alfa, le stesse del momento fra la veglia ed
il sonno, dando quindi origine ad uno stato di rilassamento mentale. Per i
diabetici è bene sapere che ogni chilo di peso perso abbassa di 13 milligrammi
percentuali la glicemia: teoricamente, quindi, un diabetico potrebbe guarire
semplicemente correndo e dimagrendo, senza ricorrere a farmaci. Infatti, la
forma più comune di diabete, la 2, è detta anche alimentare, con “malati”
sedentari, in sovrappeso e con un pancreas che produce poca insulina. Se, però,
la malattia è di tipo 1, la situazione è diversa, perché il pancreas non è
più in grado di produrre insulina che, quindi, deve essere somministrata
periodicamente. La corsa non è proprio controindicata ma a causa degli sbalzi
di glicemia che può comportare deve essere programmata e seguita da
specialisti.
Anche in caso di gambe gonfie e pesanti la corsa può essere un aiuto, sommata a
calze elastiche, farmaci e, nei casi più gravi, interventi chirurgici. Questi
problemi sono causati da ristagni di sangue che, normalmente, va dal basso verso
l’alto, qui ristagna nelle vene spesse
volte fino a deformarle. La corsa fa in modo che l’intreccio di vene posto
sotto la pianta dei piedi venga schiacciato e spinga il sangue verso l’alto;
poi dà anche luogo ad una serie di contrazioni del muscolo del polpaccio che
coadiuvano la salita del sangue stesso verso il cuore. In effetti, la stessa
procedura viene stimolata dal camminare, ma
quando si corre ci si ossigena maggiormente e le profonde inspirazioni producono
una pressione negativa nel torace che risucchia il sangue dalla periferia al
cuore. E non occorre essere i velocisti! Se, però, la situazione è grave ed è
necessario un intervento chirurgico, la corsa va bene per la convalescenza e per
scongiurare la recidività. Esteticamente parlando, gli sport più semplici,
quali la corsa, la bicicletta ed il nuoto, favoriscono una conformazione
invidiabile!
Anche l’osteoporosi riceve dei benefici della corsa perché correre sollecita
le ossa ad arricchirsi di sali di calcio e conseguentemente ad indurirsi. Certo,
se la situazione è avanzata, meglio una disciplina meno “pericolosa” sia
per le ossa sia per le articolazioni. Correre, per certi versi, è più una
forma preventiva perché aumenta la quantità di calcio nelle ossa, mentre se la
si pratica già in menopausa può aiutare a rallentare l’eventuale profilarsi
della malattia.
Quindi correre fa solo bene? In generale si, ma controindicazioni ce ne sono
comunque: se le scarpe non sono adatte, i chilometri troppi per il proprio
livello, il percorso sbagliato, il riscaldamento e lo stretching non adeguati ed
eventuali fattori anatomici non calcolati, si rischia dalle banali infiammazioni
a problemi più seri.
Ma non tutti possono o vogliono correre, preferendo magari andare in bicicletta:
per ogni età e livello di allenamento, per chi ha seri problemi al cuore,
articolari e di sovrappeso. Uno sport che allena e mantiene in buone condizioni
arterie e cuore, ha minimi rischi per articolazioni, tendini e muscoli e può
essere calibrato in base alla propria situazione fisica. Innanzitutto consente
di ripartire il peso in più punti e non in uno solo come nel caso della corsa:
il sellino, il manubrio ed i pedali; è più leggero lo sforzo su articolazioni
e tendini, soprattutto se la distanza tra sellino e pedali è quella corretta:
l’angolo formato dal ginocchio a pedale abbassato deve essere compreso tra i
150 ed i 155 gradi, mentre la corretta posizione del piede prevede la base
dell’alluce sull’asse del pedale. E contrariamente a quanto si pensa non
serve solo per le gambe, ma anche per la parte superiore del corpo, con la persa
sul manubrio, che aumenta di intensità con la pendenza.
Se poi correre non ci piace e men che meno la bicicletta? Possiamo camminare,
sollecitando non solo gli arti inferiori, ma anche gli addominali, che
stabilizzano il tronco, le braccia, che oscillano avanti e indietro, le spalle
ed i muscoli dorsali. Un’ora a passo sostenuto può far bruciare più di 300
calorie: anche qui bisogna iniziare per gradi, facendo comunque esercizi pre e
post, e non ha praticamente controindicazioni.
Amate l’acqua? Perfetto! Il primo beneficio è l’effetto idromassaggio, che
tonifica, rilassa e favorisce il drenaggio dei liquidi, se poi è acqua di mare
meglio, perché contiene sali minerali ed oligoelementi che migliorano la qualità
della pelle. Nuotare è lo sport migliore perché allena tutti i muscoli
contemporaneamente specie con il dorso ed il crawl, che fanno bruciare più
calorie, tonificano tutti i muscoli
del corpo e migliorano la circolazione e la resa dei polmoni. E’ indicato
specialmente per gli obesi: aiutati dall’acqua nel sopportare l’eccesso di
peso, sono agili e liberi nel movimento senza alcun tipo di rischio per le
articolazioni. In più, oltre alle calorie bruciate nell’esercizio fisico in
senso stretto, ci sono anche quelle consumate per mantenere il calore corporeo.
Ovviamente ad ognuno il suo stile, specie se si soffre di patologie quali la
periartrite, la lombalgia, il dorso curvo, problemi di legamenti o alla rotula.
Se preferite la palestra al nuoto, l’aquagym fa al caso vostro: in acqua fino
al petto si stimolano soprattutto gli arti inferiori, volendo con l’aiuto di
piccoli pesi e cavigliere.
Regole generali importanti qualunque sport si decida di intraprendere sono
queste:
1)
ricordarsi che non ci sono limiti d’età per stare in forma, ma che
ognuno ha la sua e non ci si può improvvisare atleti da un giorno all’altro,
né da un mese all’altro. Ci vuole tempo, costanza, fatica e buona volontà.
2)
Il peso ha la sua importanza: se per dimagrire bene è necessario fare
sport, fare sport può essere tanto più faticoso quanto più si è in
sovrappeso. Quindi ad una o più pratiche sportive va associata una corretta ed
equilibrata alimentazione.
3)
L’alimentazione dipende anche dal tipo di sport che si pratica e dal
motivo per cui lo si fa: un allenamento lento ma prolungato fa bruciare calorie,
mentre uno veloce e magari di durata inferiore fa bruciare zuccheri.
4)
Anche l’orario ed il tempo che si dedica alla pratica sportiva sono
importanti: è sicuramente dannoso fare sforzi sotto il sole cocente o al freddo
delle mattinate invernali, quindi meglio stabilire la pratica sportiva in base
al lavoro che si svolge e ad i suoi orari, ma senza diventare matti e limitare i
benefici sullo stress facendo diventare lo stesso sport una fonte di problemi!
5)
Qualunque sport deve prevedere un riscaldamento iniziale ed un
defaticamento finale, entrambi con esercizi di stretching e di respirazione,
utili per evitare spiacevoli inconvenienti, tipo immobilità del giorno dopo,
distorsioni, stiramenti.
6)
Bisogna sempre procedere per gradi: cominciare dal facile per un tempo
limitato, magari chiacchierando amabilmente con qualcuno, poi aumentare il
tempo, quindi la difficoltà.
Per
amore di chiarezza, bisogna ricordare che praticamente tutti i benefici che si
ottengono con la pratica sportiva non sono eterni, ma vanno mantenuti nel tempo
con un costante allenamento: due mesi a pieno regime e poi sedia per altrettanto
tempo non servono assolutamente a nulla, meglio poco ma con continuità,
assiduità, insomma in eterno, che niente o troppo tutto insieme e poi basta.
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