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Anno
8
Numero
25

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

Salute e benessere

 

UN COLLIRIO PER IL GLAUCOMA
Una nuova cura che può evitare l'intervento

Roberta Gallina

Questa malattia dell'occhio è stata definita dagli oculisti "silenziosa". Infatti, solitamente, non presenta sintomi di particolare evidenza. Generalmente il glaucoma viene individuato durante una banale visita di controllo, quando ormai è in uno stato molto avanzato. Eppure, se preso nella fase iniziale, è molto semplice da curare.

Innanzitutto vediamo cos'è il glaucoma. Il livello della pressione interna del liquido che riempie l'occhio si mantiene costante grazie ai trabecolati, microscopici "canali di scarico" che permettono la fuoriuscita del liquido eccedente. Se i trabecolati non funzionano correttamente la loro funzione drenante si blocca, il liquido non viene eliminato causando un aumento della pressione che va a comprimere il nervo ottico, compressione che, a lungo andare, finisce con il danneggiarlo.
C'è qualche sintomo che può insospettire il paziente? Si, esistono alcuni piccoli segnali da non trascurare: prima fra tutti un'insolita lacrimazione, accompagnata ad un bruciore agli occhi, intensa fotofobia e, talvolta, anche dolori alla testa.

Le cause di tale malattia non sono ancora del tutto chiare, i medici sono quasi tutti del parere che, almeno in parte, siano legate all'invecchiamento, dato che colpisce le persone di una certa età. Le statistiche ci mostrano che gli ultraquarantenni sono colpiti nella misura del due per cento, gli ultrasessantenni del cinque per cento. Altra causa da non sottovalutare è l'ereditarietà: le probabilità di ammalarsi sono maggiori per coloro che hanno già un precedente in famiglia. Altri fattori di rischio sono il diabete, una miopia molto elevata, e l'ipertensione.

L'unico modo per prevenire il problema, prima ancora che si manifestino le prime avvisaglie, è un'accurata e periodica visita oculistica. Specialmente dopo i quarant'anni sarebbe consigliabile un controllo ogni tre anni, per le persone "a rischio", una volta all'anno.
La visita oculistica dovrà includere tre esami fondamentali per l'individuazione del glaucoma: la campimetria cioè la valutazione della capacità di vedere gli oggetti lateralmente, la tonometria, ossia il controllo della pressione interna e l'oftalmoscopia, l'esame della parte interna dell'occhio, per accertarsi dello stato di integrità della retina e del nervo ottico.

Prima di ricorrere all'intervento, fino ad oggi, sono stati utilizzati colliri a base di sostanze chiamate "betabloccanti", che permettevano la riduzione della pressione; una volta introdotte nell'occhio, sotto forma di gocce, esplicavano la loro funzione nel giro di dodici ore. Tuttavia, per alcune categorie di persone (i cardiopatici e coloro che soffrono di asma), questa cura era tassativamente vietata. Negli ultimi anni è stato messo a punto un nuovo farmaco che non presenta controindicazioni né effetti collaterali, può essere usato anche da coloro che sono intolleranti ai betabloccanti e da coloro che con le "vecchie" cure non è riuscito a debellare il glaucoma: la dorzolamide.
E se tutte queste cure non hanno avuto esito positivo, oppure la patologia è già in stato avanzato? Ultima spiaggia è l'intervento chirurgico, che può essere di due tipi.
Il primo si chiama "trabeculoplastica" dura circa un quarto d'ora e viene effettuato ambulatorialmente: il chirurgo, mediante un laser ad argon, allarga i trabecolati, permettendo così al liquido di fuoriuscire. Il secondo intervento è più complesso: il chirurgo effettua un'incisione dalla quale potrà fuoriuscire l'umore addensatosi.

I risultati di entrambi gli interventi hanno un'ottima riuscita, quasi nella maggior parte dei casi la risoluzione della malattia è definitiva.