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Salute e benessere
CORRERE fa bene al fisico e allo spiritoCamillo De Nicola Spesso gli uomini sono gelosi del loro bagaglio culturale e delle proprie esperienze. Non perderebbero nulla della propria ricchezza se travasassero questa conoscenza al prossimo. Questo prologo per introdurre l'argomento con il quale voglio intrattenere i lettori interessati: la corsa. Correre è meraviglioso. Consiglio di farlo nei parchi che sono numerosi nella maggior parte delle città italiane. L'approccio a quest'attività deve essere lento, graduale ma costante. Munirsi di un paio di comode scarpe da footing e di un abbigliamento sportivo costa pochissimo. La corsa è compresa fra le attività aerobiche come una sana camminata tra i boschi, il nuoto, l'andare in bicicletta. Lavorano i gruppi dei grandi muscoli come quelli dei fianchi e delle gambe. Di conseguenza gli esercizi aerobici fanno bene al sistema cardiovascolare e ne aumentano la resistenza. I muscoli delle gambe comprimono i vasi sanguigni obbligando una maggiore quantità di sangue a raggiungere il cuore. Quest'ultimo lavorerà di più, e poiché è un muscolo, diverrà più grosso e più tonico. Il cuore pompa più sangue, il quale trasporta ossigeno al sistema cardiovascolare e l'ossigeno produce energia disponibile. Alcune ricerche hanno dimostrato che attraverso sofisticati meccanismi chimici e enzimatici che avvengono nel nostro organismo, si sprigionano endorfine euforizzanti, simili agli effetti prodotti dalle cosiddette "pillole della felicità" a base d'iperico, moda partita dall'America, e ora approdata anche in Italia. E' bello correre, perché ti obbliga a stare all'aria aperta, ti fa incontrare persone che non conosci, ma entusiaste e soddisfatte della loro fatica. Sei costretto ad ascoltare il tuo corpo che ti suggerisce i ritmi da tenere. La corsa va intesa non come competizione con altri, ma come partecipazione. Le prime due o tre settimane devono essere dedicate a camminate veloci che hanno il compito di togliere la ruggine della sedentarietà e preparare il fisico al programma successivo. Il passo più breve che si può già chiamare corsa è la seconda fase. La posizione del corpo è importante: mento rivolto verso il petto e sguardo un paio di metri avanti; braccia parallele al terreno. I gomiti si devono invece immaginare come gravati da un peso perpendicolare al suolo. In questo modo si bloccano le spalle, che devono essere sempre elastiche. L'avampiede aggredisce il terreno e lo lascia dietro di sé facendo ruotare l'arto come un tampone. Le prime gocce di sudore che scorrono sul nostro corpo donano una sensazione gradevole che bisogna assolutamente provare. E poi via! Confondersi con la natura che ci circonda, far parte di essa. Liberare la mente dai pensieri che la affollano. Come? Soffermandosi sulla meravigliosità degli alberi, nutrirsi di questa energia che sprigionano, e che è disponibile e della quale l'uomo spesso non si accorge. Poi di nuovo ascoltare il canto degli uccelli e cominciare a distinguerli. Ben presto diverrà un'unione interessante. Dopo l'allenamento saremo pervasi da quella sensazione di sana e gratificante fatica fisica che ti accompagna durante tutta la giornata, fino alla sera quando ti addormenti, senza pillole, serenamente senza pillole. Correre, inseguire una preda: questo fu il nostro passato. Correre, raggiungere il benessere è il nostro presente. Ma ancora il pensare, questo chiacchierio della memoria, ritorna come cibo guasto mal digerito. Ed allora, spingere, respirare profondamente, alzare gli occhi al cielo e ringraziare qualcuno e noi stessi di poter vivere questi momenti. |