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Anno
8
Numero
25

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

Salute e benessere

 

 

FUMO SI, FUMO NO promemoria per i fumatori e non 

Roberta Gallina 

Un mondo destinato alla perenne polemica, quello che contrappone non fumatori e fumatori, caratterizzato da incomprensioni di fondo. I primi non capiranno mai perché tantissima gente, apparentemente intelligente, colta ed ammirevole sotto ogni punto di vista si ostini a buttare soldi per rischiare il tumore ai polmoni o alla gola, oppure, nel migliore dei casi, per ingiallirsi i denti, per buscarsi raucedini a non finire, per non parlare del fastidio che provocano a chi, vicino a loro, è costretto a respirare il cosiddetto "fumo passivo". I fumatori controbattono, sempre più polemicamente, che il fumo è "l'unico vizio che hanno" (perché, è obbligatorio avere pure gli altri?), che scarica i nervi, tanto, con tutto quello che si respira nell'aria delle città, o con tutte le porcherie che si mangiano, non sarà certo qualche sigaretta a mandarci in rovina! (Magari non dicono che la loro media quotidiana si aggira sui due pacchetti). Fermo restando che è poco ragionevole arrivare ad una dichiarazione di guerra tra le due parti, cerchiamo di seguire una linea comune che garantisca, per quanto possibile, una civile e tollerante convivenza.
Prima fra tutte la salute: i sostenitori del tabacco fumino pure quanto gli pare e piace, se stanno male sono affari loro, inutile salire in cattedra e fargli la predica sulle vittime e sugli effetti tragici del tabagismo ogni volta che compare un accendino, lo sanno benissimo da soli. Certo è che questo non gli permette di accendersi il loro amato bene in qualsiasi momento, in locali chiusi, in presenza di gestanti, di bambini o di persone sofferenti per qualsiasi motivo. Per fare un esempio pratico: nessuno morirà per non aver fumato, proprio in quel preciso momento, nelle file d'attesa negli uffici postali o in banca, magari tra le altre persone, apparentemente sanissime, qualcuno potrebbe avere problemi d'asma o una semplice irritazione alle vie respiratorie. E' molto poco civile costringerli a sorbirsi l'esile filo di fumo che si sprigiona dalla sigaretta, quando non si tratta dell'odore acre e "soffocante" di certi sigari.
Il fedele amico della sigaretta è l'accendino, che ogni fumatore o fumatrice dovrebbe avere sempre con sé. Solitamente si dividono in quattro tipi: quello bellissimo che non si accende mai, quello brutto che si accende sempre, quello brutto che fa sempre i capricci (e allora tanto vale buttarlo via) e quello molto bello che, strano a dirsi, s'accende sempre! Purtroppo a quest'ultima categoria appartengono solo gli accendini di ottima marca e quindi costosissimi, chi non se li può permettere opti tranquillamente per la categoria "brutti ma efficaci" ed anche economici, se proprio vi sembrano orrendi potete usare i pratici porta - accendini: in commercio n'esistono di tantissime qualità, dai più modesti ai più cari (ahimè, sì anche loro). Abbiate sempre l'accortezza di regolare la fiamma, fate in modo che non sia troppo modesta, che non emetta una tremula fiammella solo dopo l'ennesimo tentativo andato a vuoto, ma cercate anche di non terrorizzare i vicini con fuochi mirabolanti: un accendino non è un lanciafiamme tascabile! Ormai superati sono i cerini, perché poco pratici, si piegano prima ancora di accendersi, e, una volta usati, mandano cattivo odore; in quanto ai vecchi, cari, fiammiferi lasciateli in cucina, al loro posto, anche nelle nostre modernissime case l'energia elettrica talvolta scompare. 
Quando una signora prende o accetta una sigaretta il signore più vicino, ammesso che sia un fumatore, sarà sollecito a porgerle l'accendino (funzionante!) acceso, senza lasciare la dama in attesa mentre lui chiacchiera tranquillamente; allorché la signora chiede, cortesemente, un accendino, il distrattone di turno si scusi subito ed immediatamente le offra l'accendino acceso, non spento, né dandoglielo senza smettere parlare come per dire "Tieni, arrangiati e non seccarmi più", sorvoliamo sulla distrazione, può capitare a tutti, ma non sulla maleducazione: un uomo che si comporta così è solo un cafone. Dal canto suo la signora, specie se è una fumatrice, porti sempre con sé tutto l'occorrente per fumare, senza doversi mai trovare nelle condizioni di chiedere qualcosa, tantopiù se si trova tra estranei (in tal caso si tenga la voglia di fumare e basta).
Nei luoghi in cui è affisso il cartello "VIETATO FUMARE" non si fuma, assolutamente, monito che, puntualmente, viene ignorato da parecchie persone, e guai a farglielo notare, si risentono e vi trattano come un essere petulante, venuto ad affliggerli con i vostri capricci! E' tassativamente vietato fumare nei ristoranti, nei supermercati, nei negozi, nelle sale d'aspetto dei medici, negli ospedali e nelle cliniche (tantomeno nascondendosi nei bagni, come i liceali), negli ascensori, nelle chiese, nelle case in cui si è ospiti, a meno che i padroni non siano fumatori anche loro, mai nelle camere da letto. Non si fuma mentre si mangia, mentre si balla, mentre si saluta o si presenta una persona, in treno, se non nei vagoni per fumatori.
Quando vi prende l'insopprimibile voglia di fumare estraete l'intero pacchetto, offrite ai presenti (sperando che tutti siano abbondantemente forniti di proprie), senza sfilare una sola sigaretta, in maniera furtiva come se aveste timore che i presenti si lancino sul vostro pacchetto per saccheggiarvelo! Una preghiera: non contate il numero di sigarette prima di offrirle, stando tra persone educate nessuno vi consumerà le ultime due che vi restano.
Tenete sempre le sigarette nel loro pacchetto originale o nel portasigarette, mai vagabonde tra borsette, tasche, astucci e ripostigli vari; le signore le tengano nella borsetta o nelle tasche di cappotti ed impermeabili, i signori evitino di riporle nella tasca posteriore dei pantaloni per non offrire, al momento opportuno, sigarette con strane curvature e calde di "calore umano". Assolutamente inammissibile è offrire le sigarette sparse tra i vari meandri dell'abbigliamento, è cosa orripilante a vedersi (e anche da accettare) quegli strani vermiciattoli bianchi, contorti e mezzi svuotati che, tempi addietro, erano classificati come sigarette! Non stritolate la sigaretta tra le labbra come se volessero rubarvela, né lasciatela penzolante tenendo un occhio socchiuso tipo gangster, né sbuffate, senza riguardo, il fumo in faccia agli interlocutori, non fate smorfie di nessun genere.  Posacenere, ahi, dolente nota! Ci sono persone, infatti, per le quali qualsiasi oggetto di forma concava, fosse pure un guscio di noce o un cucchiaio, va bene come posacenere: niente di più screanzato, anche perché queste persone potrebbero far supporre che ignorino completamente l'esistenza dei posacenere! I padroni di casa, dal canto loro, ne mettano, in numero abbondante, a disposizione degli ospiti: ne esistono di comodi, capienti con basi larghe a prova di ribaltamento. Si evitino gli aggeggini ottocenteschi, magari preziosissimi, che però non hanno la minima capienza e costringono i poveri fumatori a prodigi di destrezza per non ustionarsi le dita.