|


Prima
pagina
Editoriale
Attualità
Cultura
Costume
Spettacolo
Personaggi
Turismo
Salute
Sport
Agenda
Oroscopo
Curiosità
Consulente
Giardinaggio
Cucina
Dentino
avvelenato
I
nostri link
E-mail
Anno 8
Numero 25
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
| |

Salute e benessere
CARTA
DIDENTITA DEL FELINO PIÙ AMATO
Le caratteristiche principali
Almalinda Giacummo
Allo stato naturale, il gatto è un predatore: vive di ciò che
riesce a catturare e per questo motivo il suo apparato digerente può ingurgitare lauti
banchetti come stare a digiuno per diversi giorni. Ha stomaco ed intestino molto
sviluppati che, in proporzione, occupano molto più spazio di quanto non accada per gli
uomini, lasciando quindi una gabbia toracica di dimensioni inferiori ed un minore spazio
per cuore e polmoni. Il gatto può quindi produrre scatti di grande velocità ed energia,
ma non può sostenere uno sforzo prolungato ed ha bisogno di pause per riguadagnare le
forze: ha una respirazione molto rapida, con un ritmo doppio rispetto al nostro. La parte
del cervello che regola i muscoli e gli arti flessibili è molto sviluppata, così come il
sistema nervoso e sensoriale: il gatto ha una maggiore capacità di reazione e reagisce ad
una vasta gamma di stimoli. Solo il gusto risulta meno sviluppato ma, in fin dei conti,
poco importa.
Il gatto utilizza per individuare la preda sia la vista,
nonostante sia limitata solo ad 1/6 della totalità di pigmenti della visione cromatica
delluomo, sia ludito. Ha occhi simili ai nostri, impostati per una visione
frontale stereoscopica in grado di calcolare esattamente le distanze: ogni occhio ha un
angolo visivo di 205° che, insieme alla massima flessibilità del collo, gli consente un
vasto campo visivo con un movimento limitato. Per quanto la sua pupilla possa dilatarsi
non è comunque in grado di vedere nel buio assoluto, mentre nel caso di una luce
accecante la ripara con una terza palpebra, detta membrana nittitante: questa si spiega
dallangolo interno dellocchio con un movimento ascendente ed essendo nitida
permette una certa visibilità pur mantenendo locchio pulito e riparato. La presenza
prolungata sulla pupilla della membrana nittitante indica che lanimale è malato,
pur essendo comunque sempre visibile nellangolo interno dellocchio.
Il micio percepisce ed interpreta i suoni su una banda che va 30
a 45.000 hertz o cicli al secondo: questo significa che sente molti più suoni
delluomo, il cui campo dudito ottimale non supera che difficilmente i 4.000
hertz. Anche se non vede un movimento al di fuori del suo campo visivo, percepisce
qualunque suono, e pochi sono i movimenti che non producano rumore. Inoltre ha i
padiglioni a forma di "cono" che gli consentono di individuare il punto preciso
da cui un rumore parte: anche quando le orecchie non "sono certe" della
posizione di provenienza, queste possono orientarsi per individuarla meglio. Il suo
incredibile equilibrio è legato strettamente sia allorecchio sia alla vista: tutti
sanno che un gatto che cade di schiena farà quasi sicuramente in tempo a rigirarsi su se
stesso ed atterrare alla fine sulle zampe. Ma sicuramente altri elementi, come una serie
di cellule tattili ripartite sullintera superficie del corpo, contribuisco a fare
del gatto un grande scalatore ed un provetto stuntman. E comunque ovvio che il
gatto, al momento della caduta, deve avere il tempo fisico e lo spazio per potersi girare:
in caso contrario si farà sicuramente del male.
Il
tatto di un gatto è poi composto dalla sensazione di numerosi ricettori sparsi su tutto
il corpo, dalle zampe anteriori, usate come "mani" al naso ed ai baffi, o
vibrisse. Le vibrisse sono sia i baffi sia le sopracciglia sia i peli della parte interna
delle zampe anteriori e sono sensibili alla pressione dellaria dellambiente:
questultima si modifica quando si frappongono degli oggetti e le vibrisse misurano
queste variazioni, dando le coordinate al gatto. Questo stesso sistema "radar"
è comune anche alluomo, che ne fa uso solo in casi estremi, ad esempio al buio.
Lodorato è una componente molto importante nella vita del
quadrupede-gatto: è uno dei suoi sistemi di comunicazione ed il primo sistema per
sfamarsi. Infatti, il gattino appena nato si farà guidare dallolfatto per trovare
la prima poppata, mentre lodore personale farà capire ai gatti maschi che una
femmina è in calore o che un territorio è di un gatto piuttosto che di un altro. Quando
s'incontrino fanno un ben strano balletto: si guardano, si avvicinano, si annusano e si
sfregano lun laltro lasciandosi vicendevolmente addosso lodore. Poi il
gatto annusa le persone con cui vive, quasi volesse in questo modo partecipare della loro
vita fuori di casa. Adorano annusare anche cose per noi ripugnanti, come laria delle
città, tanto da aprire la bocca per far entrare laria fino a due orifizi che si
trovano nel palato, dietro agli incisivi superiori, collegati ad un organo olfattivo
supplementare, simile a quello dei serpenti.
I sistemi di comunicazione non si fermano allodorato ed ai
noti miagolii: ci sono anche le fusa, che indicano sia piacere sia sofferenza fisica, e
gli atteggiamenti. Rizzare il pelo per sembrare il più temibile possibile, strisciare con
la testa bassa e laria sottomessa in caso di malaparata, zampate a vuoto per
impaurire il nemico e pancia allaria con il ventre esposto ai colpi nemici in caso
di totale sottomissione. E poi la nota coda: alta con la punta ricurva per indicare
felicità, agitata da rapidi movimenti per eccitazione e nervosismo, dritta per interesse
ed emozione. Uguale decifrazione si può fare per i movimenti delle orecchie.
Si tratta di un animale paziente: quando caccia può restare
fermo nella stessa posizione per ore, aspettando la sua preda al varco, si muove
furtivamente, quasi senza fare rumore, striscia con le orecchie abbassate per non farsi
individuare, ma non riesce comunque a frenare la sua irrequieta coda. Allimprovviso
inchioda con le zampe anteriori la vittima al suolo con uno slancio "felino",
per lappunto, rompendogli la schiena con un colpo di denti: più complicata la
caccia agli uccelli, che devono essere catturati in volo o abbattuti con
unartigliata.
Ma
quali origini hanno i gatti? La loro domesticazione si ritiene iniziata in Nubia, verso il
2000 a.C., per diffondersi in seguito in Egitto, dove fu addirittura deificato,
probabilmente in connessione con il fatto che aiutava, mangiando i topi, nella
conservazione delle derrate alimentari; di qui in Arabia, Siria e nelle altre regioni
asiatiche ed infine in Europa: qui, nelle regioni settentrionali, era sconosciuto fino al
X secolo. In queste stesse epoche nacquero tutta quelle serie di dicerie che fecero del
gatto un animale temuto tanto che nel Galles si infliggevano drastiche pene a chi
maltrattava i gatti: poi furono ritenuti esseri diabolici, complici di stregoni e
fattucchiere, nonché una delle varie personificazioni del diavolo, specie per i gatti
neri. Questo significò una terribile persecuzione che portò a stragi inutili come quelle
di Metz, dove furono bruciati vivi 13 gatti, o di Grève, dove i gatti vennero arsi in un
barile. Forse tutte queste stragi furono uno dei motivi per cui i topi proliferarono a
dismisura, causando anche in parte alcune delle numerose pesti che scossero lEuropa.
Ancora oggi in Tailandia e Birmania sono considerati divinità, mentre in Cina e Manciuria
sono allevati a scopo alimentare. Il gatto ha un antenato in comune con il cane e la
donnola, il Miacis, animale dalle zampe corte e corpo allungato vissuto circa 50 milioni
di anni fa: in seguito si evolse nel Dinictis, molto simile alla lince, con enormi canini
ed un cervello di ridotte dimensioni. Dopo varie evoluzioni si sarebbe prodotta una branca
nota come Felidi, nome dato alla famiglia dei felini: di questultima fanno parte 36
specie, tra cui il leone, il leopardo, il puma, la lince, la pantera nebulosa, il
giaguaro, il servalo, il gatto delle nevi ed altri felini di taglia più piccola assai
diffusi per il mondo. Da questi sarebbe derivato il gatto domestico.
|