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Anno
8
Numero
25

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 
 
Salute e benessere

 

MEGLIO I GRASSI O I CARBOIDRATI?
Il dottor Atkins all'attacco della dieta mediterranea

Marcello Gagliani Caputo 

Negli anni ’70 era diventato famoso e ricco grazie ai suoi due libri best seller La dieta-rivoluzione del dottor Atkins e Nuova dieta-rivoluzione, ed ora, a distanza di trenta anni, eccolo ricomparire più agguerrito che mai, proprio adesso che la bella stagione è nel suo culmine.
Stiamo parlando del dottor Robert Atkins, dietologo newyorkese secondo cui chiunque può perdere peso continuando a mangiare a sazietà carni, insaccati, uova, burro, latte e formaggi, poiché  la colpa dell’ingrassamento e perfino delle cardiopatologie non sarebbe dei grassi, ma dei carboidrati
Il nuovo attacco alla nostra amata dieta mediterranea è avvenuto sulle pagine del supplemento domenicale del New York Times ed in coincidenza del ponte del 4 luglio. I lettori si sono trovati davanti ad una copertina in cui campeggiava, grondante di grasso e con sopra un bel pezzo di burro, una colossale bistecca, contro un piatto di spaghetti galleggianti nell’olio d’oliva. E il tutto condito con una domanda che sa molto di provocazione: “E se fosse stata tutta soltanto una grassa bugia?”
Un interrogativo che come prima risposta ha avuto il presunto pentimento di alcuni ricercatori che, sempre secondo la rivista, avrebbero già abbracciato l’eresia di Atkins, ora non più tanto considerata tale.
Ciò che c’è di certo, intanto, è che la teoria di Atkins fa certamente leva su alcune recenti scoperte che hanno modificato in modo importante le passate teorie alimentari: a partire dal consumo di caffè che fino a poco tempo fa era sconsigliato e che invece, adesso, si è scoperto avere effetti benefici se consumato a dosaggi moderati (2-3 volte al giorno). Passando per la ricerca effettuata dall’Harvard School of Public Healths che ha dimostrato come i maggiori consumatori di uova (Giappone, Spagna e Francia) sono quelli con la più bassa mortalità per malattie cardiovascolari. Fino all’azione benefica svolta dal vino, soprattutto quello rosso, e dalla birra che essendo ricchi di polifenoli, hanno un effetto antiossidante e protettivo contro patologia cardiovascolari.
Ma quale sarà la verità?
Il giornalista del Corriere della Sera Renzo Cianfanelli lo ha chiesto a Marion Nestle, docente di scienza della nutrizione alla New York University che ha appena pubblicato il libro Food Politics (Politiche alimentari) sugli ambigui rapporti tra l’industria degli alimenti, gli organi di vigilanza e i politici.
“Tutti a parole dicono di fare il possibile per tutelare la salute del consumatore”, ha raccontato la Nestle, “ma la realtà è differente. Il produttore non andrà mai a dire al consumatore “riduci il consumo di carne, burro e formaggi”, perché il suo obiettivo è vendere. Nel 1986 lavoravo nel Public Health Service e mi fu chiesto di preparare il primo e finora unico rapporto sulla salute e sulla nutrizione. Il primo giorno i miei capi mi dissero: “Non devi scrivere assolutamente "mangiare meno carne o meno zuccheri”, altrimenti ci mettiamo contro i produttori, il Congresso e i lobbisti. Usa invece eufemismi come “dare la preferenza alle carni magre”.
Marion Nestle sostiene che la corruzione del consumatore, come la chiama lei, comincia già a scuola e che l’industria alimentare di questo processo è la causa, in particolare nel settore delle bevande, dei dolci e del fast-food. Ma la sua proposta di diffidare dei produttori, il cui unico fine è di indurre il consumatore a mangiare sempre di più e di rifiutare i cibi confezionati, in America è una voce nel deserto, dove chi si fa sentire sono i lobbisti, con i loro bilanci promozionali pari a quasi 40 milioni l’anno di euro.