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Direttore responsabile
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Salute e benessereL’INTUITO
è davvero il nostro sesto senso?
Marta
Stella De Giovine Vista,
olfatto, udito, gusto, tatto: sono i sensi che finora conosciamo e che possiamo
sperimentare ogni giorno nelle molteplici situazioni che si presentano, ormai ci
sono familiari e sappiamo di non poterne fare a meno. Ma che cosa dire di un
presunto sesto senso, che alcuni negano di avere, molti pretendono di far
valere, altri infine spacciano per leggenda? Esiste davvero? E se sì, dove è
collocato? Possiamo averne qualche esperienza come ci capita con gli altri
cinque sensi, o è appannaggio di pochi eletti come spesso si pensa? Freud ne Il Disagio della Civiltà riferendosi ai poeti esclama: “E ci sia
consentito trarre un sospiro di sollievo vedendo che a singoli uomini è dato
ricavare senza una vera fatica, dal vortice dei propri sentimenti, le più
profonde intuizioni”, mentre agli altri non resta che muoversi tra mille
incertezze e mille ipotesi cercando di raggiungere quelle stesse verità. E se
il padre della psicanalisi si fosse sbagliato? Se di queste intuizioni non
fossero depositari solo i poeti, i fisici o i grandi artisti? Oggi ricerche
scientifiche sempre più avanzate si moltiplicano cercando di fornire
chiarimenti su questo “senso” misterioso, nascosto, che tuttavia qualche
volta lancia segnali evidenti della sua presenza, si “rivela” attraverso
quelle che chiamiamo intuizioni. Così si scopre che probabilmente esso ha a che
fare con una zona specifica del cervello, il corpo calloso, un fascio di fibre nervose che consente la comunicazione tra
i due emisferi: pare che l’intuito abbia origine proprio grazie ad una buona
trasmissione di dati e quindi ad un ottimo collegamento tra i due. In altre
parole, se la sede del linguaggio e del ragionamento in senso stretto è
l’emisfero sinistro e quello
destro è il luogo deputato alla nascita delle emozioni, l’intuizione, per
accendersi, ha bisogno di un processo neurale che coinvolge entrambi gli
emisferi e probabilmente anche alcune zone marginali del nostro cervello. Le
ricerche sul corpo calloso ancora non sono giunte a termine, e se da un lato è
accertato che la sua morfologia determina una fondamentale differenza tra i
sessi, è anche vero che alcuni ne sono del tutto privi, senza conseguenze
allarmanti. Si è dimostrato comunque che nelle donne questa parte del cervello
è più grande e più spessa, ragion per cui ora gli uomini possono
tranquillamente fidarsi del famoso intuito femminile,
anche col beneplacito della scienza. |