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Anno 8
Numero 25
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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Salute e benessere
LUCCIOLE
E VAMPIRI dalla leggenda alla scienza
Rosa
Mauro
Cosa
hanno in comune le lucciole, piacevoli presenze delle notti estive, ed i
temibili vampiri?
Per la scienza medica, entrambi possono aiutare a sconfiggere i tumori.
Le prime scoperte, in ordine di tempo, si riferiscono ai vampiri: queste figure
leggendarie sono state ispirate da una malattia reale: la porfiria.
Il malato di porfiria non può esporsi alla luce del sole, a causa di un eccesso
di porfirine, sostanze che, interagendo con la luce, danneggiano
irreparabilmente i tessuti del suo organismo, soprattutto quelli più esposti
come l’epidermide, gli occhi, le mucose della bocca.
La porfiria è attualmente incurabile, anche se si è notato che frequenti
trasfusioni possono alleviarne i sintomi.
Nello studiarla, tuttavia, ci si è resi conto che le capacità delle porfirine
potevano essere utili, nel caso dei tumori, per esempio.
Porfirine sintetiche sono inoculate
nel tumore , poi trattato con laser o altre fonti di luce esterna che lo
distruggono.
I tumori della pelle o di zone che possono essere esposte alla luce esterna
sembrano essere sensibili ad un simile trattamento.
Ma se il tumore è interno?
Dove arriva meno luce, le porfirine non possono reagire in maniera efficace.
E qui intervengono le lucciole.
Il loro corpo si illumina grazie ad un gene, la luciferasi, che fissa una
sostanza illuminante, la luciferina.
Alcuni ricercatori britannici hanno
dunque trasformato geneticamente alcune cellule tumorali in piccole lucciole,
trattandole poi con un agente fotosensibilizzante.
Le
cellule si sono autodistrutte.
Queste scoperte aggiungono altri incoraggianti risultati ad un settore, la
fototerapia che, abbinata alla genetica, rappresenta la punta di diamante nella
lotta al cancro.
Fonti
: Le Scienze online; le Scienze, Cancer Research
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