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Anno
8
Numero
25

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

Salute e benessere

 

 

IL MAL DI TESTA
L'epidemia invisibile colpisce sempre di più

Roberta Gallina

Questo doloroso flagello colpisce chiunque, senza distinzione: un terzo delle donne, un decimo degli uomini e perfino parecchi bambini. Il mal di testa è stato giustamente definito una vera e propria "epidemia invisibile" di cui soffre circa l'80% della popolazione mondiale per almeno una volta all'anno, rovinando vacanze, ore di sonno, di lavoro e di relax, senza distinzione di razze o di latitudine.

Ogni persona colpita ne lamenta diversi tipi: c'è la forma tattica, e altrettanto famosa, "scusami tesoro, stasera ho mal di testa" (frase che anche gli uomini si sono affrettati ad imparare…), c'è quella da variazioni meteorologiche "mi fa male la testa, vedrai che domani cambia tempo", quelle per cause accidentali "c'era un tale traffico che ora ho la testa che mi scoppia" e via dicendo. Umorismo a parte, gli esperti hanno individuato circa dodici tipi di cefalee ufficialmente riconosciute.

Primo punto da sottolineare è la differenza tra il termine cefalea, che è sinonimo di "mal di testa", qualunque sia l'origine, ed emicrania, che indica una cefalea limitata ad una sola metà del cranio, caratterizzata da un dolore improvviso e acuto, talvolta seguito da nausea. Altra cosa sono, invece, le cefalee secondarie, ovvero le "spie" di una malattia in atto: stati febbrili, ebbrezza ecc.

Al primo gruppo appartiene la comune emicrania, molto diffusa, caratterizzata dal dolore fisso concentrato solo su metà del capo. Poi c'è l'emicrania con aura che si manifesta con disturbi visivi, scintille e spesso anche vertigini precedono l'attacco doloroso. La cefalea a "grappolo", è caratterizzata da crisi brevi che compaiono a periodi ed orari fissi, tanto che nel XVIII secolo veniva definita "horologica"; colpisce l'occhio, lo zigomo e la tempia. Le crisi sono concatenate l'una all'altra come gli acini dell'uva, solitamente gli uomini ne sono colpiti più delle donne. Cefalea da stimoli: è provocata dal freddo molto intenso, da una luce accecante, dal caldo. Cefalea da trauma cranico: insorge in seguito a postumi di lesioni alla testa. Cefalea muscolo - tensiva: è indotta dalla esagerata o prolungata tensione dei muscoli del collo, della nuca, o della schiena.

Cefalea da malattie vascolari, provocate da trombi o emorragie. Cefalea da ingestione o astinenza di sostanze: può essere provocata dall'abuso di alcol, caffè farmaci e oppiacei. Cefalee di origine nevralgica: ad esempio irritazione del trigemino, oppure associate a sinusiti o mal di denti.

Altre occasioni di mal di testa possono nascondersi in tante piccole occasioni quotidiane, vediamo qual. Colpa della fame: è il classico calo del tasso glicemico (tipico della metà mattina), il lieve mal di testa scompare con un leggero spuntino (yogurt, frutta, una merendina ecc.). La cefalea meteorologica si manifesta quando sta per scatenarsi un temporale, oppure durante una giornata ventosa, o quando il tempo, all'improvviso, si fa poco stabile causando rilevanti sbalzi atmosferici. Un altro colpevole risulta essere il ristorante cinese: colpa del glutammato monosodico, presente nella salsa di soia, ma anche nei dadi per il brodo, che scatenano un mal di testa di tipo pulsante. I tanto amati, da alcune donne, tacchi alti specie se a spillo sono i primi imputati: costringono i muscoli della schiena a prendere una postura innaturale, obbligandoli ad irrigidirsi per mantenere l'equilibrio. Notti folli: chi trascorre con molta frequenza intere nottate "in bianco" ha necessità di recuperare il sonno perduto, ricorrendo a brevi "riposini" pomeridiani, ma questi ultimi lasciano un senso di "testa vuota", dolente ed uno stato di intontimento generale. Anche il sesso ha la sua bella parte di responsabilità, i più colpiti sono gli uomini. Colpa della stanchezza, dello stress e della voglia di …strafare. Il conseguente mal di testa (molto comune tra i venti ed i cinquant'anni), si manifesta solitamente a culmine del rapporto sessuale, ma c'è anche chi lo accusa svariate ore dopo. La più inopportuna è sicuramente l'emicrania da week end: la guastafeste aspetta le sue prede proprio mentre abbandonano il lavoro ed iniziano a rilassarsi. In questo caso la colpa non è dello stress, ma del relax dovuto al calo della tensione. Anche durante una visita culturale, ad esempio ad un museo, si può essere colpiti dal mal di testa: nasce dalla fatica mentale dovuta alla troppa concentrazione unita alla fatica fisica. In questo caso basta "diluire" la visita artistica con visite più brevi.

I fattori che scatenano il mal di testa sono divisi in tre gruppi: climatici, fisici e chimici.
Tra i fattori climatici il sole è il principale imputato, infatti una prolungata esposizione ai raggi solari, unita al calore, ha un potere dilatatorio sui vasi sanguigni, con la conseguente emicrania. Lo stesso discorso vale anche per il sole preso in montagna, anzi, al di sopra dei tremila metri la rarefazione dell'ossigeno dilata le arterie del cranio; alcuni soggetti, più sensibili, possono accusare i primi sintomi addirittura nei primi duemila metri. La stessa rarefazione d'ossigeno è presente nei locali sovraffollati, poco aerati e fumosi. Lo stress rientra nel gruppo fattori fisici, il più pericoloso è quello di natura emotiva: frustrazioni, arrabbiature, stanchezza, eccessiva e prolungata concentrazione. Nel gruppo fattori chimici appartengono alcuni cibi, o meglio, alcune sostanze in essi presenti. La tanto amata cioccolata contiene la feniletilamina, componete con forte potere vasodilatatorio. La tiramina è altra causa di emicrania: la troviamo in alcuni tipi di formaggi e nelle aringhe.

Il discorso si restringe esclusivamente al settore femminile quando l'emicrania è legata alle variazioni ormonali. La sua comparsa è annunciata da svariati sintomi, tra i quali irritabilità, incontenibile fame, depressione; poi il dolore, una "tenaglia" che stringe metà della testa, le tempie martellano ferocemente e gran senso di nausea arriva dallo stomaco, non di rado compare un'alterazione delle percezioni termiche: brividi di freddo si alternano con la cosiddetta sudarella e senso di soffocamento. La colpa è delle variazioni ormonali che condizionano i cicli mestruali e che scandiscono, puntuali, la vita delle donne che soffrono di questo disturbo. Per molto tempo si è accusata la pillola contraccettiva, per il progesterone in essa contenuto, ma recenti studi contraddicono questa teoria. I dosaggi moderni, molto più leggeri di quelli di una volta, possono migliorare la situazione: è la caduta degli estrogeni, poco prima della comparsa del ciclo, ad innescare una serie di reazioni che conducono all'emicrania.

Cosa fare? Se la cefalea non è indotta da altre patologie, il medico prescriverà una cura che sia in grado di ridurre il più possibile gli attacchi dolorosi. Tra i farmaci prescritti troviamo gli analgesici, che comprendono la comune aspirina (acido acetilsalicilico) e alcuni antinfiammatori non steroidei; questi preparati solitamente risolvono le forme più semplici di cefalea. Le miscele sono prodotti che, presi insieme, potenziano il loro effetto, esempio: un analgesico, un antiemetico ed un vasocostrittore. I farmaci contenenti ergotamina: vengono prescritti per i casi più ostinati, ma hanno anche molte controindicazioni. L'ergotamina, infatti, ha un'azione restringente sui vasi sanguigni, allo stesso tempo, però, comporta sintomi collaterali quali nausea, calo della pressione e, spesso, anche vomito.

I pazienti che preferiscono le cure alternative possono scegliere tra varie terapie. L'agopuntura è indicata nelle cefalee tensive e per quelle originate da stress. Questa, infatti, è una tecnica che agisce localmente, provocando il rilascio, da parte dell'organismo, delle endorfina, le "molecole del benessere"; secondo la medicina cinese il dolore di testa sarebbe dovuto ad uno squilibrio di energie nei meridiani del corpo umano, il medico interviene infiggendo quattro o più aghi nei punti dei meridiani in cui si verifica lo squilibrio. I rimedi omeopatici giovano alle persone psicosomatiche, l'omeopata prescrive, in un primo tempo, diluizioni molto alte (200 CH), poi cerca di capire esattamente come si esprime il dolore; le soluzioni sono infinite, tra le più comuni troviamo il Gelsenium per i dolori molto forti che dalla nuca arrivano alle tempie, la Nux vomica contro il mal di testa dovuto all'abuso di cibo, alcolici o stress, la Belladonna per i dolori di tipo pulsante. Alimentazione: alcuni cibi scatenano delle intolleranze di tipo allergico, per la liberazione di alcune sostanze che influiscono sulle contrazione delle arterie del cervello, scatenando il dolore. E' utile in questi casi sottoporsi ad alcuni test, come il Vega, il Dria o il Cytotest: Una volta individuate le sostanze colpevoli baserà eliminarle dalla dieta: tra i cibi più spesso incriminati troviamo i formaggi, il caffè, il vino rosso ed il frumento. Negli ultimi tempi si va diffondendo sempre più il Biofeedback, un'apparecchiatura elettronica che permette il controllo di alcuni parametri fisiologici (pressione, frequenza cardiaca, tono muscolare); il medico ed il paziente individuano così le caratteristiche di queste funzioni e le controllano in modo da ridurre la tensione muscolare, riducendo lo stato d'ansia e riequilibrando la reattività al dolore.

Anche la natura ci aiuta. Il Partenio è una pianta che, fin dall'antichità, veniva impiegata contro i dolori mestruali; studi moderni hanno dimostrato che i principi attivi sono i sesquiterpeni lattonici. Essi hanno i seguenti effetti: riducono l'eccitabilità della muscolatura liscia, inibiscono la sintesi delle prostglandine, interagiscono con le vie di ricezione della serotonina. La comunissima Lavanda è un antispasmodico e sedativo, efficacemente utilizzato in casi di emicrania, irritabilità, spasmi dell'apparato digerente e manifestazioni asmatiche.