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Anno 8
Numero 25
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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Salute e benessere
PENE non sempre apparire significa essere, non
è grosso che fa virile
Lorena Bianchi
La recente settimana della
prevenzione andrologica svoltasi in Italia ha portato alla ribalta quella che
sembra essere la preoccupazione di ben il 65% della popolazione maschile
italiana: la lunghezza "giusta" del pene, con tanto di risvolti
psicologici come la mancanza di fiducia in se stessi e l'ansia che colpiscono
chi pensa di avere misure inadeguate. Nel corso di questa settimana, centinaia
di uomini di tutte le età si sono sottoposti alla misurazione del membro per
stabilire una sorta di media. Secondo i medici la lunghezza ideale non esiste,
anche un pene apparentemente "piccolo", attorno ai 9 cm, serve
perfettamente a dare piacere poiché la parte sensibile della vagina è nei
primi cinque centimetri, l'orgasmo è spesso clitorideo e il clitoride è posto
all'esterno. I medici mettono in guardia gli uomini, i ragazzi in particolare,
dal fare paragoni tra loro quando il pene è in stato di "riposo". Non
è detto che un pene tipo "crilletto" quando non è stimolato, non
raggiunga dimensioni normali in erezione. Infatti, affermano, un pene piccolo
quando è in relax aumenta due volte e mezzo invece di due, come capita ad uno
più grosso. La misura giusta? Secondo le statistiche i maschi adulti di razza
bianca variano tra i 12 e i 17 centimetri in erezione, una percentuale
infinitesimale è attorno ai 9 e un'altra percentuale ancor più bassa arriva a
22. Non solo, misurarsi il pene in erezione non significa avere la giusta misura
poiché con il variare dell'eccitazione, anche la dimensione cambia.
Se dobbiamo credere alla teoria darwiniana che ci vuole discendenti dalla
scimmie, le misure del pene umano, anche quando sono piccole, sono di gran lunga
superiori a quelle dei nostri progenitori se si pensa che il pene di un gorilla
alto circa due metri e mezzo in erezione supera di poco i tre centimetri e
quello di un orango alto circa due metri
e con un'apertura di braccia di tre non raggiunge i quattro.
Altro campanello d'allarme lanciato dai medici: diffidate degli annunci
pubblicitari che reclamizzano marchingegni che dovrebbero allungare e ingrossare
il membro, poiché danno risultati zero e possono essere dannosi. Anche la
chirurgia per allungare il pene tagliando il legamento ancorato alla parte bassa
del ventre, o per ingrossarlo con l'innesto di grasso prelevato dal soggetto
stesso danno entrambi come massimo due centimetri in più, ma i danni possono
essere notevoli e tra questi la deformazione del… pisello, un po' come certe
labbra troppo siliconate che poi pendono da tutte le parti, o la perdita della
sensibilità. I medici fanno inoltre presente che questo tipo d'interventi non
è descritto in nessun testo di chirurgia e
non viene insegnato nelle università.
Ma perché l'uomo ha la fissazione del pene grosso, visto che stando alle
statistiche le donne non sono interessate al problema? La risposta è semplice
anche senza scomodare gli psicologi che, in ogni caso, hanno ribadito quanto il
buon senso suggerisce: perché è un simbolo di virilità, la virilità è
potere, perciò più è imponente e più indica coraggio, forza.
Ma, allora, mi chiedo perché si dice di un uomo
forte e coraggioso che "ha le palle", e di uno che non è
nessuno che è "solo un gran cazzone"?
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