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Anno 8
Numero 25
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Salute e benessere
IL PESCE: se lo conosciamo, lo amiamo
MOLLUSCHI E CROSTACEI
(3 parte)
Maria Maddalena Regno
Dopo avere esaminato i pesci
d'acqua dolce e i pesci d'acqua salata, passiamo a molluschi e crostacei che
sono, comunque, animali marini.
I
molluschi hanno corpo molle protetto da una conchiglia che può essere bivalve,
come nel caso di cozze, telline ecc., oppure monovalve come nel caso di lumache
di mare o patelle. Nei cefalopodi, seppie ecc., la conchiglia è assente.
I crostacei sono caratterizzati dal rivestimento duro del corpo, una corazza
segmentata e munita di appendici articolate, cinque paia di zampe toraciche e un
paio trasformate in chele. Molluschi e crostacei debbono essere ispezionati
dalle autorità sanitarie prima di essere inviati ai mercati. I molluschi
possono essere fonte d'intossicazione poiché concentrano nel loro organismo
sostanze e microrganismi inquinanti
presenti nell'acqua di mare che filtrano in gran quantità. È preferibile
consumarli bolliti, poiché con il solo limone, che non ha potere antimicrobico
e disinfettante, i rischi permangono.
Grazie alla rapidità dei trasporti e ai moderni sistemi di surgelazione, è
possibile consumare molluschi e crostacei tutto l'anno. Essendo facilmente deperibili, se
acquistati freschi dovrebbero essere consumati rapidamente o conservati nella
parte più fredda del frigorifero. Nel
caso di bivalve freschi, ci si può assicurare del grado controllando la
fermezza con la quale le valve sono chiuse. Nel caso di crostacei, macchie scure
sulla corazza indicano che il prodotto non è fresco. Se acquistati congelati,
conservarli in freezer fino al momento di consumarli.
Crostacei e molluschi sono magri, anche se sono classificati come grassi. Sono
buone fonti di proteine e acidi grassi polinsaturi, oltre che di molte vitamine
del complesso B. Generalmente hanno un alto contenuto di iodio, perciò
sarebbero da evitare nelle diete che ne richiedono un basso apporto. Sono tutti
facilmente digeribili.
MOLLUSCHI
CALAMARO cefalopode, ha il corpo a forma di sacco dal quale sporge il capo con la bocca
terminale munita di mascelle cornee e tentacoli. I calamari hanno dieci
tentacoli, decapodi, e sono lunghi
da 30 a 50 cm. Quelli piccoli sono apprezzati per gusto e tenerezza e sono
indicati per umidi e fritture.
CANNOLICCHIO il nome è derivato dalla forma, le due conchiglie che lo
racchiudono sono di colore giallastro-bruno. Vive sui fondali sabbiosi, si può
mangiare anche crudo. Per accertarsi che sia vivo, basta toccarlo e si contrae.
COZZA
o MITILO, ha la conchiglia bivalve nera dall'interno violetto-madreperlaceo.
La carne è gustosa e ricercata per svariate preparazioni.
DATTERO bivalve simile per consistenza e forma ai mitili, ma dal sapore più
delicato, si trova soprattutto lungo le coste rocciose. Si mangia sia crudo sia
nelle zuppe.
LUMACA DI MARE ha una sola conchiglia, è di piccole dimensioni, attorno ai 3
cm, e sapore delicato. Il mio segreto per non innervosirvi mentre mangiate
lumache di mare, di cui vado ghiotta, e farne una scorpacciata? Munitevi di uno
spiedino di metallo, infilzatene rapidamente sette, otto, dieci e poi fate un
sol boccone. Io, sono rapidissima!
OSTRICA
bivalve, irregolarmente circolare e ricoperta d'incrostazioni, ha un gusto
speciale e si mangia generalmente cruda.
POLPO octopode, cioè otto tentacoli, può raggiungere anche grandi dimensioni.
È indicato per lessi, fritture, umidi.
SEPPIA decapode con corpo ovale e schiacciato, ha la conchiglia interna, osso.
Può raggiungere i 25 cm, ma è più pregiata quando è piccola (calamaretto).
È indicata per umidi e fritture.
TARTUFO bivalve con conchiglia grigio-giallastra all'esterno e bianca
all'interno. Si mangia vivo e crudo, aprendolo al momento del consumo.
TELLINA di colore grigio è bivalve di forma oblunga. Gustosa, si consuma
preferibilmente con il pomodoro. La specialità di mio marito è il sugo di
telline e io sono un'affezionata consumatrice.
TOTANO violaceo con pinne triangolari riunite posteriormente, confuso spesso con
il calamaro, è adatto per umidi e fritture.
VONGOLA ce ne sono di due specie: le nere sono dette veraci, quelle grigie sono
più piccole. Sono adatte alle più svariate preparazioni.
CROSTACEI
ARAGOSTA riconoscibile dalle lunghe antenne e per la corazza rossa marezzata,
vive sui fondi rocciosi e può raggiungere il mezzo metro di lunghezza. Sono
maggiormente apprezzati gli esemplari giovani. Si consuma generalmente lessa.
ASTACO o astice è il più grosso crostaceo del Mediterraneo e può arrivare
fino ai 60 cm. Ha colore blu maculato che diventa rosso scarlatto con la
cottura. La cerne è meno raffinata di quella dell'aragosta.
GAMBERO può essere di varie dimensioni, di colore grigio-bronzo che diventa
rosso con la cottura. Il gambero rosa è il comune gamberetto, quello più grande
proviene dalla pesca d'altura. È adatto per fritture.
GRANCEOLA o grancevola è chiamata anche Maia dal nome della mitologica figlia
di Atlante e madre di Mercurio.
Ha una forma che rassomiglia vagamente ad un cuore com'è nei disegni che
indicano amore, e ha spine lungo i lati, due chele e 4 paia di zampe ricoperte
di peli. Il corpo è spesso ricoperto di corpi estranei che ne nascondono il
colore rossastro. Si pesca sui fondi arenosi in particolare tra settembre e
ottobre. È considerato il migliore tra i granchi di mare, in genere si prepara
bollito e la polpa, estratta dal guscio e condita, si serve nel medesimo.
MAZZANCOLLA detta anche gambero imperiale ha dimensioni maggiori rispetto al
gambero e
lunghissime antenne, il corpo rosato con sfumature violacee. È indicata per
cotture alla griglia.
SCAMPO vive sui fondi sabbiosi e fangosi anche a notevole profondità dove si
pesca particolarmente tra primavera ed estate. I colori variano dal rosato al
giallo e arancione, lungo circa 20 cm ha carne pregiata e per qualcuno superiore
anche a quella dell'aragosta. Può essere preparato nei modi più svariati.
Io termino qui, vi lascio ai prossimi dossier sui vari modi per cucinare il
pesce: ne saprete delle belle!
(3-fine)
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