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Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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Salute e benessere
PILLOLA ANTIFUMO facciamo il punto
Almalinda Giacummo
Le statistiche parlano chiaro:
gli italiani sono un popolo di fumatori, il vizio è in aumento tra le donne e i
giovanissimi.
Per liberarsi del vizio del fumo, concausa di tumori, l'uomo le ha provate
tutte: dall'ipnosi al cerotto, poi è stata la volta del ferretto da applicare
all'orecchio, ora c'è il "bupropione", una molecola già nota per gli
effetti anti-depressivi che, si è scoperto in un secondo tempo, ha qualche
efficacia nel combattere la dipendenza da nicotina.
E la pillola è approdata in farmacia: una confezione contiene cento pastiglie,
costa circa trecentomila lire. È mutuabile? No: tutti e tre i tipi di prodotto
in commercio sono a totale carico del fumatore pentito.
La cura è indicata per fumatori forti, quelli che consumano molte sigarette al
giorno da anni, dura sette settimane e s'inizia mentre il paziente ancora fuma.
Per i primi tre giorni la dose è di una pillola al giorno, dal quarto diventano
due da prendere a distanza di otto ore. Solo dopo la prima settimana di terapia,
il paziente può fissare il giorno in cui deciderà di smettere completamente di
fumare.
Vediamo da vicino cosa accade durante la cura. La molecola di bupropione agisce
sul sistema nervoso centrale annullando il desiderio di fumare e
contemporaneamente contrastando i sintomi da astinenza da nicotina quali
irritabilità, depressione, ansia e difficoltà di concentrazione. Tutto bene?
Esistono anche gli effetti collaterali: bocca secca, mal di testa, insonnia e
stipsi che, comunque, tendono a scomparire dopo qualche giorno di trattamento e
non compaiono in tutti i pazienti trattati. Inoltre, non può essere prescritto
a soggetti epilettici, a chi soffre di disturbi dell'alimentazione come gli
anoressici e i bulimici, a chi è già in cura per depressione grave.
La voglia di fumare, passa completamente? Non sempre, ma è possibile
ripetere la terapia. I successi si possono quantificare nel 60% dei casi
conosciuti, ad ogni modo, secondo i medici, i risultati migliorano notevolmente
se alla cura in pillole si associa un adeguato sostegno psicologico, e perché
il farmaco funzioni veramente il miglior contributo lo fornisce il paziente con
la sua forza di volontà, la sua determinazione. Ma, allora, non è forse il
caso di alzare un po' il livello della forza di volontà, della determinazione e
smettere di fumare da soli, evitando disturbi collaterali e spese? Pensate un
po': in un sol botto niente più quattrini spesi per le sigarette e niente
trecentomila lire per il bupropione, eventualmente da ripetere e fanno
seicentomila. In capo ad un anno, forse ci scappa una bella crociera!
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