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Salute e benessere
UNA
SERATA AL PUB e il cervello ringrazia
Marta
Stella De Giovine Perché
condannare una birra veloce con gli amici se l’effetto è di mantenere sveglio
e attivo il nostro cervello? Andare al pub con gli amici aiuterebbe a preservare
l’agilità mentale, così come frequentare corsi serali o giocare a scacchi.
Sono questi, infatti, i metodi efficaci per ritardare la vecchiaia, almeno del
cervello. In base ad una recente ricerca inglese, è stata stilata una lista di
13 attività divise in due fasce: l’una comprende attività che comportano uno
sforzo cognitivo minore (fai-da-te, giardinaggio o lavori domestici in genere),
l’altra, quelle che richiedono uno sforzo intellettivo più intenso (come le
visite culturali, ad esempio). Lo studio, condotto da alcuni scienziati
dell’University College di Londra, sotto la guida della Dott.ssa Archana
Singh-Manoux, e pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health, si
è focalizzato su un campione di 5.350 impiegati statali, di età compresa tra i
35 e i 55 anni. I ricercatori si sono dapprima informati su quali fossero le
attività predilette da costoro per trascorrere il tempo libero, in un secondo
momento li hanno sottoposti ad alcuni test per individuarne le capacità
mnemoniche, di ragionamento logico, le attitudini verbali. Ad esempio, è stato
chiesto loro di fare una lista di tutte le parole che cominciano per ‘s’, o
di scrivere di seguito nomi di animali nell’arco di un minuto. Chi passa il
tempo libero dedicandosi ad attività che tengono allenata la mente e che
impongono di stare a contatto con gli altri, ha dimostrato una più elevata
concentrazione e una prontezza maggiore rispetto agli altri. Andare ad una
mostra, giocare a carte, ma anche leggere, ascoltare musica o fare volontariato
sono tutte attività collegate alla funzionalità del nostro cervello. La
Singh-Manoux ha notato inoltre che, cominciare questo stile di vita più
‘dinamico’ per il cervello già durante la giovinezza, influenza
positivamente lo stato della mente in età matura: “Credo che quello che
facciamo non solo abbia delle conseguenze, ma che le abbia per tutta la vita”.
Fatalismo? Niente affatto, si è sempre in tempo per recuperare, almeno in
parte, l’isolamento o l’intorpidimento degli anni precedenti: “La gente di
mezz’età dovrebbe rassicurarsi che può restare attiva e continuare a
lavorare. Alcuni credono che la nostra capacità cognitiva non sia un’entità
flessibile, ma qualcosa di fisso che gradualmente si può perdere” ,precisa la
ricercatrice. Il presente studio servirebbe a dimostrare l’esatto contrario:
sono molteplici le attività che
possono influenzare le capacità cognitive. Non solo, ma la Singh-Manoux ci
tiene ad abbattere un altro luogo comune, quello che l’agilità mentale sia
così connessa ai due fattori dell’educazione e della professione, da
dipenderne. Crollano perciò due ‘miti’ che sono sempre stati
discriminatori: le facoltà intellettive si sviluppano individualmente, con
forza di volontà e costanza, oltre che con una buona ginnastica mentale che si
può fare tanto ad un concerto o intorno ad un tavolo da gioco quanto in un pub,
in compagnia, davanti ad un bicchiere di birra. A patto, ovviamente, di non
esagerare: “la moderazione è sempre un bene” si affretta a sottolineare la
scienziata per chi potrebbe accusarla di aver fornito una giustificazione ai
bevitori incalliti. “In medio stat virtus” insomma: ma questa lezione, noi,
l’avevamo già appresa dai latini.
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