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Anno
8
Numero
25

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

Salute e benessere

 

UNA SERATA AL PUB e il cervello ringrazia 

Marta Stella De Giovine 

Perché condannare una birra veloce con gli amici se l’effetto è di mantenere sveglio e attivo il nostro cervello? Andare al pub con gli amici aiuterebbe a preservare l’agilità mentale, così come frequentare corsi serali o giocare a scacchi. Sono questi, infatti, i metodi efficaci per ritardare la vecchiaia, almeno del cervello. In base ad una recente ricerca inglese, è stata stilata una lista di 13 attività divise in due fasce: l’una comprende attività che comportano uno sforzo cognitivo minore (fai-da-te, giardinaggio o lavori domestici in genere), l’altra, quelle che richiedono uno sforzo intellettivo più intenso (come le visite culturali, ad esempio). Lo studio, condotto da alcuni scienziati dell’University College di Londra, sotto la guida della Dott.ssa Archana Singh-Manoux, e pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health, si è focalizzato su un campione di 5.350 impiegati statali, di età compresa tra i 35 e i 55 anni. I ricercatori si sono dapprima informati su quali fossero le attività predilette da costoro per trascorrere il tempo libero, in un secondo momento li hanno sottoposti ad alcuni test per individuarne le capacità mnemoniche, di ragionamento logico, le attitudini verbali. Ad esempio, è stato chiesto loro di fare una lista di tutte le parole che cominciano per ‘s’, o di scrivere di seguito nomi di animali nell’arco di un minuto. Chi passa il tempo libero dedicandosi ad attività che tengono allenata la mente e che impongono di stare a contatto con gli altri, ha dimostrato una più elevata concentrazione e una prontezza maggiore rispetto agli altri. Andare ad una mostra, giocare a carte, ma anche leggere, ascoltare musica o fare volontariato sono tutte attività collegate alla funzionalità del nostro cervello. La Singh-Manoux ha notato inoltre che, cominciare questo stile di vita più ‘dinamico’ per il cervello già durante la giovinezza, influenza positivamente lo stato della mente in età matura: “Credo che quello che facciamo non solo abbia delle conseguenze, ma che le abbia per tutta la vita”. Fatalismo? Niente affatto, si è sempre in tempo per recuperare, almeno in parte, l’isolamento o l’intorpidimento degli anni precedenti: “La gente di mezz’età dovrebbe rassicurarsi che può restare attiva e continuare a lavorare. Alcuni credono che la nostra capacità cognitiva non sia un’entità flessibile, ma qualcosa di fisso che gradualmente si può perdere” ,precisa la ricercatrice. Il presente studio servirebbe a dimostrare l’esatto contrario: sono molteplici le  attività che possono influenzare le capacità cognitive. Non solo, ma la Singh-Manoux ci tiene ad abbattere un altro luogo comune, quello che l’agilità mentale sia così connessa ai due fattori dell’educazione e della professione, da dipenderne. Crollano perciò due ‘miti’ che sono sempre stati discriminatori: le facoltà intellettive si sviluppano individualmente, con forza di volontà e costanza, oltre che con una buona ginnastica mentale che si può fare tanto ad un concerto o intorno ad un tavolo da gioco quanto in un pub, in compagnia, davanti ad un bicchiere di birra. A patto, ovviamente, di non esagerare: “la moderazione è sempre un bene” si affretta a sottolineare la scienziata per chi potrebbe accusarla di aver fornito una giustificazione ai bevitori incalliti. “In medio stat virtus” insomma: ma questa lezione, noi, l’avevamo già appresa dai latini.