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Spettacolo
500 giorni insieme
La nuova commedia sentimentale targata Fox punta sul fascino di Zooney Deschanel
e Joseph Gordon-Levitt
Di Alessandra Miccinesi
Una love story
anticonvenzionale, fresca e moderna, scandita da un numeratore temporale
che corre avanti e indietro per aggiornare lo spettatore sulla temperatura
emotiva della coppia protagonista. Un montaggio serrato che illustra la storia
di una coppia che si incontra, si frequenta e si ama per circa un anno e mezzo.
Una love story come tante, eppure diversa da tutte. “Questa è la storia di un
lui e di una lei, ma tanto vale chiarire: non è una storia d’amore”.
L’incipit della voce narrante che sul grande schermo accompagna la sequenza
iniziale di “500 giorni insieme” non lascia spazio ai dubbi. In questa
commedia sentimentale decisamente fuori dai canoni – è stato il film
rivelazione al Sundance Festival ed è stato proiettato in apertura al Festival
di Locarno 2009 – c’è infatti quello che Hollywood spesso non mostra nelle
commedie sentimentali. Anche dal punto di vista stilistico, infatti, il film
procede col ritmo serrato di un videoclip, abbinando sequenze da musical
all’incursione di ‘creature animate’ che interagiscono con gli umani, fino
alle visioni multiple (e ripetute) effettuate con la tecnica dello split screen,
cioè dello schermo diviso
in più settori.
Come in ogni storia d’amore, ovviamente in primo piano c’è
l’innamoramento - col corredo di primo bacio, prima volta a letto, primo film
al cine insieme, e prima lite sotto la pioggia – ma nella consecutio temporum
dell’idillio tra il lui e la lei in questione, ogni cliché viene ignorato,
aprendo finestre inedite sui rapporti di coppia del terzo millennio. Questo
perché gli amanti in questione, bizzarramente assortiti, vivono il loro
sentimento al di là di schemi preordinati. Tom (un brillante Joseph
Gordon-Levitt), giovane architetto impiegato in un’azienda che produce
sdolcinati biglietti d’auguri, è un giovane uomo che ancora crede al colpo di
fulmine, all’amore predestinato ed eterno che sovverte ogni regola e colpisce
dritto al cuore. Tutto il contrario di ciò in cui crede lei, Sole (Zooney
Deschanel), splendida e anticonvenzionale fanciulla appena arrivata dal
Michigan, che si butta nelle relazioni
con l’altro sesso volentieri, ma senza volersi impegnare troppo. Esigente ed
allegra (la ragazza ama il surrealismo di Magritte, le musiche degli Aerosmiths
e tra i quattro Beatles predilige il meno popolare: Ringo Starr) Sole aiuterà
Tom, moderno Don Chisciotte dal cuore pronto a spezzarsi, a fare il primo passo:
si lascerà corteggiare, coccolare, desiderare. Ma giunti al dunque, tra alti e
bassi, sesso e recriminazioni, karaoke e sbronze, al proferimento della più
classica e impegnativa dichiarazione d’amore, Sole finirà per cedere ai
fantasmi delle sue paure infantili. “500 giorni insieme” è un film
godibile, a tratti irriverente e decisamente ‘up’, che contribuisce a
delineare quel caleidoscopio di tattiche e ragionamenti (alzi la mano chi non ha
mai provato a sovvertire le regole o sfidare il destino) che spingono a
perseverare, e a combattere in modo tanto ridicolo quanto maldestro per dare un
senso all’amore. E cercare di trasformare l’attimo fuggente in eterna
felicità, sperando che si tratti di amore vero. Auguri!
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