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Anno 10
Numero 16
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Spettacolo
IDEA
SCENA DEBUTTA… con L’ANTRO DI YMA’
Rachele
de Rosa
La
storia della compagnia
Anno 2000, un evento epocale illumina l’orgoglio del Ministero della Difesa.
Un gruppo di dipendenti, appassionati di teatro danno impulso ad un nuovo tipo
di comunicazione, diventando così i portavoce
del fanciullo presente in tutti noi!
Nasce “IDEA SCENA”. Inizialmente semplice associazione culturale, inseguito
grazie al duro lavoro ampiamente riconosciuto,
viene iscritta come associazione di volontariato nel Registro Regionale delle
organizzazioni di volontariato sezione cultura Regione Lazio, coronando così il
desiderio di tutti i soci di unire al fervore teatrale, iniziative
d’arricchimento spirituale e umano. Il comune sentire tra il personale civile
e militare della Difesa si concretizza proprio attraverso attività nel campo teatrale , incrementando così e ponendo in luce,
l’essenza vera del quotidiano in un ottica di amicizia, solidarietà, e
rispetto per gli altri. Si pone in luce inoltre il carattere Onlus di questa
associazione, dato che tutto il personale della stessa non richiede alcun
compenso per le prestazioni svolte nell’ambito dell’attività sociale.
In tale scenario si colloca il fiore all’occhiello della stagione teatrale
2006/2007 di questa compagnia
: “L’Antro di Yma”. L’ 0pera scritta da Aldo Cirri , regia di Corrado
Scalia, è volta a sottolineare la collaborazione tra il mondo militare e quello
civile sia in teatro di guerra che nelle operazioni di aiuti umanitari, sia
nello stesso ambiente di lavoro.
Sul palcoscenico l’anima si pone nuda al pubblico, l’essere della
persona-personaggio in un solo linguaggio, trapela da quel corpo che si muove,
gesticola, dando vita alla storia narrata…..
Un dramma, ambientato in Irak, connotato dai colori rosa di un amore nato tra
fucili, ansia per le scarse medicine, rafforza le note commoventi della vicenda.
Si susseguono in una pseudo –normalità la voglia di ricostruire, di
rinascere, di affrontare in modo dignitoso le minacce che dall’esterno
duramente irrompono, minacciando più volte la quiete artificiale creata
nell’antro.
Legati da un comune destino i protagonisti incrociano le loro attività rivolte
al benessere di quel attimo di vita che alla fine viene spezzato via in un
sonoro silenzio, dal vento del nulla.
Commovente la breve storia dei più piccoli della scena, emblema delle numerose
vittime innocenti, che anneriscono i notiziari inseriti come flash nella nostra
quotidianità.
Scene toccanti sentite così intensamente dagli stessi attori coinvolgono e si
attaccano al profondo dei loro cuori. Il messaggio trasmesso non può non
suscitare una forte emozione ed un silenzio dell’anima di chi assiste,
spettatore.
Donne bambini esprimono l’emblema dell’autentica sofferenza, sollevando la
questione al di là della guerra per trasferirla ai numerosi abusi che tuttora
subiscono in molte aree del nostro pianeta, purtroppo , anche nelle mura
domestiche dei così detti paesi civili, senza considerare fondamentale il loro
contributo nello sviluppo dei popoli.
La rappresentazione è un omaggio alle peace keeping mission. Si ricorda
l’impegno costantemente apportato alle popolazioni sofferenti, sottomesse
dalla guerra e da tutti gli orrori che ne derivano. Si dà voce ai veri eroi che
lasciando sicurezza, affetti, affrontano pericoli reali, costantemente in
agguato. Un cocktail di paura e coraggio unita ad una forte motivazione e
determinazione , consapevolezza di agire secondo ‘ regole di ingaggio ben
definite ‘, sono i
requisiti-sentimenti che animano i militari che operano in teatro di guerra..
Umanità ed impegno caratterizzano le forze armate in tali missioni specialmente
nei riguardi dei bambini che confidano in loro speranza di pace, vita , libertà
. Gli stessi colori utilizzati nei loro disegni quale mezzo di comunicazione da
cupi e scuri si irradiano poi verso tinte più tenui, a sottolineare una
maggiore distensione dei loro pensieri , avvertendo la presenza amica. In
particolare i nostri soldati attraverso i piccoli gesti, la loro normalità, si
pongono all’estero quali ambasciatori, trasmettendo indirettamente l’essenza
del sentimento italiano al di là delle contrastanti discussioni di politici
attorno ad un tavolino!
Il vero ‘goal’ e’ quindi il dare sostegno alle popolazioni ferite cercando
di coniugare la sicurezza dell’attuale schieramento delle nostre forze agli
sforzi, diretti anche al rispetto dell’ambiente in cui ci s’imbatte per la
prima volta. L’attività si risolve attraverso l’acquisizione di
informazioni di tipo operativo, al fine di garantire mobilità sulle strade e
protezione civile. Il nostro paese si impegna così per portare in quei luoghi
afflitti dal dolore di chi ha perso tutto, qualcosa di se, con l’intento di
donare “il ritorno alla normalità”.
Per non dimenticare…l’Antro di Yma, è dedicato a coloro che
da quelle terre non sono più tornati, ricordo indelebile del sacrificio
di vite consapevoli di dedicare il loro lavoro al servizio dei più alti ideali
che animano le Missioni, in contrasto con
il sapore aspro della parte più ignobile del genere umano, di cui il nostro
pianeta è tristemente,
storicamente spettatore.
Si pone come una road-map verso la pace, esortando la volontà politica dei
leader dell’intero globo, ed in particolare dei territori attualmente in
conflitto di adoperarsi per rendere migliori le condizioni “della loro
gente” e non essere prigionieri solo degli
interessi e di un insensibile, freddo, programma politico.
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