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Anno
12
Numero
44

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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Spettacolo

 

“La doppia ora” Con Ksenia Rappoport e Filippo Timi, arriva nelle sale il film sorpresa dell’ultimo Festival di Venezia

Di Alessandra Miccinesi 

E’ stato il film-sorpresa della 66.ma Mostra d’arte cinematografica di Venezia e ha fatto gridare al miracolo tutti (o quasi) i critici di casa nostra. Il merito? Aver riportato in auge il noir italiano, amalgamandolo al thriller e al melò inframmezzati all’horror psicologico. Un genere ingiustamente dimenticato in questi anni, che l’esordiente Giuseppe Capotondi - fotografo freelance e regista di video musicali e spot pubblicitari - ha affrontato con polso e personalità, sparigliando la narrazione in percorsi coerenti con le psicologie dei personaggi e mantenendo sempre ‘calda’ la temperatura emotiva del plot, senza cedere al richiamo del didascalico. Di più, il regista ha abbinato al classico rovesciamento di fronti narrativo, che piace allo spettatore affamato di colpi di scena, una coerenza narrativa fin troppo equilibrata, punteggiata da una colonna sonora avvolgente e da una fotografia netta. Tensione e sussulti non mancano a punteggiare le esistenze dei due protagonisti della vicenda, Sonia (Ksenia Rappoport) e Guido (Filippo Timi), due anime tormentate che si incontrano per caso in un locale notturno durante uno speed dating. In una Torino irriconoscibile, spersonalizzata e sulfurea in cui tutti sembrano galleggiare in una realtà ‘altra’, la cameriera d’albergo Sonia Ksenia Rappoport e Filippo Timi sensuale ragazza dell’Est e l’ex poliziotto Guido dalla fisicità ribelle si scrutano, si annusano e decidono di iniziare una frequentazione fatta di luci ed ombre. Entrambi, infatti, stanno provando a gettarsi dietro le spalle un passato doloroso che, improvvisamente, quando sono sul punto di innamorarsi, torna a sconvolgere le loro esistenze.
La mattina in cui Sonia accompagna Guido a lavoro, infatti, una banda di rapinatori irrompe nella villa in cui l’uomo lavora come custode. Inutile dire che l’epilogo sarà tragico. Trattandosi di un noir, però, sarebbe un peccato guastare l’effetto sorpresa narrando nel dettaglio eventi che lo spettatore deve poter affrontare e interiorizzare da sé, senza mediazioni. Capotondi nel corso del film lascia alla platea libertà di vedute manovrando con abilità i dettagli, celando e aggiungendo pezzetti di storie (tra passato, futuro e sogno), mostrandoci almeno due profili dei vari personaggi chiamati in causa – la cameriera Margherita (Antonia Truppo), il poliziotto Dante (Michele di Mauro), il prete (Giorgio Colangeli) - fino alla fine della storia. Come in un puzzle dai contorni sfocati, in cui dubbi e realtà si mescolano e il disegno appare distorto quanto più crescono sospetti e paure (mai come in questo film, nulla è come sembra), la soluzione del mistero si avrà solo all’ultima inquadratura. Non prima.
Buon ritmo narrativo, dicevamo, e una interpretazione senza sbavature da parte dei due protagonisti che riescono a imprimere ai rispettivi personaggi un alone enigmatico. Dice in merito il regista: “Da un lato c’è Guido, che nasconde nella disillusione la sofferenza del proprio passato. Lui è un uomo che pare non credere più in nulla, sceglie la solitudine e una vita opaca da cui sembra ridestarlo solo l’irruzione di Sonia. Dall’altro c’è lei, bellissima e misteriosa. Sonia cattura Guido e lo spettatore facendoli sprofondare nell’abisso di paure fatto di ricordi; ricordi che la donna non riesce a scacciare e di cui non conosce l’origine. Quando le ragioni del tormento di entrambi sembrano infine trovare una spiegazione – conclude Capotondi – ecco che tutto torna a confondersi per i protagonisti così come per lo spettatore. Fino alla fine”. Come da copione, “La seconda ora” è un film avvincente e coinvolgente, con pochi difetti (è pur sempre un’opera prima) e molti pregi. Forse il miglior noir italiano degli ultimi anni che richiama alla mente atmosfere inquietanti e oniriche alla David Lynch. Prodotto da Medusa Film e da Indigo Film, la pellicola ha vinto il Premio Arca Cinemagiovani per il Miglior film italiano; ha regalato alla protagonista Ksenia Rappoport la Coppa Volpi all’ultima Mostra di Venezia, e a Filippo Timi - l’attore italiano oggi più corteggiato da registi e produttori - il Premio Pasinetti Sngci. Nelle sale italiane dal 9 ottobre distribuito da Medusa.