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Spettacolo
“La
doppia ora” Con Ksenia Rappoport e Filippo Timi, arriva nelle sale il film
sorpresa dell’ultimo Festival di Venezia
Di
Alessandra Miccinesi
E’
stato il film-sorpresa della 66.ma Mostra d’arte cinematografica di Venezia e
ha fatto
gridare al miracolo tutti (o quasi) i critici di casa nostra. Il merito? Aver
riportato in auge il noir italiano, amalgamandolo al thriller e al melò
inframmezzati all’horror psicologico. Un genere ingiustamente dimenticato in
questi anni, che l’esordiente Giuseppe Capotondi - fotografo freelance e
regista di video musicali e spot pubblicitari - ha affrontato con polso e
personalità, sparigliando la narrazione in percorsi coerenti con le psicologie
dei personaggi e mantenendo sempre ‘calda’ la temperatura emotiva del plot,
senza cedere al richiamo del didascalico. Di più, il regista ha abbinato al
classico rovesciamento di fronti narrativo, che piace allo spettatore affamato
di colpi di scena, una coerenza narrativa fin troppo equilibrata, punteggiata da
una colonna sonora avvolgente e da una fotografia netta. Tensione e sussulti non
mancano a punteggiare le esistenze dei due protagonisti della vicenda, Sonia (Ksenia
Rappoport) e Guido (Filippo Timi), due anime tormentate che
si incontrano per caso in un locale notturno durante uno speed dating. In una
Torino irriconoscibile, spersonalizzata e sulfurea in cui tutti sembrano
galleggiare in una realtà ‘altra’, la cameriera d’albergo Sonia sensuale
ragazza dell’Est e l’ex poliziotto Guido dalla fisicità ribelle si
scrutano, si annusano e decidono di iniziare una frequentazione fatta di luci ed
ombre. Entrambi, infatti, stanno provando a gettarsi dietro le spalle un passato
doloroso che, improvvisamente, quando sono sul punto di innamorarsi, torna a
sconvolgere le loro esistenze.
La mattina in cui Sonia accompagna Guido a lavoro, infatti, una banda di
rapinatori irrompe nella villa in cui l’uomo lavora come custode. Inutile dire
che l’epilogo sarà tragico. Trattandosi di un noir, però, sarebbe un peccato
guastare l’effetto sorpresa narrando nel dettaglio eventi che lo spettatore
deve poter affrontare e interiorizzare da sé, senza mediazioni. Capotondi nel
corso del film lascia alla platea libertà di vedute manovrando con abilità
i dettagli, celando e aggiungendo pezzetti di storie (tra passato, futuro e
sogno), mostrandoci almeno due profili dei vari personaggi chiamati in causa –
la cameriera Margherita (Antonia Truppo), il poliziotto Dante (Michele di
Mauro), il prete (Giorgio Colangeli) - fino alla fine della storia. Come in un
puzzle dai contorni sfocati, in cui dubbi e realtà si mescolano e il disegno
appare distorto quanto più crescono sospetti e paure (mai come in questo film,
nulla è come sembra), la soluzione del mistero si avrà solo all’ultima
inquadratura. Non prima.
Buon ritmo narrativo, dicevamo, e una interpretazione senza sbavature da parte
dei due protagonisti che riescono a imprimere ai rispettivi personaggi un alone
enigmatico. Dice in merito il regista: “Da un lato c’è Guido, che nasconde
nella disillusione la sofferenza del proprio passato. Lui è un uomo che pare
non credere più in nulla, sceglie la solitudine e una vita opaca da cui sembra
ridestarlo solo l’irruzione di Sonia. Dall’altro c’è lei, bellissima e
misteriosa. Sonia cattura Guido e lo spettatore facendoli sprofondare
nell’abisso di paure fatto di ricordi; ricordi che la donna non riesce a
scacciare e di cui non conosce l’origine. Quando le ragioni del
tormento di entrambi sembrano infine trovare una spiegazione – conclude
Capotondi – ecco che tutto torna a confondersi per i protagonisti così come
per lo spettatore. Fino alla fine”. Come da copione, “La seconda ora” è
un film avvincente e coinvolgente, con pochi difetti (è pur sempre un’opera
prima) e molti pregi. Forse il miglior noir italiano degli ultimi anni che
richiama alla mente atmosfere inquietanti e oniriche alla David Lynch. Prodotto
da Medusa Film e da Indigo Film, la pellicola ha vinto il Premio Arca
Cinemagiovani per il Miglior film italiano; ha regalato alla protagonista Ksenia
Rappoport la Coppa Volpi all’ultima Mostra di Venezia, e a Filippo Timi -
l’attore italiano oggi più corteggiato da registi e produttori - il Premio
Pasinetti Sngci. Nelle sale italiane dal 9 ottobre distribuito da Medusa.
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