|


Prima
pagina
Editoriale
Attualità
Cultura
Costume
Spettacolo
Personaggi
Turismo
Salute
Sport
Agenda
Oroscopo
Curiosità
Consulente
Giardinaggio
Cucina
Dentino
avvelenato
I
nostri link
E-mail
Anno 8
Numero 23
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
| |

Spettacolo
MICHELE PLACIDO attore versatile si racconta
Paola Aspri
Per concludere degnamente una stagione ricca di proposte, il
Teatro India mette in scena un fiore allocchiello della drammaturgia Shakesperiana,
il "Macbeth", curato registicamente e tradotto da Marco Bellocchio che ci
propone un teatro da camera con lausilio dellinterpretazione vibratamente
contemporanea di Michele Placido. Alla sua seconda regia plateale, lautore dè
"I pugni in tasca" è entusiasta di uno spazio innovativo come quello
dellex Mira Lanza, per allestire un opus costruito con un movimento interno del
personaggio che rimanda alle sue precedenti ideazioni cinematografiche. La messinscena è
in cartellone dall11 luglio con repliche fino al 28 luglio e si attualizza
attraverso costumi militareschi di stampo cileno, ma a detta di Bellocchio non con
lintento di straniare il senso della trama, ma per incuriosire senza evocare
simbolismi politici. Sedici attori fanno da contorno attoriale ad un plot che ha perso le
vicende collaterali e lascia trasparire lessenza interiore di un Macbeth, cui
lanima nera ha dedicato un primo piano ininterrotto per novanta minuti. Michele
Placido, attore di grandi qualità passato da "La Piovra" a "Padre
Pio" (trasmesso a novembre da Rai Uno) con nonchalanche, diventa per
questoccasione un uomo di potere sconcertato dallabuso della sua avidità
tecnocratica.
Quali sono stati i suoi esordi artistici?
NellOrlando Furioso per la regia di Luca Ronconi nel lontano 1968, ma
lincontro più importante fu con Monica Vitti che mi propose per una piccola parte a
Carlo Di Palma per "Teresa la ladra".
"La Piovra" è stato un successo internazionale, cosa la lega ancora a quel
periodo?
Il ricordo di un buon momento condiviso con Damiano Damiani, regista che stimo moltissimo,
cui devo quasi tutta la mia approvazione per aver costruito un apprezzato prodotto
televisivo.
Era già stato diretto in passato da Damiano Daniami?
Si, in "Un uomo in ginocchio", dove interpretavo un carattere opposto a quello
de " La Piovra". Ero un killer della mafia.
Spesso interpreta ruoli meridionali come il metalmeccanico in "Tre Fratelli"
di Francesco Rosi e Eddi Carbone in "Uno sguardo dal ponte", perché questa
predilezione per ruoli sudisti?
Mi sono proposti perché sono un uomo nato nel Sud, ma anche perché il nostro cinema si
rifà alle tematiche di una parte dItalia dimenticata, dove ci sono più spunti per
raccontare storie di vita.
Quanto Macbeth può essere affine ai giorni nostri?
E una parte estremamente moderna, la sua grandezza è nel riflettere sugli inganni
cui ci si aggioga per raggiungere il potere e questo è quanto di mai attuale possa
esistere.
Si può pensare che quanto lei incarna è frutto di unintimizzazione eccessiva
sulle miserie delluomo?
Limpostazione attoriale è psichica, adopero una recitazione sullo sfilacciamento
dellanima e dellIO". E un Macbeth fragile cui la fama e la
ricchezza hanno negato tutto il resto, compresi i sentimenti.
Il Teatro è emozione o azione?
E una continua ricerca, sperimentazione, un work in progress che si trasmette agli
astanti, senza però far intuire del tutto lo specchio dellanima. In
questoccasione poi è il luogo a creare stimoli in chi lo abita e affermo come
Macbeth che: " Pur entrando nella stagione delle foglie secche, sono ancora giovane
nellagire." Tutto per spiegare che chi è attore deve cavalcare il palcoscenico
con la curiosità di un principiante, pronto ad apprendere vibranti realtà da tutto ciò
che lo circonda.
Il suo ultimo ruolo è sempre migliore dei precedenti?
Si, aspettavo la chiamata di persone che culturalmente riconoscessero una mia valenza
attoriale e "Macbeth" rappresenta una radiografia impietosa su quello che accade
ad un essere umano in crisi, specchio di tutti i tempi e ammiccante verità teatrale.
E vero che dal Macbeth teatrale nascerà un film?
E nelle nostre intenzioni se ci sarà dato il permesso di creare un lungometraggio
documentaristico, nato dallesperienza del Teatro India, quindi immagini sgranate che
si rifanno alla scuola di Lars Von Triers.
|