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Anno 9
Numero 26
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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S p o r t
GIANLUCA PESSOTTO una persona troppo per bene
Antonia Bonomi
Confesso che non avevo mai
sentito parlare di lui perché non seguo il calcio e lo sport in genere minuto
per minuto, e forse perché non è mai comparso sui giornali strombazzando,
o non è mai stato pompato come “personaggio” dai medesimi. La notizia
l’ho appresa dal lancio di agenzia e mi si è stretto il cuore, per
deformazione professionale ho cercato i dati di nascita per capire quale poteva
essere stato il motivo scatenante della sua decisione e mi sono trovata davanti
una personalità che rispecchia esattamente quanto i giorni e la televisione
stanno dicendo di lui da quando ieri, 27 giugno 2006, ha tentato di suicidarsi.
La sua vita l’ho ricostruita sui motori di ricerca: nato a Latisana in
provincia di Udine, ha la passione del calcio, a quattordici anni va in collegio
a Milano, è nelle giovanili del Milan.
Passa al Varese, alla Massese, al Bologna, all’Hellas Verona finché nella
stagione 1994-95 esordisce in serie A con il Torino, Marcello Lippi lo nota e lo
vuole alla Juventus e qui resterà fino al 2006 quando appende gli scarpini al
chiodo, si dice malvolentieri, e il 27 maggio accetta la nomina a Team Manager
della squadra che è nell’occhio del ciclone per lo scandalo delle partite
truccate. Le sue sono state 243 presenze in campo, sei scudetti, in Champions
League nel 1996 uno dei rigori che hanno fatto vincere la squadra contro l’Ajax
è stato tirato proprio da lui, e sempre lui ha segnato un gol contro l’Olanda
nelle semifinali degli Europei del 2000. Difensore,
mediano terzino e ambidestro, una sorta di jolly, sposato e padre di due
bambine, una vita normale, occhialetti sul naso, sorriso sempre pronto sulla
faccia da ragazzo per bene.
Com’è Gianluca Pessotto Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Leone con pianeti nella Vergine e nella Bilancia, riservato e un po’ timido,
preciso anche in modo un tantino maniacale perché non ama fare brutte figure e
detesta le critiche, dotato di senso del dovere, della giustizia, con una
spiccata inclinazione per lo sport con quel Marte nel Leone e la Luna nel
Sagittario. Amante del bello, della natura, un bel combattente nel lavoro, ma
troppo sensibile e per bene, una debolezza, per sopportare le ingiustizie, per
vedere il suo lavoro di giocatore, e l’orgoglio delle vittorie e degli
scudetti, macchiato dal dubbio. Depresso? È possibile, lo sport era la sua vita
e ne ha ricevuto belle soddisfazioni anche perché, come dicevo sopra, metterei
la mano sul fuoco che ha fatto sempre del suo meglio e anche qualcosa in più,
in campo era bravo anche per esperienza, mentre nella nuova attività avrebbe
potuto avere difficoltà, non essere all’altezza e questo non lo sopportava. A
dargli la spintarella può essere stato il timore che qualcuno potesse avere il
dubbio che aveva taciuto qualcosa, o la certezza di non aver visto tutto, o di
averlo visto e di aver taciuto. Temeva gli scandali e i sensi di colpa, Urano
rotante da mesi in opposizione a Mercurio natale, quel suo Mercurio precisino e
razionale, ha sbaragliato le sue regole e la tensione si è sciolta in una
decisione impulsiva e nello stesso tempo logica: risolvere tutto e subito. Non
è stata vigliaccheria, ma un harakiri.
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